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10 Favole, 10 Finali Veri (non a lieto fine)

10 Favole, 10 Finali Veri (non a lieto fine)

Avete appena terminato di vedere per l’ennesima volta un lungometraggio animato tratto da una Favola. Come sempre, zuccherini, uccellini che fischiettano, principi azzurri e amore a più non posso.

Quello che (forse) non sapete è che le Favole NON finiscono quasi mai bene.

Scordatevi i finali made in zucchero filato e Disney: vi porto a scoprire il Lato Oscuro delle Favole.

Andiamo e non spaventatevi (troppo).

 

  1. Ariel la Sirenetta e il suo Sogno (spezzato)

Ricordate la Sirenetta Ariel? La figlia di Re Tritone che, per diventare umana, sacrifica la sua voce donandola alla strega Ursula? Ok, dimenticatevi quelle scene dolci e soggette al Parental Control. Il danese Hans Christian Andersen, l’autore della favola, la scrisse in modo decisamente più “gotico”. Ariel non scarifica la voce bensì la lingua. Il che rende un po’ complicato baciare il Principe, giusto per dirne una. In più, il nostro nobile bellimbusto si innamorerà di un’altra. Sembra un album di Masini, lo so, ma ci manca il finale. Ariel ha due possibili strade da percorrere: uccidere l’amato e ritornare, con la coda tra le gambe (anzi, con la coda tra la coda) da papino, nelle profondità degli abissi. Oppure lanciarsi in acqua e diventare schiuma del mare. Indovinate? Il Principe, vi dico, resta vivo e vegeto. Altro che Tim Burton.

 

  1. Quasimodo e il so amore (im)possibile.

Parigi, Millequattrocento. Un gobbo, che vive sulle guglie della Cattedrale di Notre Dame, s’innamora della bella (e corteggiata) gitana Esmeralda. Tutto finisce a tarallucci e vino, anzi a baguette e Champagne? Manco per idea: nella storia originale, scritta da Victor Hugo (non proprio un autore di storie leggere, vedi “I Miserabili), la bella Esmeralda vede il suo sinuoso collo circondato da una corda con tanto di nodo scorsoio. In partica, la impiccano. Quasimodo, il nostro gobbo, lancia Frollo giù da Notre Dame (e questo potrebbe essere anche un punto simpatico, visto quant’era str0%#o Frollo). Disperato per la perdita 8di Esmeralda, non di Frollo), Quasimodo muore accanto alla gitana. Colpo al cuore? Probabile, come nella migliore tradizione del “E vissero…poco infelici e scontenti”. Grazie, Victor.

 

  1. Le sorellastre di Cenerentola e gli uccelli (non pensate male…)

I Fratelli Grimm. Chi conosce le loro storie sa che è meglio non leggerle ai bambini la notte, se vogliamo che i pargoli dormano sereni e non con una caterva di incubi che spaventerebbero anche Freddy Krueger. Le nostre sorellastre, invidiose e fastidiose, cercano di ingannare il principe e il suo drappello di nobili e servitori al seguito. Durante la prova della scarpetta di cristallo, le due arrivano a tagliarsi gli alluci per ridurre le loro fettone alle dimensioni di un principesco piedino. E qui intervengono gli uccellini amici di Cenerentola: viste le chiazze di sangue sulle calze delle due, che fanno? Le smascherano? Le denunziano alle autorità? No, niente di così edulcorato: strappano loro gli occhi. Occhio non vede… duole lo stesso.

 

  1. La Bella Addormentata (e abusata)

Aurora, la Bella Addormentata. Chi di voi non si ricorda del prode principe che sconfigge Malefica (non quella gnocca della Jolie truccata da Maleficent, bensì la versione cartoon) e sveglia teneramente la bionda Principessa? Ecco, resettate tutto: nella versione originale, raccontata sia da Charles Perrault che i soliti e gotici Fratelli Grimm in periodi diversi e con alcune differenze, nessun bacio sveglierà Aurora. Anzi, mentre la Principessa dorme arriverà un “simpaticissimo” Re che abuserà di Lei, mettendola incinta. Poi, come se nulla fosse, se ne va via allegramente verso il suo Reame. Soltanto dopo innumerevoli peripezie e la nascita dei due gemelli (sempre con Aurora in coma profondo da incantesimo), il re tornerà sui suoi passi e sposa la giovane, prendendosi anche la prole. Della serie: matrimonio riparatore. Povera Aurora.

 

  1. Specchio, specchio delle mie brame, di che morte io devo schiattare? (La Regina e i Nani)

Biancaneve è morta, anzi caduta in un sonno profondo. Mentre i suoi sette amici Nani piangono la morte di questa virtuosa (e diciamocelo, anche un po’ pallosa) creatura, dal nulla sbuca il Principe, in groppa al bianco destriero. La bacia, la sveglia, si amano e via, verso un destino roseo. Ok, torniamo alla versione originale: Biancaneve è morta (apparentemente) e si trova dentro una bara di vetro. Arriva il Principe che la vede, se ne innamora anche se la ragazza è stecchita e decide di portarsela via a mo’ di soprammobile. Nello spostare la bara, il pezzo di mela avvelenata esce fuori dalla gola di Biancaneve e l’incantesimo svanisce. Scoperta la verità, i Nani si trasformano i sette spietati aguzzini, attendendo il giorno del Royal Wedding. In quel giorno di festa, per allietare il tutto, la Regina sarà costretta a indossare delle comode décolleté di ferro bollenti e ballare sino a morte certa. Ballare fa bene? Raccontatelo alla Regina

 

  1. La Bella e la Bestia (ma Bestia per davvero, mica per ridere)

Da bambini, tutti abbiamo visto il lungometraggio Disney, anche se non mi sono mai spiegato perché la Bestia dovesse avere la voce di Gino Paoli durante le canzoni… tornando alla Storia, tutto finisce in allegria e felicità. Peccato che la versione originale, scritta da Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve (i Francesi sono quasi meglio dei tedeschi, in quanto a favole crudeli), vede la Bestia comportarsi da tale, se non peggio: infatti, il Principe tramutato in animale stuprerà Belle. Sì, avete letto bene e non ho finito: anche da questa violenza nasceranno due gemelli (come ne “La Bella Addormentata”). In quanto a Belle, non si riprenderà mai da quell’esperienza e resterà per sempre in uno stato vegetale. Evviva i lieti fine made in France.

 

  1. Raperonzolo e l’Intreccio…di rovi

Raperonzolo è nota per via della sua chioma chilometrica, oltre che magica. Nella versione Disney, la ragazza, una volta liberatasi dagli ostacoli, sposa il simpatico brigante Flynn (che si scopre essere anche lui un principe, pensa Te). Versione originale, tramandataci da Jacob e Wilhelm Grimm (sempre loro… perché, mi chiedo, non li hanno chiamati per scrivere i bigliettini dei Baci Perugina?): la matrigna della Principessa scopre la liaison tra la figliastra e il Principe. Taglia i capelli di Raperonzolo, li usa come inganno per Principe (che, a sua volta, li usava come scala per arrivare in cima alla Torre) e fa precipitare questo poveraccio sui cespugli di rovi. Restato cieco per l’impatto, il principe vagherà solitario per anni. Yuppi, che festa!

 

  1. Mulan e l’amaro ritorno dalla Guerra

Vi ricorderete certamente di Mulan, forse la prima Eroina Disney con gli occhi a mandorla? Nel lungometraggio, la ragazza, travestitasi da uomo per andare a combattere in guerra al posto del padre malato, si innamora del suo Capitano e tutto finisce nel migliore dei modi, tra Grappa di Rose e biscotti della Salute. Scordatevi tutto (tranne la Grappa, quella è buona): nella versione primigenia, scritta probabilmente da Liang Tao attorno al VI secolo, Mulan ritorna dalla guerra e trova la sua famiglia in rovina: avendo perso tutto, l’unica soluzione sarebbe che l’Eroina divenisse schiava di qualche ricco possidente. A tale affronto, Mulan preferisce una morte onorevole e si toglie la vita. L’onore prima di tutto.

 

  1. Pinocchio e il Campo dei Miracoli (altro che Horror…)

Vi dico Pinocchio e voi pensate al buffo burattino disneyano, al gatto Figaro e al buon Geppetto, oltre che alla Fatina? E fate bene: tuffarsi nella versione originale di Carlo Collodi è un’impresa per stomaci forti. La Fatina è una bambina morta, a mo’ di Misha Burton sotto il letto ne “Il Sesto Senso” e Pinocchio finisce impiccato (e morto) al Campo de Miracoli. E pensate che la storia doveva terminare così, secondo i desideri dell’autore. Furono le richieste dei lettori, in particolari dei bambini (che temprati che dovevano esseri i bimbi dell’800: leggere la versione integrale per credere) che convinsero il nostro scrittore toscanaccio a continuare l’opera e creare un finale buono. Altro che romanzo di formazione: se non ti forma ti deforma i sogni per sempre.

 

  1. Pocahontas e il Nuovo Mondo (e il non ritorno)

E per finire andiamo nel Nuovo (e verginello) Mondo appena scoperto, in quel Continente Americano che vede di casa la Principessa Pocahontas, figlia del Capo. La quale si innamora di John Smith, soldato di Sua Maestà, e tutto sembra zuccheroso e tenero più della casetta di marzapane della Strega di Hansel e Gretel (a proposito, nella versione originale NON è una strega, bensì un demonio che vuole dissanguarli e farsi un Bloody Mary con il loro plasma prima di mangiarli. Giusto per regalarvi un’altra emozione). Nella versione (in una delle versioni) tratta dalla vera vita della Principessa del popolo Tenakomakah, Pocahontas – dopo essere partita verso l’Europa, schiatta sulla nave che la sta riportando verso la “sua” Virginia. E bonanotte al secchio: con la sua morte, finisce anche quel brevissimo periodo di conoscenza reciproca tra i due popoli.

 

Perfetto, se avete letto quest’articolo prima di andare a dormire, posso soltanto consigliarvi di stare lontano da peluches delle principesse Disney, diffidare di matrigne, uccellini incantati, casette di marzapane e -se siete una principessa da favola- toccare ferro e fare tutti i rituali scaramantici che conoscete.

 

E vissero… quando ci riuscirono.

 

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