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Fratelli nel segno del Goal

Fratelli nel segno del Goal

Nel Calcio sono comuni casi in cui diverse generazioni della stessa famiglia calchino i campi (più o meno) prestigiosi, i templi del Football. Lo so, tutti voi penserete ai Maldini: papà Cesare (Vai, Paolino, Vai! Ma vi ricordate quando fu CT del Paraguay? No? Cliccate qui: scoprirete quanti CT italiani hanno allenato Nazionali straniere), il figlio Paolo e il di lui primogenito, Daniel, attaccante del Milan primavera.

Ma ci sono tante, tantissime storie di Calciatori che hanno calcato le orme dei fratelli (e sorelle). Scopriamo dieci storie di fratellanza e pallone a scacchi, 10 storie di calcio e famiglia.

 

 

  1. BARESI: Franco la Leggenda del Diavolo, Beppe l’anima del Biscione

Il primo fratello che esordì con un pallone ai piedi non fu né Giuseppe né tantomeno Franchino (Hai letto l’articolo per i suoi 60 anni? No? Clicca qui), ma il primogenito della famiglia, Angelo, che si fermò ai dilettanti. Fu Giuseppe il primo a calcare i grandi campi, conquistando la maglia dei nerazzurri di Milano, l’Inter, di cui sarà anche Capitano, giocando 599 partite. dall’altra parte, in rossonero, esordirà Franco, diventando ben presto una vera e propria bandiera del Milan stellare di Sacchi prima e Capello poi. Buon sangue non mente, direi, visto che Regina, figlia di Beppe, sin dal 2009 cuore dell’Inter Milano (e dal 2018 Capitano dell’Inter femminile). Predestinati.

 

  1. FILIPPINI: Gemelli nel segno del Destino

Da una parte Emanuele, dall’altra Antonio. Segni particolari: fratelli gemelli. Chissà quanto orgoglio per mamma Terry, recentemente scomparsa a causa del Co. Vid-19. I suoi figlioli militeranno entrambi in Serie A: esordiranno assieme, entrambi con la maglia del Brescia, il 30 agosto 1997. La partita sarà ricordata da entrambi per un curioso aneddoto: dopo alcune reiterate proteste nei confronti del Signor Ceccarini, arbitro del match, da parte di Antonio, sarà Emanuele a prendersi il rosso. Capita di confondersi con i gemelli… Dopo anni di carriera in tandem (Lazio, Treviso, Livorno) le loro carriere si separeranno: Emanuele smetterà nel 2009, Antonio 2 anni dopo. Identici.

 

  1. GABBIADINI: Prima di Manolo arriva Melania

Prendi una passione unica, trasversale, che colpisce fratello e sorella, anzi sorella e fratello (in ordine cronologico). È il caso di Melania, che dall’età di nove anni calca i campi di calcio, diventando ben presto punto fermo del Bardolino, uno dei team più forti e noti del Campionato Femminile. Di otto anni più giovane, il fratello Manolo esordisce con l’Atalanta, con diverse parentesi (Bologna, Napoli e Southampton) prima di approdare (nuovamente, dopo una prima esperienza biennale) a Genova, sponda Samp. Incredibili.

 

  1. MAZZOLA: Nel nome del Padre (e del Figlio)

Probabilmente, essere figli dell’indimenticabile Valentino, Capitano del Torino e scomparso nella tragedia di Superga, non deve essere stato facile, specie se ti piace il pallone. Ma per Sandro questo non è stato un ostacolo: talentuoso, leader in campo, con il caratteristico Baffo, sarà protagonista della Grande Inter di Herrera e dell’Italia “Messicana”, quella della “Partita del Secolo”: Anche Ferruccio seguirà le orme fraterne (e paterne): considerato da Peppino Meazza (non uno qualsiasi) uno dei centravanti più promettenti (anche meglio di Sandro, per dire), giocherà nell’Inter ma non troverà mai lo spazio adatto. Cambierà diverse squadre e, nei primi anni 2000, scriverà un libro-inchiesta al fulmicotone (Se non conosci la sua storia, ti invito a leggerla cliccando qui: è davvero molto, molto particolare) e questo pregiudicherà i rapporti tra i due. Prima della scomparsa di Ferruccio (nel 2013, per un tumore), i due fratelli Mazzola si riappacificheranno.

 

  1. INZAGHI: Il Super Pippo e “the quiet” Simone

Nativi di Piacenza, i fratelli Inzaghi si sono tolti più di una soddisfazione durante le loro carriere. Pippo, rapace d’area, gioca (e vince) con la Juventus, il Milan e la Nazionale (Faceva parte del Dream Team che vinse il Mondiale 2006), prima di appendere le scarpette al chiodo e provare ad allenare. La carriera da Mister non partirà col botto: sulla panchina del Milan non darà i frutti sperati. Attualmente guida il Benevento. Simone, una carriera nella Lazio (1 scudetto, miglior capocannoniere di sempre nelle coppe europee con la maglia biancoazzurra), riuscirà meglio nel ruolo di Allenatore: alla guida della Lazio, conquisterà –unico in 120 anni di storia del club- due Supercoppa Italiana, avendola conquistata già da calciatore (anche là due volte). Rapaci.

 

  1. CANNAVARO: Fabio e Paolo, che Capitani

Cuore di Napoli, i fratelli Fabio e Paolo nascono nel rione La Loggetta, a Fuorigrotta. Il primo a indossare la maglia degli azzurri è Fabio, che ben presto conquisterà titoli su titoli, indossando le maglie di Parma, Inter, Juventus, Real Madrid oltre che essere Capitano della Nazionale (L’ha sollevata lui, la Quarta Coppa del Mondo, ricordate?). Di otto anni più giovane, Paolo milita nel Parma, nel Napoli (diventandone Capitano) e del Sassuolo. Attualmente i fratelli si trovano alla corte del Dragone: Fabio è Mister del Guangzhou Evergrande (piccola parentesi come CT della Nazionale Cinese ad interim); Paolo fa parte dello Staff. Dragoni.

 

  1. DONNARUMMA: Gigio e Antonio, fratelli coi guanti

Uno è il portiere titolare del Milan e in prima squadra c’è dal 2014-2015, quando aveva appena 15 anni, 11 mesi e un metro e novanta già abbondante. L’altro è entrato a far parte dei rossoneri qualche anno prima ma non ha fatto il botto. È la storia di Gianluigi “Gigio” e Antonio Donnarumma. Entrambi tifosi del Diavolo sin da piccoli, hanno avuto lo stesso iter sino alla Primavera: mentre Antonio (classe 1990) viene dato in prestito tra Serie C, Serie B e Serie A (compresa quella greca), Gigio (1999) conquista la prima squadra grazie a Mr. Inzaghi prima e Sinisa Mihajlović poi, diventando inamovibile. Se poi aggiungi il fatto che tutti e due i fratelli sono seguiti dal Procuratore dei Procuratori, Mino Raiola, si può capire come Antonio (su espressa richiesta del fratello, in sede di rinnovo contratto) sia diventato il terzo portiere dei rossoneri. Uniti alla meta.

 

  1. BOATENG: Kevin e Jerome, fratelli coltelli

Due fratelli, due Nazionali, due scelte di vita: è il caso di Jerome e Kevin-Prince Boateng. Nati entrambi a Berlino Ovest (Prince nell’87, Jerome l’anno successivo) da madre tedesca e padre ghanese, i due fratelli hanno scelto di indossare due maglie di Nazionale (e club) differenti. Mentre Prince, nonostante un’infanzia e un’adolescenza (con tanto di Europeo Under-18) con il tricolore tedesco addosso, nel 2010 ha scelto di indossare la maglia del Ghana, terra natia paterna, Jerome ha preferito “Die Mannschaft” (Il gruppo), ovvero la Nazionale Tedesca. Casualità, destino, fato: chiamatelo come volete, ma i due fratelli sono riusciti incredibilmente a trovarsi uno contro l’altro. È il 2010, Le Vuvuzuela ci stanno fracassando…i timpani e i due Boateng si trovano l’uno contro l’altro in un Germania-Ghana, sfida del Girone D. Finirà uno a zero per i tedeschi ma entrambi i fratelli supereranno i gironi. Jerome e la Germania arriveranno terzi, Kevin uscirà –ai rigori- contro l’Uruguay nei quarti di finale.

 

  1. LUCARELLI: Cristiano e Alessandro, il cuore oltre l’ostacolo

Livorno, cuore amaranto e patria di due fratelli, i Lucarelli, che per la maglia amaranto hanno dato tanto. Cristiano, nato nel ’75, gira per l’Italia e per l’Europa (giocando per il Valencia di Claudio Ranieri e per gli ucraini dello Shaktar Donetsk), ma lega il suo nome al Livorno, la squadra della sua città. Capitano, trascinatore, è un bomber di razza. Alessandro, nato due anni dopo il fratello, militerà (e giocherà col fratello) solo un anno tra gli amaranto. La sua carriera ha come apice il Parma. Anche lui, come Cristiano, mette il cuore oltre l’ostacolo, legandosi alla società e restando anche nei momenti di difficoltà. Capitano dei Ducali, riparte dalla Serie D (dopo il fallimento del Parma), diventando il primatista per numero di presenze con i gialloblù. Quando smesse col calcio giocato, il Parma ritira la sua maglia, il numero 6.  Capitani coraggiosi.

 

  1. LAUDRUP: Brian e Michael, galeotto fu quell’Europeo…

Ultimi ma solo per caso due fratelli danesi, probabilmente tra i giocatori più celebri della nazione scandinava, troviamo Brian e Michael Laudrup. Quest’ultimo, classe 1964, è una vecchia conoscenza del calcio italiano, militando nella Juventus dal 1983 al 1989, con una parentesi biennale alla Lazio. Anche Brian, classe ’69, arriverà in Serie A, vestendo le maglie di Fiorentina e Milan (dal 1992 al 1994). Proprio il 1992, anno in cui Brian arriva in Italia, è l’anno della svolta. Agli Europei svedesi del 1992 la Danimarca non doveva esserci ma prese il posto della Jugoslavia (ritiratasi per via della Guerra). Michael, a causa di contrasti con il CT Richard Møller Nielsen, non verrà convocato, a differenza di Brian. Il Campionato Europeo vedrà i danesi passare nel girone A (assieme alla Svezia) tagliando fuori Francia e Inghilterra. In semifinali supereranno gli olandesi ai rigori (fatale l’errore di Van Basten dagli 11 metri) e batteranno 2 a 0 la Germania in finale, conquistando il primo (e unico) Europeo della loro storia. Peccato non siano riusciti a sollevare assieme la Coppa. Divisi al traguardo.

 

Ci sono tante altre coppie celebri di fratelli che hanno scritto (o che scriveranno) la storia del Calcio. Noi abbiamo voluto raccontarvi 10 storie particolari, originali, uniche.

Proprio come le carriere di questi 10 (anzi, 20) fratelli nel segno del Pallone.

 

 

Alberto Caboni

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