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10 Derby che potresti vedere in futuro

10 Derby che potresti vedere in futuro

Quando pensi “Derby” e sei un amante del Football, la tua mente corre subito –immagino- ai celeberrimi scontri tra due squadre della stessa città (o della stessa Nazione, in alcuni casi). Ma forse non sai che alcune delle città sedi delle blasonate Regine dei Derby, ospitano anche altre realtà che, un domani, potrebbero diventare la terza (e forse scomoda) Sorella. Un po’ come Cenerentola e le due sorellastre, per intenderci.

Seguimi: andiamo a scoprire 10 Squadre che potrebbero giocare i più famosi Derby!

 

  1. Roma: il Derby della Capitale con… Almas, Romulea o Trastevere?

Scegliere la terza squadra della Città Eterna, dopo la Lazio e la Roma (in ordine rigorosamente cronologico) è impresa ardua. Diverse sono le pretendenti al titolo di “Terza Sorella”. Le più quotate sono tre, tutte con sede a Roma. La prima, in ordine di fondazione, è il Trastevere Calcio, con sede nello storico quartiere che affaccia sul fiume. Nata nel 1909, ha avuto una vita complessa e due rifondazioni, l’ultima nel 2012. Attualmente milita in Serie D e i suoi colori sociali sono l’amaranto e il bianco. Seconda a veder la luce, nel 1921, è la Romulea che ha per colori sociali gli stessi della Roma: amaranto e oro. Ha militato per anni in Serie D. Ultimamente è attiva a livello giovanile: nel 2019, la Romulea Juniores si è laureata Campione d’Italia. Fa ben sperare per il futuro. Infine, ultima solo per via dell’anno di fondazione (1944) c’è l’Almas (Appio Latino Metronio Associazione Sportiva), fondata da un gruppo di commercianti del quartire Appio e che indossa una maglia bianco verde, ispirata agli scozzesi del Celtic. Ha disputato Campionati in Serie D, arrivando sino alla C2 sul finire degli anni ’70. Chissà se un gioco vedremo un “Derby della Capitale” con una (o più) tra queste squadre protagonista.  

 

  1. Milano: il Derby della Madùnina con... il Brera

Milano, patria del Derby della Madùnina, simbolo della città meneghina e che campeggia sul Duomo. Oltre ai rossoneri del Milan (anno di fondazione 1899) e i “cugini” interisti (nato da una diaspora nel 1908) c’è una terza squadra che, un domani, potrebbe ambire a divenire la Terza Sorella. Si tratta del Brera Calcio, giovanissima società (fondata nel 2000) e che disputa i suoi incontri nell’Arena Civica, glorioso impianto nato nel 1805 e inaugurato nel 1807 alla presenza di Napoleone Bonaparte, oltre che “base” dell’Inter dal 1930 al 1947. Attualmente il Brera milita in prima Divisione. Giusto per giocarcela con le strisce, la sua maglia è neroverde (o verdenera) con strisce verticali. A Milano, le maglie piacciono così.

 

  1. Torino: il Derby della Mole con… il Lucento

Torino, città nobile, Capitale del Regno d’Italia dal 1861 al 1865, è divisa calcisticamente in due metà: da una parte la “vecchia Signora, la Juventus, nata nel 1897; dall’altra i granata del Torino, nati dalla fusione di diverse società e da un gruppo di “dissidenti” ex bianconeri. Tra queste due Nobili del Calcio, c’è una terza, piccola Sorella: si tratta del Lucento. La squadra prende il nome dall’omonimo quartiere della città. Nata nel 1977, attualmente milita in Eccellenza. Nel 2014, i rossoblù (questi i loro colori sociali) batterono la Juventus per 2-3. Si trattava di un’amichevole, è vero, ma la Cenerentola di Torino brillò per una sera, come guidata dalla Fata Madrina. Miracoli del Calcio.

 

  1. Genova: il Derby della Lanterna con…il Ligorna

Quando pensi a Genova, pensi alle sue due metà calcistiche: da una parte il Club più antico d’Italia, il Genoa Football and Cricket Club, nato nel 1893 e con “base” nel cuore storico della “Superba”. Dall’altra, i figli del borgo di Sampierdarena (occhio a non fare gaffe: per gli abitanti, Sampierdarena non è Genova) che, il 12 agosto 1946, fondarono la Sampdoria, nata dalla Sampierdarenese (la cui sezione calcio nacque nel 1899) e l’Andrea Doria (1900 per quanto riguarda il Calcio). Tra il “Grifone” e il “Baciccia” c’è una terza “litigante”: si tratta del Ligorna, società nata nel 1922 nell’omonimo quartiere. Attualmente milita in Serie D (almeno, sino a che i Campionati non sono stati sospesi per via della pandemia) e i suoi colori sociali sono il bianco e il blu. Chi lo sa, magari un domani vedremo un nuovo Derby della Lanterna.

 

  1. Verona: all’ombra della Scala c’è… la Virtus

Nella città tanto cara a Shakespeare, laddove Romeo e Giulietta “vissero” la loro tragica storia d’amore, il Campanilismo è accesissimo. La prima squadra (data di fondazione 1903: subì 4 rifondazioni, l’ultima targata 2002) è l’Hellas. I gialloblù possono vantare uno storico scudetto, nel 1984/85, conquistato con Osvaldo Bagnoli in panchina. Dall’altra parte, oltre la diga, c’è una frazione, il quartiere di Chievo. Lì nacque il Chievo Verona: anche loro gialloblù (ma con predominanza gialla, a differenza dei “vicini di casa”, che prediligono il blu come colore principale), i clivensi nacquero nel 1929 (rifondati nel 1948) e chiamati “Mussi”, ovvero “Asini” dai sostenitori dell’Hellas. Da quando è giunto la prima volta in Serie A, anche il Chievo ha avuto annate degne di nota, arrivando 5° nel primo anno della Massima Serie e disputando i preliminari di Champions un paio d’anni dopo. Tra l’Hellas e il Chievo, c’è la Virtusvecomp Verona, più familiarmente conosciuta come Virtus. Nata nel 1921, adotta i colori rosso e blu, ha militato in serie C; attualmente è in Promozione. Caso particolarissimo: dal 1982 Gigi Fresco è sia Presidente che Allenatore. Una vita dedicata al rilancio di Borgo Venezia, cuore della Virtus, una vita dedicata ai quei colori. Complimenti, Mister: spero di vederla giocare nella Stracittadina presto!

 

  1. Firenze: non solo la Viola. Il “Derby dell’Arno” sarebbe contro…la Rondinella

A Firenze, culla del Rinascimento e casa della Viola per eccellenza del Calcio Italiano, la Fiorentina, si potrebbe –tra qualche anno- giocare un Derby in riva all’Arno. Non solo, dunque, la Fiorentina (nata nel 1926 e rifondata nel 2002 dopo il fallimento Cecchi Gori) rappresenta la città. Dall’altra sponda del fiume che passa per Firenze c’è la Rondinella. Anche lei, come la Viola, ha vissuto il fallimento e la rifondazione (seppur qualche volta di più: ben 5 le rifondazioni). Esistente sin dal 1946, con il nome di R.M. Firenze giocò cinque stagioni in C1. I suoi colori sociali sono il bianco e il rosso, i colori della città. Attualmente milita nella Prima Categoria Toscana. Magari, tra qualche anno, vivremo il primo Derby in Piazza della Signoria.

 

  1. Napoli: tra gli Azzurri e… l’Afro Napoli United (passando per l’Internapoli)

All’ombra del Vesuvio brilla una società, il Napoli, nato nel 1926. La sua maglia è stata indossata da Altafini, Careca, Zola, Hamisk e da lui, El D10S, Diego Armando Maradona. Ma non è stata l’unica squadra della città: ben prima, nel 1909, nacque l’Internapoli, società che ha visto passare tra le sue file Giorgio Chinaglia e Pino Wilson (prima che arrivassero alla Lazio di Maestrelli e conquistassero lo scudetto). Una storia difficile, quella dell’Internapoli, che si sciolse nel 2012. Però, nel 2005, tesserò Maradona. Diego Armando Maradona…Junior, il figlio avuto dal “Pibe de Oro” in quel della città. Ad oggi, la seconda squadra partenopea è una bellissima realtà, che mi auguro abbia ben presto gli onori e i riflettori che merita: si tratta dell’Afro Napoli United. Nato nel 2009, il team ha conquistato, anno dopo anno, promozioni su promozioni, passando dai dilettanti all’Eccellenza, dove attualmente milita. Nel luglio del 2020, la squadra cambia nome, diventando Napoli United e trovando un nuovo campo, il Comunale. In bocca al lupo.

 

  1. Messina: il Derby dello Stretto si gioca solo a Messina

Sembra strano, come titolo, ma ha la sua motivazione: se è vero che il “Derby dello Stretto” si è giocato tra la Reggina e il Messina, ovvero le due squadre che si affacciano sullo Stretto, per l’appunto, è anche vero che la città sicula ha più anime. Oltre alla squadra più conosciuta, il Messina, c’è un’altra anima cittadina. Andiamo con ordine: la prima società a essere fondata è stata il Messina, nata nel 1900 e rifondata ben 4 volte. L’ultima rifondazione è del 2017, quando la squadra prende la denominazione di Associazioni Calcio Riunite Messina Società Sportiva Dilettantistica o A.C.R. Messina, per farla breve. Diverse stagioni in Serie A, un 7° posto nel 2004/05, tra le sue fila sono passati giocatori quali Marco Storari, Igor Protti e l’eroe di “Italia ‘90”, lo spiritato Totò Schillaci, oltre che aver avuto in panchina il “Professore”, Franco Scoglio. Da decenni ha optato per il giallorosso come combinazione cromatica e attualmente disputa la Serie D. sempre nella stessa Serie si trova la seconda squadra della città, il F.C. Messina. Il logo è lo stesso che il Messina adottò nei primi anni 2000. Se questo vi crea confusione, non siete gli unici: a causa del fallimento, nel 2009 nacque l’ACR, mentre il nome FC Messina restò “fermò” sino al 2019, quando lo acquista Rocco Arena. Nel frattempo, le due compagini si erano già scontrare sul campo: ACR contro “Città di Messina”. Si giocarono la promozione in Lega Pro nel 2012/13 ma la “battaglia” vuotò le tasche di entrambe le società. I “vecchi” supporter dello “storico” Messina parteggiano per l’ACR ma c’è chi, in città, ha scelto il Football Club. Il Derby c’è, in primis tra i Presidenti. Guerra dei nomi.

 

  1. Palermo: oltre ai rosanero… i biancoblu

Da un capo all’altro della Trinacria, ci spostiamo a Palermo. La squadra, nota per i colori sociali rosa e nero, ha militato per anni in Serie A, ospitando ra le sue fila Big del Pallone come Cavani, Dybala, Pastore, Toni, Corini, Miccoli e un nugolo di Campioni del Mondo (Barzagli, Zaccardo, Grosso, Barone), oltre che un vulcanico Presidente che risponde al nome di Maurizio Zamparini. Fondata nel 1900, nel 2005/06 è arrivata sino agli ottavi di finale di Coppa UEFA. Poi il tracollo: le inadempienze finanziarie, il fallimento e la nascita di una nuova società, che disputa il Campionato di Serie D. questo sino all’arrivo della pandemia: Campionato sospeso prima e bloccato poi. I Rosanero, che si trovavano primi in classifica, vengono promossi d’ufficio in Serie C. decidono di cambiare il loro nome in Palermo Football Club. Ma non è l’unica realtà calcistica nella città di Santa Rosalia: infatti –tra le diverse compagini che ruotano attorno alla città, ve n’è una degna di nota. SI chiama Parmonval, ha sede nella borgata di Mondello (Vi dice nulla? La spiaggia, la signora, il “Qui non ce n’è Coviddi? Esatto, più o meno lì) e per colori sociali ha scelto il bianco e il blu. Il nome è l’acronimo delle località che formano il sobborgo: Partanna, Mondello, Valdesi. Attualmente disputa il campionato d’Eccellenza e vorrebbe giocare, in alternanza col Palermo, al “Renzo Barbera”, storica roccaforte rosanero. Magari un giorno il “Barbera” diverrà casa di entrambe le compagini, come il “Marassi” a Genova, lo “Stadio Olimpico” a Roma o il “San Siro-Meazza” a Milano. 

 

  1. Torino: e se il Derby fosse Juventus contro…Juventus?

Torniamo nuovamente nella città sabauda per parlare di una squadra “nata” dalla Vecchia Signora, ovvero la Juventus Under 23. Non è un caso che la “Big” del calcio italiano abbia creato una sua seconda squadra: basti pensare alla Spagna, dove il Barcellona e il Real Madrid (giusto per fare due nomi a caso) hanno due squadre “minori”, chiamate rispettivamente Barcellona B e Real Madrid Castilla, entrambe militanti nella Segunda Division B, l’equivalente iberico della nostra Serie C. I Bianconeri di Torino, dicevamo, creano la Juventus Under 23 nel 2018. Fino agli anni ’70 esisteva il 2Campionato De Martino”, dove le squadre riserve delle Big militavano. Nel 2018, re-introdotta la possibilità, la squadra viene iscritta al Campionato di Serie C. Quest’anno, guidata da Fabio Pecchia, si è classificata 10° nel torneo, conquistando comunque un ambito trofeo, la Coppa Italia di Serie C contro la Ternana. Nel prossimo Campionato sarà guidata dal “Maestro”, Andrea Pirlo, alla sua prima esperienza in panchina. E se tra qualche anno il Derby di Torino diventasse il “Derby bianconero”? Staremo a vedere.

 

10 Derby, 10 città, 10 outsidere che potrebbero, un domani, salire agli onori della grande cronaca. Sinceramente, mi auguro di poter vedere almeno uno tra questi 10 scontri calcistici. La bellezza del Calcio è anche questa.

 

Alberto Caboni

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