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Monopoly in 10 punti (Passando dal Via)

Monopoly in 10 punti (Passando dal Via)

Nel 1933, il Mondo dei giochi da Tavolo conobbe quello che è il Re: il Monopoly.

Un tabellone, due dadi, delle pedine: Pronti per giocare e scoprire 10 curiosità?

Lanciate i Dadi!

 

  1. Monopoli? Si trova negli USA (e non è la cittadina pugliese)

Il tabellone da gioco originale, creato e concepito nel lontano 1933 da Charles Darrow prende come spunto la città di Atlantic City, New Jersey. Per essere precisi, una parte della città: il suo Boardwalk, una passeggiata lunga 5km ricoperta di lunghi listoni di legno. Prendi la città che ti piace e fanne un gioco. Chissà come sarebbe uscito Monopoly se Mr. Darrow si fosse ispirato ai Boulevards Francesi. O al Grande Raccordo Anulare di Roma.

 

  1. La prima volta in trasferta? È stata a Londra

È stata la capitale del regno Unito la prima città ad avere un’edizione customizzata del gioco, con tanto di toponomastica adattata. Il meccanismo del gioco non è stato variato, ma i piccoli (e grandi) inglesi potevano agognare a diventare più ricchi di Sua Maestà. Buttala via come opportunità.

 

  1. La via più cara? In Italia non esiste (negli altri Paesi sì!)

Avete presente quale sia la casella più costosa del gioco? Quella che ha fatto scoppiare più guerre fratricide, litigi, rancori millenari più di prendere un +4 giocando a UNO? Esatto, Parco della Vittoria. Peccato che in Italia un Parco della Vittoria non ci sia: è stato inventato su due piedi. A differenza delle versioni degli altri Stati, dove hanno realmente usato la Via (o la zona) più cara, nobile, ricca, prestigiosa. Giusto due esempi: nella versione francese c’è Rue de la Paix, in Spagna il Paseo del Prado. Occhio a non fermarsi su quella casella: spesso si va in bancarotta nel giro di due secondi.

 

  1. Grazie, Emilio: l’inventore della toponomastica del Monopoly made in Italy

Quando il Monopoly arrivò in Italia, correva l’anno 1935 (a dir la verità, sarebbe stato indicato come XIII dell’Era Fascista, pensa te). In ogni caso, fu il giornalista Emilio Ceretti, fondatore dell’Editrice Giochi (l’azienda che portò il gioco nel Belpaese) a trovare i nuovi toponimi, ispirandosi alle strade di Milano. A parte il Parco di Vittoria. E non è l’unica location “particolare”, come scopriremo tra brevissimo.

 

  1. Vicolo Corto, Vicolo Stretto, Via del Fascio: Vie inventate (o rimosse, per fortuna)

Il buon Emilio Carelli non inventò soltanto Piazza della Vittoria ma aggiunse anche i due Vicoli: Vicolo Corto e Vicolo Stretto. Il Duce, nell’ottica della totale autarchia, non solo pretese che il nome originale (Monopoly, con la “Y” e da pronunciare con l’accento sull’ultima “O”. Un po’ come pronunciare il Termine Monopolio di Stato, senza il “di Stato” e la O finale, ecco) perdesse la Ypsilon per una più italiana “i”. Anche l’accento si spostò sulla seconda “O”. Da Monopòly a Monòpoli è un passo, anzi un tiro di dadi. Non pago, Mussolini volle che venisse aggiunta “Via del Fascio”. Caduto il Fascismo, caduta la Via. Del resto, non si dice che la vita è soltanto una grande gioco?

 

  1. Due milioni di buoni motivi per (non) giocare con quel Monopoly

Correva l’anno 1998 e un simpatico gioielliere di San Francisco, Sidney Mobell, ebbe l’altrettanto simpatica idea di realizzare una versione sbrilluccicante del gioco. Nulla di male, penserete voi. Assolutamente nulla di male, Signori. Se avete due milioni (DUE MILIONI) di dollari fa proprio al caso vostro. Tabellone lastricato con oro a 23 carati, casette e alberghi “decorati” con rubini e dadi con qualche diamante qui e là. Se volete, è acquistabile. Fatevi avanti.

 

  1. E se i soldi fossero veri? La Hasbro vi fa un regalo (ma dovete essere fortunati)

Nel 2015, in occasione dell’80° compleanno del gioco, la Hasbro (Casa produttrice del gioco) decise di fare un regalo ai fans. Una sorta di “Easter Egg” mica male: 80 scatole del Monopoly avevano delle banconote speciali, anzi…reali. Esattamente: ben 20.580 euro da spendere allegramente (non per comprarti Vicolo Corto, direi). Beati quegli 80 fortunati che hanno trovato quelle banconote. Alla faccia di chi ti dice: Ti pago con i soldi del Monopoli. Magari…

 

  1. Gli 007 giocano a Monopoli (e battono il Reich)

Negli anni Quaranta, in piena Seconda Guerra Mondiale, furono innumerevoli i militari inglesi imprigionati dai nazisti. La Convenzione di Ginevra (che veniva adottato per i prigionieri militari e politici, mica per tutti gli altri!) consentiva momenti di svago ai prigionieri. Quale svago migliore del Monopoli?  L’intelligence di Sua Maestà pensò bene di nascondere un kit di sopravvivenza all’interno del gioco: mappe, bussole camuffate, soldi veri… E il Terzo Reich se la prese in saccoccia.

 

  1. Una casetta (o un albergo) per ogni abitante della Terra

Durante la sua lunga storia, il Monopoly è stato prodotto in oltre 350 milioni di esemplari (è disponibile in 114 paesi e prodotto in 43 lingue differenti). Tra le casette verdi e gli alberghi rossi, sono stati prodotte complessivamente oltre 8,2 miliardi di mini abitazioni. Più di una per essere umano. Peccato siano grandi quanto una moneta da 2 centesimi.

 

  1. Il Ferro da Stiro? Votiamo per cambiarlo, disse il popolo

In origine (quindi nella versione made in USA) le pedine originali erano 10: una borsa, una lanterna, una macchina da scrivere, un ditale, una scarpa, un cappello, una nave, un cannone, un cavallo a dondolo e un ferro da stiro. Proprio quest’ultimo è stato oggetto di un contest su Facebook: gli utenti hanno chiesto che venisse sostituito da un…gattino. E la Hasbro ha accontentato i suoi fans. Ciao, ferro da stiro, ci mancherai.

 

Dal 1933 è il gioco più giocato (perdonate la ridondanza) in tutto il mondo: oltre un miliardo di persone sa come funziona e ci ha passato ore ed ore. Tra alberghi, probabilità, opportunità e (l’inevitabile) stop di qualche turno perché si finisce in galera, il Monopoly è sempre un Must.

E pensare che tutto è iniziato…per gioco.

 

 

 

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