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Donkey Kong - 10 curiosità sul Kong a 8 bit

Donkey Kong - 10 curiosità sul Kong a 8 bit

 

Siamo nel 1981. Il Mondo è ancora diviso in due blocchi d’influenza: a ovest il Patto Atlantico e ad est quello di Varsavia. Berlino è ancora separata da quell’adorabile invenzione chiamata Muro. In Giappone, un’azienda quasi secolare, nata come fabbrica di carte, produce un videogame destinato ad invadere tutte le abitazioni, non solo quelle del Sol Levante.

I protagonisti della storia sono due (più una comprimaria utile quanto un cucchiaino per svuotare l’Oceano): da una parte il Buono, salterino e baffuto Jumpman; dall’altra, una sorta di scimmione lancia barili, chiamato Donkey Kong.

Scopriamo in 10 punti quanto il primate lancia oggetti e il baffuto eroe siano entrati nel cuore di intere generazioni, proiettando l’azienda giapponese –che si chiama Nintendo, mica pizza e fichi- verso l’Olimpo.

 

  1. Man VS Kong

Lo scopo del gioco, manco a dirlo, è far vincere il nostro baffuto carpentiere Jumpman, ossia superare tutte i barili che gli vengono scagliati contro da Donkey Kong, arrampicarsi su diverse scale, raccogliere monete e liberare la sua fidanzata Pauline. È una lotta in crescendo, un Computer vs 1 che appassionerà grandi e piccini dei primi anni ’80, sia nella versione casalinga sia in quella (più battagliera) pensata per le sale videogiochi, vero campo d’addestramento.

 

  1. Jumpman? È Mario in incognito (più o meno)

Vi ricorderete, ovviamente, di Jumpman, l’uomo che salta, l’eroe del videogioco. Vi ricorda qualcuno? Tuta da idraulico, cappello in testa, baffo fluente a mo’ di pornoattore Seventies… No, ragazzi, non è Ron Jeremy, bensì un prototipo di Super Mario, l’italico riparatubi e salvaprincipesse che esordirà –con un proprio game e relativo Brand- soltanto nel 1985.

 

  1. King Kong, Donkey Kong e la causa tra Universal e Nintendo

Si dà il caso che Donkey Kong agisca all’interno di un grattacielo in costruzione, che ricorda vagamente l’Empire State Building. Sino a qui nessun problema, se non fosse per il fatto che il “Kong” più famoso della Storia cinematografica, che di nome fa King, termini la sua avventura (e vita) proprio in cima a quel grattacielo. Si dà caso che la Universal, che detiene i diritti di King Kong, faccia causa alla Nintendo, accusandola di plagio. Il tribunale, però, darà ragione ai ragazzi del Sol Levante, costringendo l’Universal a pagare spese legali e danni. Peggio che cadere dall’Empire State Building.

 

  1. Monkey? No, Donkey!

Perché una “Monkey” (Scimmia) si chiama “Donkey” (Asino)? Le leggende, come in ogni buona storia che si rispetti, abbondano. Una delle più diffuse parla di un errore durante l’invio del fax contenente il nome, digitando la “D” al posto dell’ovvia “M”. In realtà, i nostri cari ideatori - Shigeru Miyamoto e Gunpei Yokoi, designer e programmazione- erano fermamente convinti dell’utilizzo del termine “Donkey”. Che, è vero, significa “Asino”; è altrettanto vero che significa anche “Testardo” (del resto, noi non diciamo forse “Sei testardo come un Asino?”).

 

  1. Il livello Impossibile

Il gioco è composto da innumerevoli livelli. Uno in particolare è conosciuto e temuto quasi più di un Barber shop gestito da Jason di venerdì 13, Sweeney Todd e Freddie Kruger. Parliamo del XXII livello, il “kill screen”. A causa di un errore di programmazione (o adorabile perversione del programmatore), il bonus timer è impostato a 400. Praticamente impossibile anche per chi ha passato i migliori momenti della sua vita a giocarci per ore, spendendo l’equivalente in gettoni del PIL dello Zambia. Fortuna vuole che qualche anima buona abbia creato delle patch per risolvere il bug della programmazione.

 

  1. Grazie per essere stato un fallimento di Radar Scope

Donkey Kong nasce per una botta incredibile di fortuna. Infatti, il gioco prodotto precedentemente dalla Nintendo, “Radar Scope”, fu un colossale buco nell’acqua. Per utilizzare i cabinati invenduti fu creato il nostro videogioco del cuore. La divisione americana della Nintendo non avrebbe scommesso un dollaro bucato sul successo dello scimmione e del carpentiere. I numeri li fecero ricredere.

 

  1. Nintendo? Non solo

Chi pensa che Donkey Kong sia “Vissuto” solo e soltanto su supporti Nintendo sbaglia clamorosamente. Il videogioco fu un successo così clamoroso che diverse consolle e Pc ebbero il gioco nel loro parco produzione. Dalla ColecoVision (che aveva la licenza per produrre il gioco), all’Atari, dal Commodore 64 all’Atari 800 sino all’Amstrad, tutto il Mondo tifò per il nostro Jumpman.

 

  1. E se Donkey fosse il Buono e Mario il cattivo? I figli di Donkey

Visto il successo del gioco, la Nintendo produsse “Donkey Kong. Jr”, dove il cattivo viene interpretato da… Mario. Esatto, in questo caso è il baffuto carpentiere che tiene prigioniero Donkey Kong. Sarà compito dell’erede di quest’ultimo, Junior per l’appunto, liberare il padre dalle grinfie di Mario. Incredibile.

 

  1. Donkey e gli anni che passano

Pensate che Donkey Kong e i videogiochi a lui dedicati siano soltanto quei due che vi ho citato? Niente di più lontano dalla realtà. Dal 1981 sono stati prodotti –contiamo solo gli originali e non i giochi ispirati/copiati/adattati- oltre 30 titoli in cui il nostro Kong padroneggia sullo schermo.

 

  1. Donkey e quella volta contro gli Alieni

Nel 2015 esce nelle sale “Pixels”, un presunto Blockbuster legato ai videogiochi arcade anni ’80, alieni che arrivano con ostili intenzioni sulla Terra e… Adam Sandler. Capirete come le tre cose assieme stridano più della pizza con ananas, mozzarella e nutella assieme. In ogni caso, il capo degli Alieni assume le sembianze di Donkey Kong per la lotta finale contro Sandler. Non posso farvi spoiler e non riesco a continuare oltre con la descrizione del film. Posso dirvi soltanto che Donkey è il nemico più forte tra tutti quelli usciti dagli Arcade.

E pensare che ha compiuto 38 anni: se li porta proprio bene, il nostro Gorilla testardo!

 

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