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LE BANCONOTE ALLA MARIJUANA  - 10 valute che vi stupiranno, dal porno alle criptovalute

LE BANCONOTE ALLA MARIJUANA - 10 valute che vi stupiranno, dal porno alle criptovalute

Paese che vai, valuta che trovi. Prima che l’Unione Europea adottasse l’Euro come moneta unica, esistevano una miriade di valute differenti, legate a ogni singolo Paese (O utilizzate per insiemi di Nazioni legate tra loro da patti economici). Oggi sono innumerevoli le valute che sono state create e che vengono utilizzate per i più disparati motivi.

Seguitemi: andiamo a scoprire 10 valute tra le più strane al mondo!

 

  1. I 100 Trilioni dello Zimbabwe

Lo stato africano, a metà del gennaio 2009, si trovava in una crisi economica senza precedenti: il tasso d’inflazione era così alto che per acquistare un singolo panino occorreva spendere l’equivalente di 300 miliardi di dollari Zimbabwanesi. Per ovviare a questa crisi, la Zecca nazionale emise una banconota dallo stratosferico valore di 100 trilioni di dollari. Valore al di fuori dello Stato: circa 300 dollari americani. Ora come ora potete trovare la banconota sui principali e-shop a un prezzo irrisorio, circa 1, 50 €.

 

  1. Il Best delle Banconote

In patria è considerato un Dio dalla vita sregolata e dal talento cristallino. George Best, bandiera del “Maledetto United” e dell’Irlanda del Nord, è noto per la sua vita da rockstar, difendendo un trittico pericolosamente tossico: drink, football & pussy. (Tossico soprattutto per i drink). Per ricordare “The Best”, la Zecca dell’Ulster stampò una banconota da 5 pounds (sterline) con l’effigie del calciatore. Solo un milione di pezzi uscirono dalla stampatrice. Trovarla potrebbe essere interessante per i collezionisti e gli amanti del calcio.

 

  1. La Moneta alla Ganja

In Benin, repubblica africana, l’economia è sottosviluppata e basta principalmente sulla coltivazione del cotone e della canapa. E proprio quest’ultima pianta, dalle foglie a sette punte, divenne parte integrante dei 100Francs CFA 2010. Si tratta di una moneta unica nel suo genere: sul fronte troviamo la dicitura “Repubblique du Benin”, lo stemma Nazionale e il valore; sul retro campeggia, bella verde, un’incisione di una foglia di Marijuana. Particolarità: sfregare la foglia incisa permette all’inchiostro utilizzato per la stampa di rilasciare molecole odorose… esatto, sfreghi e senti il profumo della Marijuana. PS: la foglia è incisa, non è attaccata.

 

  1. Le monete di Palau: dal cocco…al mare

Restando in tema di monete “odorose”, Il Benin non è capostipite. Un anno prima Palau, piccola Repubblica nel Sud Pacifico, aveva realizzato ben due monete profumate. La prima è legata alla Noce di Cocco, uno dei simboli e prodotti tipici dell’arcipelago. Sfregando l’immagine del gustoso frutto, il profumo vi avvolgerà. Non paghi di questo, alla Zecca di Palau si sbizzarrirono, creando la moneta al profumo…di mare. Non so quale profumo siano riusciti a identificare con quello del mare, ma sarei curiosi di dare una sfregatina a quelle monete…

  1. A Bristol abbiamo la nostra sterlina (e la puoi usare soltanto qui)

Il 19 settembre del 2012, in quel di Bristol, venne lanciata la “Bristol Pound”. Si tratta di una moneta complementare pensate per incentivare gli abitanti a spendere i propri nelle attività locali. L’idea ebbe un successo quasi insperato, tanto che il Pound di Bristol resterà in vigore sino al 30 settembre del 2021. Da quella data in poi, le banconote potranno essere riconvertite in “normali” sterline.

 

  1. Una valuta… pesante: il Rai della Micronesia

Per secoli la Micronesia è rimasta “fuori” dal mondo occidentale e occidentalizzato. Questo, tuttavia, non ha impedito agli abitanti delle diverse isole di creare una loro moneta, chiamata Rai. La particolarità di questa valuta è che…si tratta di una pieta circolare, con un buco centrale, che può raggiungere i tre metri di diametro. Non proprio facile da portare nel portafoglio, direi. Il valore del Rai cambiava in base alla difficoltà di estrazione e lavorazione della pietra, più che all’effettiva grandezza. Quando si dice: non solo le dimensioni a contare.

 

  1. Il Circuito partito dalla Sardegna alla conquista del Mondo

Nata in Sardegna, Sardex è una moneta complementare attiva sin dal 2010. Pensata per facilitare le relazioni tra diversi Brand e fornire un metodo alternativo di pagamento, in dieci anni è riuscita a registrare più di 100 milioni di euro in transazioni. Oltre ai Sardex sono nate monete complementari legate ad altre regioni italiane (Venetex in Veneto, Liberex in Emilia-Romagna…). Ulteriore vantaggio: i crediti Sardex possono essere usati anche presso attività che aderiscono a circuiti gemellati, come quelli che vi nominato poc’anzi.

 

  1. La più piccola con la linguaccia di Einstein

La Zecca Federale Swissmint, conio della Confederazione Elvetica, realizza ogni anno lo Swissmint. Si tratta della moneta più piccola al mondo: appena 2,96 millimetri di diametro per un peso pari a 0,063 grammi. Altra particolarità: ogni anno viene scelto un soggetto che viene impresso nel retro della moneta. Nel 2020 la scelta è ricaduta su Albert Einstein. Esistono soltanto 999 esemplari della moneta. Per cui, se vi ritrovate per caso una mini monetina con impressa la faccia del buon Albert Einstein con tanto di linguaccia fuori, siete davvero fortunati.

 

  1. La moneta a luci rosse

Creata nel 2014, il Titcoin è una criptovaluta pensata e coniata per coloro che vogliono usufruire dell’intrattenimento per adulti senza lasciare tracce sul loro conto corrente o sulla loro Paypal. Il simbolo, che ricorda un seno femminile stilizzato e il nome “Tit” (Tetta) spiegano sin da subito quale sia il suo scopo.

 

  1. I rubli di pelle dell’Alaska

Se il titolo vi ha incuriosito non siete i soli. Quando l’Alaska era ancora in mano ai Russi (diverrà parte degli Stati Uniti nel 1868), la moneta in circolazione per il rublo. Per ottimizzare i materiali presenti in loco, le “banconote” venivano realizzate utilizzando gli scarti di pelle degli animali cacciati. Dopo il 1868 la maggior parte delle banconote di pelle vennero riconvertire in rubli e distrutte, alcune sopravvissero. Una di queste banconote venne esposta all’Expo di Parigi nel 1924.

 

Da quando l’uomo ha deciso di stare in società ha trovato il modo per scambiare e acquistare prodotti e beni che gli occorrevano. Prima il baratto e poi… abbiamo avuto modo di veder 10 casi particolari ma ne esistono molti, molti di più.

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!

 

ALBERTO CABONI

 

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