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10 Curiosità sull’Epifania

10 Curiosità sull’Epifania

Il giorno è tra i più attesi: da una parte frotte di bambini che non vedono l’ora si scoprire quanti dolciumi la Befana avrà portato e quante calze avrà riempito. Oppure in tanti attendono l’arrivo dei 3 Re Magi.

Che tu aspetti la vecchietta dalle scarpe rotte o i tre Re, questo è l’articolo che fa per Te (Ok, non faccio più rime, promesso).

 

  1. La Befana e i Re Magi (tratto da una storia…vera)

Si dice –secondo la leggenda- che i Magi, ossia Gaspare, Melchiorre e Baldassarre fossero in cammino, diretti verso il neonato Gesù Bambino. Lungo la strada incontrarono una vecchina e le proposero di unirsi all’allegra combriccola. La vecchina dapprima rifiutò per poi pentirsene. Inizio la ricerca dei Magi (che, a loro volta, cercavano Gesù e famiglia). Non trovandoli, decide di andare di bimbo in bimbo a portare dolciumi, sperando di beccare il Bambinello. Immaginatevi che poker d’assi: Oro, Incenso, Mirra e… Dolci.

 

  1. Tre Feste in una: un 6 gennaio da ricordare

In questa data si festeggiano non una ma tre festività (anzi, avvenimenti) legati alla vita di Gesù: l’arrivo e l’adorazione del Bambinello da parte dei Magi, il battesimo del Gesù adulto (aveva 30 anni) nel fiume Giordano e il suo primo miracolo certificato, la trasformazione dell’acqua in vino durante le nozze di Cana. Mica male, tre feste in una sola.

 

  1. L’Epifania Cattolica è il Natale Ortodosso

Il 6 gennaio è l’Epifania per i Cattolici ma non per gli Ortodossi. In quel giorno, infatti, cade il loro Natale. Questo perché gli Ortodossi seguono il calendario giuliano, mentre i Cattolici usano da secoli quello gregoriano. Questo trasla anche l’Epifania che cade o il 19 gennaio oppure (laddove non è indicata come festività religiosa) la prima domenica di gennaio. Paese che vai, Epifania che trovi.

 

  1. Con le scarpe piene di…paglia (in Spagna)

La sera prima del 6 gennaio, i bimbi spagnoli riempiono delle scarpe con paglia o grano e le appendono sui balconi o le lasciano fuori dall’uscio di casa. È il cibo per i cammelli dei Re Magi, stanchi e affamati (a meno che non siano fermati in un Autogrill). Il giorno dopo, gli entusiasti piccoli iberici trovano biscottini, caramelle o regali. Sempre sperando che le scarpe non siano caciotte fetenti…

 

  1. Segna la porta di casa con il KMB (non è un prodotto chimico, anzi…)

In quel di Baviera, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, tanti bimbi e ragazzi girano per le strade contrassegnando le porte con l’acronimo KMB. Non è una versione moderna della piaga biblica raccontata nel Vecchio testamento, ma è un modo per indicare ai Magi (L’acronimo è dato dalle iniziali dei nomi) la strada giusta per i dolciumi, oltre che dare loro il benvenuto.  KMB – kuanti morbidi biscotti.

 

  1. La Befana è italiana 1 (precisamente, è meridionale)

La vecchina sulla scopa con le scarpe tutte rotte? L’abbiamo inventata nel Belpaese, precisamente unendo tradizioni pregresse del centro e del sud Italia. Il termine “Befana” risale più o meno al XV secolo. Se li porta bene, i secoli, quella vecchina.

 

  1. La Befana è Italiana 2 (Regione che fai, Befana che trovi)

Che la Befana sia italiana ve l’ho appena scritto. Ovviamente, da brava italiana, cambia volto, forma, tradizione e usanza spostandosi di regione in regione (se non di città in città). Ad esempio, si dice che in Emilia Romagna le mura (non si specifica quali) durante la notte del 6 gennaio diventino di ricotta. In Abruzzo e in Molise gli animali possono parlare (ed essere compresi) durante quella notte, a patto di non rivelare ciò che ti dicono (chissà quali segreti potrebbero rivelarti criceti o pesci rossi). Non abbiamo finito: in Calabria le ragazze recitano una canzoncina per avere un’annata prospera (chissà che si intende per prospera e chissà qual è la canzoncina). In Sardegna, sarà perché siamo buongustai, si prepara un dolce detto dei Re Magi. Tra gli ingredienti vengono mischiati un cece, una fava e un fagiolo. Chi becca la fetta di torta con uno dei legumi avrebbe avuto un’annata buona; chi non avesse trovato nulla… beh, almeno si sarebbe mangiato il dolce.

 

  1. La Rosca de Reyes e la maledizione della Strega (succede in Messico)

Nel ridente Messico, patria delle feste più originali, durante il giorno dell’Epifania viene realizzato un dolce, la “Rosca de Reyes”. Bisogna obbligatoriamente mangiare tutta la torta entro la giornata. Altrimenti? Altrimenti la strega malefica scatenerà la maledizione. La Befana vista da Tim Burton, in pratica.

 

  1. La Befana è la Dea Diana (com’è invecchiata male…)

Dal momento che la Cristianità ha “sfruttato” le Feste prestabilite dai Pagani (un esempio a caso? Il 25 dicembre era una festa pagana, nonché “compleanno” di Mitra) poteva mancare il 6 gennaio in questa lista? No, certo che no. Secondo i Romani de Roma, vi erano dodici notti (tra gli odierni Natale e Befana per noi comuni mortali) in cui la Dea Diana, con una comitiva di divinità femminili minori, passavano sopra i campi per renderli fecondi. Non era da sola (anche i Romani non sono gli Inventori del Mondo, ok?): il popolo dei Germani credeva nella Dea Perchta (leggi Diana tedesca), mentre più su, a nord, si credeva alla Dea Holda. Poi arrivarono prima i Cristiani (ecco i Re Magi) e poi le tradizioni popolari (ecco la Befana)

 

  1. La dodicesima notte (e non parlo di Shakespeare)

Nella patria di Sua Maestà la Regina l’Epifania viene chiamata “La dodicesima notte”, proprio come l’omonima commedia scritta da William Shakespeare cinque secoli fa (anno più, anno meno). In questa notte gli spiriti –secondo la leggenda- si risvegliano e fanno scherzi, nascondendosi negli agrifogli. Tipico dell’Inghilterra: se non ci sono spiritelli, non è divertente.

 

Insomma, che voi aspettiate la Befana, la Dea Diana, i Re Magi, che voi celebriate il Natale in questo giorno anziché l’Epifania…

Auguri di cuore!

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