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Alec Guinness – 10 Curiosità su Obi Wan Kenobi

Alec Guinness – 10 Curiosità su Obi Wan Kenobi

Prima che Ewan McGregor interpretasse il suo ruolo da “giovane”, il vero e unico Obi Wan Kenobi è stato lui, Sir Alec Guinness.

Nel 20° anniversario della sua scomparsa, #10Punti lo vuole ricordare così, con 10 curiosità che spaziano ben oltre l’essere Jedi.

Che la Forza sia con Noi (ma non ditelo a voce troppo alta accanto a lui, poi vi spiego…)

 

  1. Un cognome “sconosciuto”

Alec Guinness de Cuffe. Questo è il nome completo del nostro. Tutto normale se non fosse per il fatto che non conosciamo il padre di Sir Alec: nel certificato di nascita, infatti, lo spazio riservato al nome del genitore è misteriosamente in bianco. Si pensa che fosse uno degli eredi dello storico brand di Birra.

 

  1. Uno “zio” speciale

Una figura fondamentale nell’infanzia di Alec Guinness fu il banchiere scozzese Andrew Geddes, il quale non solo faceva visita occasionalmente al ragazzo, presentandosi come uno “Zio” ma pagò gli studi al nostro. Grazie, zio.

 

  1. Shakespeare e Laurence Olivier

Guinness iniziò a recitare nei classici della produzione inglese, ovvero Shakespeare. Fu durante la rappresentazione di quelle opere che lavorò con un mostro sacro, Sir Laurence Olivier. Un bagaglio che sarà utilissimo al nostro per la sua futura carriera sul grande schermo.

 

  1. Benedetto quel Ponte (sul Fiume Kwai)

Dopo essere apparso in classici intramontabili della letteratura trasposti sul grande schermo, come “Grandi Speranze” di Dickens o “Le Avventure di Oliver Twist” di Mark Twain, nel 1957 interpretò il Colonnello Nicholson nel blockbuster “Il Ponte sul Fiume Kwai”. Nonostante i rapporti tra Guinness e il regista David Lean non fossero tra i più rosei, questo non compromise la prova attoriale di Sir Alec, che ricevette l’Oscar 1958 come Miglior Attore Protagonista.

 

  1. Principe Arabo, Professore Indiano, Bolscevico: le mille vite sul grande schermo

Sempre negli anni in cui il sodalizio artistico con Lean era in piena, Alec Guinness si trovò a intrepretare e caratterizzare i personaggi più particolari, lontani dal suo aspetto “British”. Qualche esempio? Dal Capo Principe Arabo Faysal in “Lawrence d’Arabia”, al bolscevico Yevgraf ne “Il Dottor Živago” sino al professore indiano Godbole in “Passaggio in India”. Quante vite, Alec!

 

  1. Star Wars? …Una spazzatura

Se il titolo vi lascia spiazzati, non prendetevela con me. Riporto le esternazioni che Alec Guinness scrisse all’amica Anne Kaufmann:

“Cara Anne, sono in Inghilterra a girare. Non posso dire che il film mi piaccia. Ogni giorno che passa mi consegnano risme di fogli con nuovi dialoghi scadenti, nessuno dei quali rende il mio personaggio più definito o tanto meno sopportabile. Devo andare sul set e lavorare con un nano, un certo Kenny Baker (molto piacevole, e si lava in un bidet), il tuo connazionale Mark Hamill e Tennyson Ford (aspetta, non può essere il suo vero nome). Ellison, forse? (ma no!). Beh, insomma, un giovanotto languido e slanciato che probabilmente è piacevole e divertente. Ma, dio mio, mi fanno sentire un novantenne – e mi trattano come se avessi 106 anni. Ah, ecco, “Harrison” Ford. Mai sentito?”. Occorre aggiungere altro? Direi di no.

 

  1. Che ceffone si prese Luke Skywalker

Per Mark Hamill, alias Luke Skywalker, lavorare con una leggenda con Sir Alec faceva venire i brividi. In più, c’era un timore reverenziale nel rivolgersi all’attore. Pertanto Hamill chiamava il collega “Sir Alec”, con tanto di titolo. Un giorno, il nostro Guinness –dopo l’ennesimo “Sir Alec…” – fece partire una sventola sulla testa di Hamill. “Voglio essere chiamato per nome, non voglio essere riconosciuto per le mie onorificenze”, disse il saggio Alec.

 

  1. Big Al? E Chiamatemi così, disse Alec ridendo

Restava il fatto, dopo che Guinness aveva espresso il suo fastidio per essere chiamato sempre con il titolo di “Baronetto” prima del nome, che bisognasse trovare un “nome” per Guinness. Hamill gli propose Big Al, il nomignolo con il quale era conosciuto il gangster per eccellenza, Al Capone. Guinness, dopo una sana risata, diede il via libera a quel nomignolo. Che personaggio.

 

  1. L’Autografo? Basta che smessi con “Star Wars”

Nell’ultimo volume di “A Positively Final Appearance” del 1997 viene riportato questo simpatico aneddoto: un fan di “Star Wars” chiese un autografo a Sir Alec (Ok, sono a rischio di pappina anche io…), dichiarando di aver visto la pellicola più di 100 volte. Lo sguardo che Guinness rivolse al fan non è descrivibile a parole. È riportabile la sua affermazione, che più o meno suonava così: “Io ti faccio l’autografo ma tu smetti con “Star Wars”. Potrebbe avere effetti nocivi sulla tua vita”.

 

  1. Un amore lungo una vita (e anche dopo di essa)

Dopo che gli venne diagnosticato un tumore alla prostata e un glaucoma, Sir Alec morì per un altro tipo di cancro, al fegato, scoperto in seguito alle visite e al ricovero in ospedale. La compagna di una vita, Lady Guinness, accanto a lui per oltre 62 anni, lo seguì neanche due mesi dopo. L’amore oltre la vita e oltre il resto.

 

Se lo abbiamo amato in mille interpretazioni è stato grazie al suo innato talento, a quel aplomb unico, a quei gesti misurati ed eleganti. E pensare che, una volta letto il copione di “Star Wars”, disse a George Lucas che non era convinto. Fu grazie al regista (e a una fetta di profitti) che Sir Alec divenne Obi Wan Kenobi. E meno male, direi, per tutti coloro che hanno amato quelle pellicole, quella trilogia.

Alberto Caboni

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