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L’Attimo Fuggente in 10 punti indimenticabili

L’Attimo Fuggente in 10 punti indimenticabili

3 giugno 1989. Mentre il Mondo sta per cambiare, la Germania sta per tornare unita e Berlino sta per vedere quell’odioso Muro crollare per sempre, nelle sale americane esce una pellicola ambientata nel 1959, ovvero trent’anni prima.

Protagonista assoluto è l’istrionico Robin Williams, che interpreta John Keating, un insegnante di Letteratura che approda nel collegio maschile di Welton. Il suo approccio poco ortodosso e il rapporto con i suoi studenti si svilupperà, sino ad un finale a sorpresa.

Capolavoro assoluto del cinema, ecco 10 punti che (forse) non conosci su “L’Attimo Fuggente”

 

  1. John Keating? Esiste, anche se…

La figura chiave del film, l’insegnante di Letteratura John Keating, è frutto di un mash-up tra diversi insegnanti avuti sia dallo sceneggiatore Tom Schulman sia dallo stesso Robin Williams. Schulman si ispirò al suo insegnante di Letteratura, Samuel F. Pickering, vero istrione delle lezioni dai modi non convenzionali. Williams, invece, si ispirò a John C. Campbell, che fu suo insegnante di Storia alla Country Day School. Ricorderà lo stesso Williams che Campbell, alla prima lezione dell’anno, soleva gettare nel cestino dei rifiuti il libro di testo per poi proseguire a braccio. Casualità vuole che Campbell, dopo 28 anni di servizio, verrà allontanato dal collegio (Licenziato è il termine corretto) per “non aver dimostrato soddisfacente volontà ad adattarsi agli standard accademici e professionali". Vi ricorda qualcuno? Incredibile.

 

  1. Robin Williams? È stata una “Seconda scelta”

Pensate che il ruolo di Keating sia stato pensato appositamente per il talento e la versatilità di Williams? Non proprio. Inizialmente, la regia venne affidata a Jeff Kanew che scelse come protagonista Liam Neeson. L’irlandese girò anche la celeberrima scena a del “Carpe Diem”. Poi, il progetto si insabbiò per un anno circa. Cambiò il regista, che divenne Peter Weir, e cambiò il protagonista, ossia arrivò Robin Williams. E pensare che anche Tom Hanks venne provinato, prima che lo stesso rifiutasse la parte. Infine, il grande Dustin Hoffman si propose sia come Director che come Attore principale, ma anche questa ipotesi tramontò. Beh, direi che la scelta di Williams non sia andata proprio male non pensate?

 

  1. Gli studenti di Keating: viva i volti nuovi

Anche i giovani attori che interpretarono gli studenti di Keating vennero scelti in due sessioni. Josh Charles (che interpreta Knox Overstreet) ed Ethan Hawke (Todd Anderson) vennero provinato e scritturati quando in cabina di regia c’era ancora Kanew. I due giovani attori restarono fermi per un anno, per poi essere confermati da Weir. River Phoenix, enfant prodige del cinema USA, si autocandidò per il ruolo di Neil Perry ma venne scartato dal regista: servivano volti sconosciuti e la carriera di Phoenix era già in ascesa. Peccato, chissà come sarebbe stato. In ogni caso, il ruolo di Neil venne affidato a Robert Sean Leonard, che molti di noi conoscono come il Dottor James Wilson, amico del più famoso Dr. House.

 

  1. Le riprese? Da pagina 1 sino alla fine

Le riprese del film furono effettuate presso la St. Andrew’s School di Middletown, Delaware (uno dei 51 stati che compongono gli USA, uno di quelli che non ricordi subito), dal 14 novembre 1988 al 15 gennaio 1989. La particolarità è che Weir, a differenza di altri registi, decise di girare le riprese seguendo scrupolosamente l’ordine cronologico. In questo modo, sperava si notasse il crescente affiatamento tra i ragazzi e Williams. Direi che ci è riuscito alla grande.

 

  1. Orazio? No, Herrick

La locuzione “Carpe Diem” è da attribuirsi al poeta latino Orazio, uno dei capostipiti della letteratura classica (adorato e rispettato da Dante Alighieri, mica parliamo di cosette da nulla). Non tutti sanno, però, che i versi letti da Gerard Pitts (uno degli studenti e membro della “Setta dei Poeti Estinti”) non solo del poeta lucano, bensì del londinese Robert Herrick, tratti da “To the Virgins, to Make Much of Time (Alle vergini, perché facciano buon uso del loro tempo)”. In più, Herrick era esponente della scuola dei “Poeti Cavalieri”. Da qui alla “Setta dei Poeti Estinti”, il passo è brevissimo.

 

  1. L’Attimo Fuggente (ma non per i premi)

Il nostro film capolavoro non lasciò indifferenti gli spettatori (fece sfaceli ai botteghini, surclassano “Indiana Jones e l’Ultima Crociata”, mica male) né i critici (anche se non tutti furono teneri). Venne premiato con l’Oscar per la migliore sceneggiatura, un David di Donatello, un César, un Nastro d’Argento, un Ciak d’Oro… Giusto Robin Williams non riuscì a centrare l’ambita statuina. Va detto che quell’anno in lizza c’erano Master pièce come “A Spasso con Daisy” e “Nato il 4 Luglio”. Non facile. 

 

  1.  Oh Capitano, mio… Lincoln?

La frase “Oh Capitano, mio Capitano” (che parecchi di noi hanno sognato di urlare più di una volta nella vita, prima che il termine Capitano fosse abusato e stra - abusato) non è originale della sceneggiatura della pellicola. Venne dedicata al Presidente USA Abraham Lincoln (Ce l’avete presente? Barba fluente, magro, allampanato, con una tuba in testa e la tendenza a morire se sparato alla testa). Pazzesco.

 

  1. Carpe Diem nella storia

"Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita". Chi di noi non ha avuto i brividi sentendo (e risentendo) questa frase? Esatto: chi non ha avuto i brividi forse ha lasciato il suo cuore in freezer. Beh, la frase ha ottenuto il 95° posto nella classifica AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes e il 52° posto nella 100 Cheers. Entrambe le classifiche sono state redatte dall’American Film Institute, non da bucce di noccioline.

 

  1. Carbonari? No, poeti

Per poter praticare la poesia, i ragazzi sono “costretti” a riunirsi in una location segreta. Un po’ grazie agli insegnamenti di Keating, un po’ grazie alla riscoperta delle loro coscienze (e dei loro ormoni, sono pur sempre adolescenti), nasce “La Setta dei Poeti Estinti”. Manco stessero praticando messe nere o fabbricando bombe al plutonio, sti poveretti volevano leggere e scrivere… poesie. Quando l’arte viene osteggiata dalla più putrida ignoranza.

 

  1. Robin, vai a braccio. Parola di Peter Weir

Durante i primi giorni di riprese, Peter Weir notò un’insolita legnosità della recitazione di Williams, quasi si trovasse imbrigliato troppo dallo script. Fu proprio Peter Weir a suggerire a Williams di lasciarsi andare, improvvisare davanti alla camera accesa. Ricordate la scena in cui Robin declama Shakespeare con la voce di Marlon Brando prima e John Wayne poi (Se non ce l’avete presente, è meglio riguardarsi il film in lingua originale con i sottotitoli)? Quella è totalmente improvvisata, sincera come lo sono le reazioni degli altri attori.

 

Sono passati già 30 anni dall’uscita del film, ambientato sessant’anni fa. Eppure… eppure, il film è sempre attualissimo. Merita di essere rivisto per mille motivi: io ve ne ho indicato alcuni. Cogliete l’attimo, anzi “Carpe Diem”!

 

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