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10 Nazionali Rivali – Tra il Calcio e l’Antagonismo #1

10 Nazionali Rivali – Tra il Calcio e l’Antagonismo #1

Che tra alcune Nazionali non scorra buon sangue è un fatto noto, ma non tutte le rivalità nascono sul campo di Calcio: alcune affondano le loro radici in tempi lontani.

Seguitemi per il primo articolo dell’inchiesta: scopriamo le prime 10 Rivalità tra Nazionali, partendo proprio dall’Europa.

 

  1. Italia – Francia: i “Cugini” che non si amano

Partiamo con una rivalità “Classica”, tra gli Azzurri Italiani e i “Bleu” Francesi. Oltre a ragioni storiche e poco amore reciproco, sul campo di Calcio le occasioni non sono di certo mancate, soprattutto quando in palio c’erano dei Trofei. Ricordiamo che i Galletti non batterono l’Italia –in match ufficiali – per oltre cinquant’anni, subendo due sconfitte importanti: la prima durante i Campionati Mondiali del 1938, giocati in casa. La semifinale vide l’Italia (già Campione del Mondo 4 anni prima) battere per 1-3 i padroni di casa e involarsi verso la Vittoria della seconda (e consecutiva) Coppa Rimet. Quarant’anni dopo, le due squadre si ritrovarono contro nel giorno del Mondiale Argentino: anche in quel caso, fu l’Italia a vincere per 2-1. Otto anni dopo, la Francia di “Le Roi” Michel Platini eliminò i Campioni del Mondo in carica: un secco 2-0 agli ottavi, con Bearzot che riconobbe la superiorità dei Transalpini. Recentemente, ricordiamo il Mondiale del 1998, giocato in Francia, con il rigore di Gigi di Biagio che si schianta sulla traversa: Italia fuori e Francesi che arriveranno alla finale, battendo 3-0 un Brasile scioccato dal malessere occorso a Ronaldo la notte prima. Due anni dopo, le due Nazionali si ritrovarono in Finale ad Euro 2000: passati in vantaggio, gli Azzurri subirono il goal del pareggio allo scadere dei tempi regolamentari. Infine, arrivò il Golden Goal di Trezeguet al 103° a sancire la vittoria francese. Gli italiani si “vendicheranno” sei anni dopo: la finale di Germania 2006, valevole per la conquista della Coppa del Mondo vedrà Zidane salire in cattedra con un rigore da Maestro, Materazzi salire in cielo per siglare il pareggio. Nei supplementari i due si scontreranno: rosso per Zizou tra le polemiche. Giunti ai rigori, Trezeguet –proprio lui! - sbaglierà. Gli azzurri segneranno cinque rigori su cinque. L’ultimo, quello di Fabio Grosso, ancora ce lo sogniamo la notte. C’est la Vie.

 

  1. Italia – Germania: la sfida (quasi) infinta

Oltre che motivi storici (due Guerre Mondiali, l’8 settembre 1943 e il fatto che ancora li chiamiamo “Crucchi”), tra Germania e Italia il Campo è sempre stato un terreno di sfida. Prima del 1990 e relativo ricongiungimento tra la Germania Est e quella Ovest, fu quest’ultima la grande antagonista dell’Italia. Pensate soltanto alla “Partita del Secolo”: quel 4-3 giocato allo Stadio Atzeca di Città del Messico, una sfida che tutti conoscono e amano e che permise agli Azzurri di arrivare in finale (dove troveranno il Brasile di Pelè e una sconfitta per 4-1). Dodici anni dopo, a Madrid, la Coppa del Mondo 1982 si giocherà proprio tra le due compagini: l’urlo di Marco Tardelli e l’esultanza dell’ex partigiano Sandro Pertini fanno ben capire quanto fosse sentire quella sfida. Nulla, non me ne vogliate, in confronto a quella si disputò nel 2006, al Westfalenstadion di Dortmund. I tedeschi disputano il Mondiale in casa, gli Azzurri sono ben “difesi” da tanti connazionali emigrati in terra teutonica. In due minuti, dopo un’interminabile match, Fabio Grosso prima e Alex Del Piero poi regalarono una nottata insonne ai Tedeschi. Anche gli italiani “di Germania” non dormirono, ma per la gioia: per una notte, erano Re. Dieci anni dopo, i Tedeschi buttarono fuori l’Italia dall’Europeo francese: finalmente, erano riusciti nell’impresa dopo decenni e decenni. Meglio tardi che mai.

 

  1. Germania – Olanda: tra sputi e antipatia

Anche qui, la rivalità affonda in profondità nella storia, soprattutto quella recente, della Germania, con l’avvento del Fascismo, l’occupazione dei Paesi Bassi, le deportazioni. Per riassumervi il sentimento anti-tedesco, vi bastino le parole di Wim van Hanegem, centrocampista dell’Olanda degli anni ’70. A causa della Wermacht, perse il padre e tre fratelli. Ogni volta che incontrava una squadra di club tedesco, era duro al limite della violenza. Quando la sua Nazionale, guidata da Johann Cruijff, incontrò la Germania Ovest del “Kaiser” Beckenbauer nella finale di Coppa del Mondo 1974, Wim dichiarò: "Non me ne frega niente finché non li abbiamo umiliati. Hanno ucciso mio padre, mia sorella e due fratelli. Io sono pieno di angoscia. Li odio.". Purtroppo per lui, la finale fu vinta dai tedeschi e van Hanegem lasciò il campo in lacrime. In olandese, quel giorno è chiamato " De moeder aller nederlagen " ("La madre di tutte le sconfitte"). In seguito, le due Nazionali incroceranno nuovamente le loro strade: nel 1980, agli Europei italiani, fu una tripletta di Allofs a far fuori gli olandesi. La rivalsa era nell’aria. Otto anni dopo, gli Europei si disputavano proprio in terra tedesca. La semifinale vedeva contrapposti i padroni di casa e gli Oranje. Una nuova “generazione di fenomeni”: Van Basten, i fratelli Koeman, Gullit, Rijkaard, Winter… I tedeschi passarono in vantaggio con un rigore di Matthaus. Arrivò il pareggio olandese con Koeman e il goal-vittoria di Van Basten. A fine partita, Ronald Koeman finse di pulirsi il fondoschiena con la maglietta tedesca. Il portiere van Breukelen dedicò la vittoria ai genitori e ai nonni, che avevano vissuto la guerra, e alla squadra del ’74, che aveva sfiorato l’impresa. Nel 1990, la Germania sta per riunirsi, il clima sembra più pacifico. Sembra, appunto. Mondiali italiani, Germania Ovest – Olanda: Frank Rijkaard, uno che non te le manda a dire, dopo uno scontro con Rudi Voeller, decide bene di sputargli addosso. I due, che giocavano in Serie A, erano rivali anche nel Campionato. Difficilmente vedremo mai una prtita tra le due Nazionali senza un po’ di astio.

 

  1. Germania – Inghilterra: La Storia si gioca sul Campo

Tra Germania e Inghilterra la rivalità è sentitissima. Vuoi perché le due Nazioni hanno sempre avuto scaramucce (oltre che essersi scontrare pesantemente durante i due Conflitti Mondiali). L’occasione perfetta furono i Mondiali 1966, ospitati proprio dal Paese di Sua Maestà. Ancora bruciava il ricordo dei bombardamenti sulle principali città inglesi e la Nazionale dei Tre Leoni, giunta in finale proprio contro i “rivali” della Germania Ovest, non vedevano l’ora di regalare loro uno smacco. La partita non è ricordata tanto per il risultato finale (4-1 per gli Inglesi), quanto per il Goal “fantasma” siglato dal britannico Hurst (di fatto, un goal inesistente). In seguito, le due Nazionali si sono ritrovate diverse volte l’una contro l’altra: durante i Mondiali di Italia 1990 si scontrarono in semifinale. La Germania Ovest (la riunificazione sarebbe avvenuta alcuni mesi dopo), fu sostenuta –nel tifo- anche dai tedeschi dell’Est. Furono i tricolori teutonici a passare ai rigori, dopo un match combattutissimo. Sei anni dopo, negli Europei giocati in casa, l’Inghilterra venne eliminata dai tedeschi ai rigori. Nel 2010, durante gli ottavi di finale del Mondiale Sudafricano, la Germania vinse per 4-1. Gli Inglesi polemizzarono veementemente sul 2-1: un tiro di Lampard, sbattendo sulla traversa, varcò abbondantemente la linea di porta ma l’arbitrò valutò diversamente l’episodio. I tedeschi ribattezzarono quel momento “La Vendetta del ‘66”. La vendetta è un piatto che va gustato freddo, anche dopo 44 anni.

 

  1. Olanda – Belgio: Vicini di casa che non si amano

Due vicini che non si somigliano per nulla, 250 km che li dividono ma che potrebbero essere molti di più: da ua parte i belgi cattolici, dall’altra gli olandesi calvinisti (e praticamente atei, ormai). L’anno è il 1973, la partita tra le due Nazionali mette in palio un posto pe ri Mondiali dell’anno successivo. Agli ultimi minuti di gioco, il Belgio segna ma l’arbitro annulla il goal. Regolarissimo, si scoprirà in seguito. Ma, di fatto, sancirà la qualificazione degli Oranje ai danni dei “Diavoli Rossi”. Le due squadre si scontreranno ancora anche se le due Nazioni organizzeranno assieme gli Europei del 2000. Negli ultimi anni (vedi i Mondiali Russi del 2018), i Belgi hanno di gran lunga superato i vicini olandesi. Ma la rivalità è sempre lì, proprio al confine.

 

  1. Inghilterra – Scozia: da William Wallace ai giorni nostri

La Scozia non ha mai amato l’Inghilterra, sin dai tempi del “Braveheart” William Wallace, eroe nazionale scozzese, ucciso proprio dagli inglesi. Calcisticamente parlando, è la sfida più antica: sin dal 1872, le due Nazionali si sono affrontate senza esclusione di colpi. Ricordiamoci che in Scozia, gli Inglesi sono chiamati “Auld Enemy”. Proprio durante la prima, storica sfida, gli Scozzesi indossarono per la prima volta l0iconica maglia blu, ricevuta in dono dalla squadra di rugby di Glasgow. Una maglia che resterà cucita sempre sulla pelle della Tartan Army (Armata dei Tartan). La vittoria più epica di questi ultimi fu nel 1967, a Wembley, a casa del “nemico”, che era –tra le altre cose- Campione del Mondo in carica. Bravehearts.

 

  1. Croazia – Serbia: non solo Calcio, anzi…

Al principio degli anni ’90 e per tutto il decennio, un conflitto scosse l’intera Europa balcanica. La Jugoslavia, creata ad hoc da Tito negli anni ’40, si stava disgregando e i ocnflitti –sino ad allora sopiti o tenuti sotto controllo tra le varie popolazioni- esplosero. Confilitti religiosi, culturali, linguistici, che diedero il via a massacri, genocidi, brutalità di ogni sorta. Immaginatevi un match tra le due squadre, cosa che accadde ancor prima che la Serbia decidesse di adottare l’attuale nome. È il 1999, la guerra infiamma ancora i Balcani: Croazia e Jugoslavia Federale (Serbia e Montenegro ancora unite) si giocano la qualificazione per Euro 2000. I biancorossi sono reduci dal terzo posto al Mondiale. Durante la partita di ritorno, a Belgrado, in terra serba, i rifelttori dello stadio si spengono per un tempo intero. Quarantacinque minuti che sembranbo intermninabili per i Vatreni (I Focosi) croati che hanno – come dar loro torto? - paura che un’inezia, una stupidaggine, dia il via a una caccia all’uomo. I loro rivali in campo decidono di mettere in atto uno dei gesti più belli del calcio: abbracciano i croati, facendo capire ai loro supporter che la violenza deve star fuori dal rettangolo verde. Una volta scisse Serbia e Montenegro, i baincorosssi croati e le Бели Орлови
(Aquile Bianche) si ritrovano diverse volte sul campo. l’ultima volta, in Russia, le due squadre non si scontrano ma… durante il match Russia-Croazia, il presidente Serbo Vucic dichiarerà candidamente di aver tifato per la Nazionale cirillica. Come a dire: meglio tifare chi ci ha ftto uscire dai Mondiali piuttosto che i croati.

 

  1. Serbia – Albania: quando è il Kosovo il “risultato” in palio

Una rivalità storica, è il caso di dirlo. Non parliamo solo di calcio, è ovvio. Sin dal Medioevo, l’Albania e i territori oggi appartnenenti alla Serbia (vedi Jugoslavia prima e principati ancor prima) sono sempre stati in guerra. Se poi aggiungi al tutto la guerra del Kosovo del 1999, il gioco è fatto. La Nazionale dell’Aquila bicefala e le Aquile Bianche serbe non si amano: nel 2014, il 14 ottobre, la sfida inizia sul campo di gioco. Un drone, con la Bandiera albanese recante la scritta “Kosovo Libero” vola sopra le teste dei giocatori. Il serbo Mitrovic strappa la bandiera, l’albanese Balaj si avvicina con l’intento di riprenderla. Risultato? Mega rissa tra le due squadre e la sicurezza (che, teoricamente, avrebbe dovuto sedarla). Sugli spalti il finimondo. Match sospeso. Le Aquile non amano le altre Aquile, a quanto pare.

 

  1. Spagna – Portogallo: il Derby Iberico

Per secoli, Portgallo e Spagna sono state rivali: prima con il dominio dei mari e del “Nuovo Mondo”, tra Imperi in cui il sole non tramontava mai e conquiste. In seguito, quest’acrimonia si è riversata sul campo. Nonostante abbiano avuto una storia recente a tratti simili (entrambe con regimi dittatoriali lunghi e non gradevoli, specie se vuoi –per dire- esprimere il tuo punto di vista), le due Nazioni (e rispettive Nazionali) sono agli antipodi. Da una parte la Spagna, che in sei anni ha conquistato due Europei e un Mondiale; dall’altra il Portogallo, vincitore di Euro 2016. Ai Mondiali del 2010 fu David Villa il giustiziere dei lusitani, spianando la strada alla conquista del primo e storico Mondiale per la “Roja”. Otto anni dopo, in Russia, i rossoverdi e gli spagnoli si ritrovano assieme nel girone: ne scaturisce un match epico, un 3-3 con Cristiano Ronaldo che si carica letteralmente la squadra sulle spalle, firmando un tripletta.

 

  1. Danimarca – Svezia: non solo il “biscotto”

Europei 2004, girone di qualificazione che comprende l’Italia, la Bulgaria, la Danimarca e la Svezia. Tra queste due Nazionali (e rispettive Nazioni) non è che ci sia un rapporto amicale, anzi. Un ponte le unisce, vero, ma già solo il fatto che quel ponte abbia due nomi, a seconda del punto in cui lo si inziia a percorrere, dovrebbe bastare. Eppure, in quel fatale giorno di giugno, le due squadr si mettono d’accordo per il cosideeto “biscooto”: sia alla Svezia che alla Danimarca un pareggio farebbe comodo, consentendo loro l’accesso agli ottavi e facendo fuori gli Azzurri del Trap. Cosa che succederà, tra le lacrime di Fantantonio Cassano. Una decina di anni dopo, le due squadre del Nord si ritrovano l’una contro l’altra: in palio c’è un posto per gli Europei francesi del 2016. Indovinate un po’? Nessun biscotto, anzi: un certo Zlatan, capitano dei gialloblù di Svezia, garantirà alla sua Nazionale il biglietto per la Competizione Mondiale, lasciando fuori proprio i Danesi. Dalla loro, i rossi di Danimarca possono vantarsi di aver vinto –sorprendentemente- Euro 1992 proprio in casa degli “odiati” vicini di casa. A volte i biscotti sono indigesti; succede.

 

Se queste dieci rivalità hanno acceso la vostra curiosità, non temete: ben presto continueremo la nostra mini-inchiesta: altre 10 rivalità tra Nazionali (e Nazioni) verranno analizzate.

Preparate il passaporto e lo zaino: lasceremo i confini europei, il Mondo ha tante “faide” calcistiche ancora da conoscere.

Che strano gioco, il calcio: proprio lo specchio delle civiltà, nel bene e-a volte- nel male.

 

Alberto Caboni

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