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Europei: 10 Outsider che hanno scritto la Storia

Europei: 10 Outsider che hanno scritto la Storia

Quest'anno si sarebbero dovuti disputare i Campionati Europei di Calcio per Nazionali, con una formula rinnovata e tante piccole novità.  L'emergenza legata al periodo di Lockdown e all'innominabile Virus ha portato gli organizzatori a spostare di un anno la Competizione, ponendo come periodo d'inizio il giugno del 2021.

Tra le squadre favorite, le “solite” note: la Francia Campione del Mondo in Carica, la Crozia di Modric, la Germania, la rediviva Italia di Mancini, l'Inghilterra, il Portogallo di CR7 e via discorrendo. Ma se pensate che siano state sempre le “big” a ben figurare nel corso delle diverse Edizioni, potreste avere qualche sorpresa. 

Seguitemi: oggi parliamo delle Nazionali “Outsider”, quelle che non ti aspetti...

 

 

  1. Danimarca (Europei 1992 – Svezia)

Correva l'anno 1992 e gli Europei Svedesi, visto il Paese ospitante, sarebbero iniziati di lì a poco. La Danimarca, piccola Nazione che affaccia sul Mare del Nord e sul Baltico, era conosciuta “grazie” ad alcuni talenti, in particolar modo i due fratelli Laudrup. La “Danske Dynamite” (Dinamite Danese) non si era qualificata per la Competizione ma fu la Storia ad aiutarla. Nel '92 la Jugoslavia non esisteva praticamente più, né come Nazionale tantomeno come Nazione e l'ONU pose il veto. Venne ripescata la Danimarca, che era arrivata seconda nel girone. Giocatori come Peter Schmeichel in porta e Brian Laudrup in attacco scrissero letteralmente la storia, battendo la Francia di Platini (all'epoca CT dei Galletti), i Paesi Bassi di Van Basten e la Germania -Campione del Mondo in carica- in finale. E l'altro fratello Laudrup? Litigò con il CT Nielsen e non partì per la Svezia. Ancora si mangia le mani.

 

  1. Grecia (Europei 2004 – Portogallo)

Cosa c'è di meglio di ospitare i Campionati Europei nella tua Nazione? Vincerli, ovviamente. Se poi li vinci a casa tua, davanti al tuo popolo, entri nel Mito. Non sempre la Storia riserva un lieto fine. Nel 2004, l'anno del “biscotto danese”, del goal in acrobazia di Zlatan che fece fuori un'Italia poco convincente, la vera sorpresa fu la Grecia. Allenata da Otto Rehhagel, la Nazionale Ellenica nn partiva favorita, anzi. In più, venne inserita nel Girone A, assieme a Russia, Spagna e i padroni di casa del Portogallo. Proprio contro i lusitani sarà la partita d'esordio. Το Πειρατικό (La nave pirata), ovvero i biancoazzurri ellenici vinsero per 2-1. al Portogallo non bastò una rete di Cristiano Ronaldo, all'epoca ancora lontano dal diventare CR7. In Finale le due squadre si scontrarono di nuovo, a Lisbona, nella “Cattedrale” del Calcio Lusitano, lo stadio del Benfica.  Bastò un goal di Charisteas e la Grecia, incredibilmente, mandò in fumo una festa già preannunciata. Miracoli del Calcio.

 

  1. Belgio (Europei 1980 – Italia)

Qui parliamo di una bellissima e un po' inconstante Selezione. I “Diavoli Rossi”, così chiamati per via del colore della loro maglia, vissero un decennio d'oro che si concluse proprio in quel di Euro '80 (anche se disputarono un ottimo Mondiale, Messico 1986, arrivando quarta). Durante gli Europei “italiani”, la compagine belga superò un girone di ferro, con Inghilterra, Spagna e Italia. Qualificatasi al primo posto per via della differenza reti, la Nazionale del Belgio si trovò a disputare la Finale contro la Germania Ovest, che due anni dopo si giocherà (e perderà) la Coppa del Mondo contro l'Italia di Zoff, Pablito Rossi, Tardelli, Bruno Conti... Nonostante l'impegno, i Diavoli Rossi dovettero soccombere contro i Tedeschi. Una bella incompiuta, la Nazionale Belga, che sfiorò il Miracolo. Peccato.

 

  1. Lussemburgo (Europei 1964 – Spagna)

1964: Seconda edizione dei Campionati Europei che videro la partecipazione -tra le altre- di Italia e inghilterra, rinunciatarie nel 1960. La vera sorpresa non fu la Spagna, Paese ospitante, che vinse il suo primo tirolo Continentale battendo la fortissima Russia. No: la vera e assoluta sorpresa fu il Lussemburgo. I “D'Roud Léiwen(I Leoni rossi) si qualificarono di diritto agli Ottavi di Finale grazie agli spareggi. (Regolamento di una volta...). E fu proprio nella fasi finali che stupirono tutti: prima batterono per 2-3 (complessivo dei due match, andata e ritorno), arrivando ai quarti di finali. I loro avversari, i danesi, dovettero sudare le proverbiali sette camicie per batterli: con un complessivo di 5-5 (2-2 e 3-3), fu necessario un mach di spareggio, vinto dai connazionali di Hans Christian Andersen e della Sirenetta. Un vero e proprio peccato, Chissà cosa sarebbero riusciti a combinare, i Leoni Rossi.

 

  1. Turchia (Europei 2008 – Austria & Svizzera)

C'era una volta una Nazione affacciata sul Bosforo, l'ideale passaggio tra l'Europa e l'Asia. C'era una volta la Nazionale Ay-Yıldızlılar (Luna e Stelle) che, nel Mondiale Nippo-Coreano del 2002, aveva conquistato, a suon di goal, un meritatissimo terzo posto. Hakan Şükür, che di quella compagine era il Leader, non era presente nel 2008. La Turchia, inserita nel Girone A, con la Repubblica Ceca di Koller e Cech, il Portogallo di Cristiano Ronaldo e la Svizzera padrona di casa. Perse la prima contro i Lusitani e fu incredibile nel rimontare le due partite successive, contro i Cechi e gli Elvetici. Particolarità: i cinque goal realizzati in quelle partite dai Turchi furono siglati dall'88' minuto in poi. Altro che Zona Cesarini. Passato il girone, la Turchia si scontrò contro una Croazia agguerrita, vincendo ai rigori. In semifinale trovarono la Germania, praticamente un “Derby”, vista la massiccia presenza dell'Enclave turca nel paese Mitteleuropeo. “Die Mannschaft” battè la Turchia per 3-2, al 90°, grazie a un goal di Lahm. Provaci ancora, Turchia.

 

  1. Galles (Europei 2016 – Francia)

Ora come ora, lo si vede seduto in tribuna, triste e sconsolato. Il giocatore più forte del Galles. Parliamo di Gareth Bale che, nel 2016, trascinò la sua Nazionale sino ad arrivare alle semifinali. Merito della voglia di giocare, di affermarsi. E pensare che, nel girone, i Gallesi si ritrovarono faccia a faccia con gli Inglesi. È noto che non scorra buon sangue tra le due Nazionali, ma quella volta furono i Tre Leoni a vincere per 2-1. Battuta la Slovacchia e superata la Russia, I Dreigiau (Dragoni) non si fermarono lì. Negli ottavi sconfissero l'Irlanda del Nord per 1-0, nei quarti strapazzarono il Belgio per 3-1. Fu il Portogallo di CR7 (nonché compagno di squadra di Bale nel Real Madrid) a fermare la loro corsa.

 

  1. Islanda (Europei 2016 – Francia)

Che Euro 2016 sia stato un Europeo interessante, lo si evince già dal punto precedente. Ci fu un'altra Nazionale che scrisse la Storia: la sua e quella del suo popolo, unito in un rito davvero coinvolgente. Parlo dell'Islanda, esordiente totale ma con una grinta da vendere. Partiti tra la curiosità generale, iStrákarnir okkar (I nostri ragazzi) pareggiarono il match d'esordio contro il Portogallo (futuro vincitore), il secondo incontro con l'Ungheria e batterono 2-1 l'Austria. Superato il girone al secondo posto (al primo si classificarono i Magiari, mentre i Lusitani arrivarono terzi, pensa te). Negli ottavi trovarono l'Inghilterra, battendola pe 2-1. Una sorpresa dietro l'altra. Purtroppo, il cammino degli Islandesi fu fermato dalla Francia, che li sconfisse 5-2. Il loro saluto agli Europei ma-soprattutto- il loro rientro in patria fu qualcosa di fenomenale: un'intera, piccola, grande Nazione si fermò per tributare tutti gli onori a quei 23 guerrieri. Altro che Vichinghi.

 

  1. Svezia (Europei 1992 – Svezia)

Sembra quasi una maledizione: quando organizzi l'Europeo a casa tua, a volte le cose non vanno per niente bene. Due esempi? Il Portogallo che, nel 2004, perse la finale a Lisbona contro la Grecia e la Francia che, nel 2016, vide il sogno Europeo sbriciolarsi con un goal del Lusitano Eder nei supplementari. Nel 1992, con un'Europa che sta rapidamente cambiando aspetto (niente più URSS, niente più Jugoslavia, la Germania nuovamente unita e la Cecoslovacchia che stava per scindersi), gli Europei si giocatono in terra scandinava. Come detto prima, a vincerli fu la rivelazione Danimarca ma anche la padrona di casa, la Svezia, ben figurò. Dotati di campioni come Brolin e Kenneth Anderson (ben noti al Calcio Italiano), i Blågult (Gialloblu) si giocarono l'accesso alla fase finale con Francia, Danimarca e Inghilterra. Battuti i danesi, pareggiarono con i transalpini e batterono 2-1 gli Inglesi. Fu la Germania a batterla in semifinale per 3-2, venendo poi battuti dagli storici “rivali” dei Gialloblu, i rossi di Danimarca.

 

  1. Romania (Europei 2000 – Belgio & Paesi Bassi)

Una delle Nazioni che restò sotto l'egida comunista sino all'albore degli anni '90. Protagonista di un buon Mondiale in quel di Italia '90 e di un altrettanto valido Mondiale “Americano” (nel 1990 uscirono agli ottavi contro l'Irlanda, nel '9 si fermarono ai quarti, battuti dalla Svezia), nel 2000 i Tricolorii si trovavano in una fase transitoria. Con giocatori quali Lobont, Chivu e Mutu (ben noti alla Serie A) e una leggenda come Gheorge Hagi, i Rumeni superarono il loro girone di “Ferro”, che vedeva presenti Portogallo, Inghilterra e Germania. Agli ottavi, la loro strada incrociò gli Azzurri: 2-0 il risultato finale, con reti di “SuperPippo” Inzaghi e Francesco Totti.

 

  1. Repubblica Ceca (Europei 1996 – Inghilterra)

Non una vera e propria outsider, ma una squadra con una storia e un passato eccelsi. Sino al 1993, la Cecoslovacchia era una Nazione unita “forzatamente”, grazie a quele adorabili strategie di potere e geopolitica che il XX secolo ci ha regalato. Una volta decisa la scissione tra Slovacchia e Repubblica Ceca, la Nazionale dei boemi partecipò per la prima volta agli Europei proprio nel 1996, classificandosi prima nel girone di qualificazione. Nel girone C dovette sfidare Germania, Russia e Italia (vice Campione del Mondo). I Cechi persero contro la Germania (e -come abbiamo già visto- c'è una concatenazione del Fato quando si perde con una squadra nel girone e la si ri-affronta in Finale. Quasi sempre, almeno.), pareggiarono 3-3 con la Russia e diedero due ceffoni all'Italia, uno dei quali firmato da Nedved, che -dopo Euro '96- arriverà a Roma, sponda Lazio. Ai quarti, la Repubblica Ceca battè il Portogallo di misura, in semifinale eliminarono i Francesi. In finale si ritrovarono faccia a faccia con i Tedeschi, che vinsero grazie a quella strana trovata chiamata “Golden Goal” o “Sudden Death”, morte istantanea. Grazie alla rinuncia della Germania, parteciparono alla Confederations Cup, arrivando terzi. Non male.

 

C'è chi parte senza i favori della critica e dei pronostici, chi viene guardato con un mix di divertimento e tenerezza.

Una volta scesi in campo, però, è il pallone e dettare legge.

Benedette siano le Outsider che regalano emozioni, fanno “scherzi” imprevisti e -a volte- riescono in un vero e proprio Miracolo sportivo.

La bellezza di uno sport secolare, tanto spesso dimenticata, è proprio questo: mai dare nulla per scontato.

 

Alberto Caboni

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