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10 Nomi che non puoi dare ai tuoi Figli (Meno Male!)

10 Nomi che non puoi dare ai tuoi Figli (Meno Male!)

Esistono dei nomi proibiti da dare ai propri figlioli. So che solleverò ondate di “Non è vero”, “Non è possibile”.

Invece sì, Signori miei: del resto, Paese che vai, nome che NON puoi usare. Scopriamoli assieme.

 

  1. In Italia il Venerdì è un giorno (e basta)

Nel Belpaese è proibito dalla Legge chiamare il proprio figliolo (o figliola) come il quinto giorno della settimana. Il nome è stato proibito da un tribunale che ha impedito (anzi, imposto) ai genitori del nascituro di non chiamarlo così. So che penserete a Mercoledì Addams ma lì abbiamo due motivazioni valide: 1) la Addams è un personaggio di fantasia e 2) è americana e negli USA tutto (o quasi) è possibile. Potenza del Primo Emendamento.

 

  1. In Francia la Nutella si mangia (e non si porta a spasso nel passeggino)

Andiamo momentaneamente Oltralpe, nella Terra di Napoleone e della Torre Eiffel (ok, basta con gli stereotipi). Bene, se siete residenti in Francia e vi dovesse mai pungere vaghezza di chiamare vostro figlio o vostra figlia come la crema spalmabile alla nocciola, più conosciuta come Nutella, non fatelo. La legge vieta di chiamare un nascituro con il nome di un Brand. E non finisce qui, a proposito di Brand.

 

  1. In Svezia l’Ikea vende mobili (e non bambini)

Nel Paese scandinavo, tra fiordi e polpette, esiste un’aziendina niente male che realizza mobili montabili (e istruzioni stampate su post – it, tanto sono piccole). Bene, non potete chiamare i vostri figlioli Ikea. Non si può: all’Ikea andateci a comprarvi uno scaffale, una libraria, delle piante, a mangiare le polpette (giuro, le fanno), ma non chiamate così i vostri pargoli. Il Re non vuole. E io ringrazio il Re.

 

  1. In Giappone non chiamare tuo figlio Akuma (anche se suona bene)

Nel paese del Sol Levante esistono nomi bellissimi da dare ai propri figli. Nomi che hanno un significato davvero molto poetico, come Sakura (Bocciolo di Ciliegio), Akane (Rosso Brillante) o Masami (Bellezza Elegante). Però non puoi chiamare tuo figlio Akuma. Perché? Perché significa “Diavolo”: motivo per il quale le autorità hanno vietato l’utilizzo del termine come nome proprio. Proprio nella patria di Devil-Man…

 

  1. In Nuova Zelanda non chiamare tuo figlio come l’Angelo Caduto

Spostiamoci in Nuova Zelanda, paese meraviglioso dove puoi passare da un clima alpino ad uno tropicale senza spostarsi troppo e che venne scelto come location ideale per le riprese della trilogia de “Il Signore degli Anelli”. Beh, le autorità di Auckland hanno proibito l’utilizzo del nome “Lucifer”. Seppur significhi “Portatore di Luce”, è pur sempre il nome dell’Angelo Caduto, novello padrone degli Inferi. Direi che come spiegazione basta, no?

 

  1. In Messico è proibito chiamare tuo figlio…Robocop (Cosa?)

Avete letto bene: nel paese centroamericano, le autorità hanno avuto la brillante idea di vietare categoricamente i nomi umilianti. Un esempio? Robocop. Esatto: se siete hijos de Mexico, non vi azzardate a chiamare vostro figlio così. La legge vi ringrazierà (e vostro figlio pure).

 

  1. L’Arabia Saudita contro i nomi occidentali

In Arabia Saudita, stato che segue fedelmente la legge islamica (e le sue tradizioni), è assolutamente proibito dare ai propri figli nomi occidentali. Questo perché il monarca vuole proteggere la cultura saudita. Il nome più osteggiato? Linda. E pensare che ha un significato così…pulito.

 

  1. In Italia (e 2) non chiamare tuo figlio Goku (anche se è biondo con gli occhi azzurri)

Ti è nato un figliolo biondo, con i capelli sparati verso l’alto e gli occhi cerulei. Sei un fan di Dragonball e adori Goku, soprattutto quando diventa Super Sayan? Non pensare di unire “l’utile al dilettevole” e chiamare così il tuo nascituro. Oltre al fatto che la Legge Italiana vieta espressamente l’utilizzo di nomi derivati da personaggi di fantasia, anche tuo figlio ti ringrazierà. Mal che vada, avrai un figlio Super Sayan che si chiamerà Marco, o Stefano, o Matteo, o come vuoi chiamarlo tu.

 

  1. Non chiamare tuo figlio Ular o Woki se abiti in Malaysia

Se concepisci e dai alla luce un figliolo nella splendida Malaysia, occhio ai nomi che dai. Posso immaginare che alcuni, come Ular o Woki magari suonino bene abbinati al tuo cognome (o suonino bene nella tua testa). Tuttavia, sono proibiti. Perché? Semplice: Ular significa Serpente (i nomi di animale sono espressamente vietati), Woki è traducibile come “Rapporto Sessuale”. È vero che il tuo figliolo da quello è nato, ma chiamarlo così non credo gli possa rendere la vita leggera, soprattutto alle scuole medie.

 

  1. In Italia (e 3) non puoi chiamare tuo figlio… (pronti per le meraviglie?)

Infine, ritorniamo in Italia per una carrellata di nomi che (per fortuna) sono vietati! Pronti?

Non potete chiamare vostro figlio Dracula o Hannibal Lecter, anche se ha un appetito vorace e una passione per la carne. Non potete chiamare vostra figlia Laura Palmer o Erin Brockovich, anche se amate alla follia la serie di Lynch (ricordatevi che Laura non finisce bene). Infine, non potete chiamare il vostro bimbo (o bimba) Pollon, Bender, Doraemon, Jeeg Robot… insomma, nessun nome da cartone animato.

Vabbè, avete deciso di chiamare vostro figlio Dario? Bene, potete farlo… a meno che il vostro cognome non sia “Lampa”; lo stesso discorso si applica a Leon (se di cognome fai Cino) e Daria (se il tuo cognome è Tromba). A parte il fatto che vostro figlio, in adolescenza, ve lo rinfaccerà ogni minuto, anche io vi suggerirei… pensate ad un nome semplice, facile da portare.

 

Del resto, il nome sarà legato a vostro figlio per il resto della sua vita. Volete che succeda quel che è capitato a Bob Geldof (l’ideatore del Live Aid) che ha chiamato sua figlia “Peaches” (Pesche)?  La ragazza non glielo perdonò mai.

 

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