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Mork & Mindy – La sit-com geniale in (altrettanti) 10 punti

Mork & Mindy – La sit-com geniale in (altrettanti) 10 punti

Il 1978 fu un anno particolare per la Tv d’Oltreoceano (in Italia dovremmo attendere il 1979). Dice di essere un alieno, di essere arrivato sulla Terra a bordo di un’astronave – uovo e di provenire dal Pianeta Ork.

Se state già canticchiando a mezza voce “Na-no, Na-no…” avete fatto centro: scopriamo “Mork & Mindy” in 10 curiosità.

 

  1. Mork incontra… Fonzie?

In quel di Milwaukee, Richie Cunningham e il mitico Arthur “Fonzie” Fonzarelli, pilastri della serie televisiva “Happy Days” incontrano uno strano tipo. È proprio il nostro Mork, alias Robin Williams. Nato inizialmente come personaggio secondario della serie (per dare nuova linfa e provare le istrioniche capacità di Williams in una sit-com), avrà così tanto successo da diventare protagonista di uno spin-off tutto suo. Sì, lo so: la serie si chiama “Mork & Mindy”. Ma senza Mork, Mindy non è fortissima, riconosciamolo.

 

  1. Quel saluto così… originale

Il celebro gesto del saluto di Mork, il “Nano Nano” fu frutto dell’inventiva e della genialità dell’attore. Così come molte battute e comportamenti dell’alieno, che deve tutto a Robin. A dire il vero (ma questa è un’impressione personale) il movimento delle dita (seppur con la variabile del movimento) ricorda un po’ il saluto Venusiano di Spock e parenti di Trekkiana memoria. Chissà, magari Mork ha fatto l’Erasmus a Vulcano…

 

  1. Grazie, Papà (Come ti creo una serie per far felice mio figlio)

L’ispirazione per la serie (siamo precisi: per l’apparizione del personaggio di Mork in “Happy Days” e della conseguente serie) fu “merito” del figlio di Garry Marshall, l’ideatore della sit.com di Fonzie, Richie e Joanie Sottiletta. “Ma perché nella tua serie non ci sono uomini spaziali, papà? Che noia”. Amore di papà, Garry ci ragionò su: per via di “Guerre Stellari” lo spazio e gli alieni erano tornati in voga (e quando mai sono andati fuori moda?). da qui la nascita di Mork, Ork e tutto il resto

 

  1. Sono Mork e sono un Pork (non ci credi, eh?)

Durante gli anni, Pam Dawber, la Mindy della sit-com, ha avuto modo di confermare diverse e particolari voci legate al comportamento on stage e off stage di Robin Williams durante le riprese. Ecco un breve estratto da una dichiarazione: “Mi ha fatto un sacco di cose di dubbio gusto. E non me la sono mai presa. Mi ha mostrato i genitali, si è strusciato su di me, mi ha colpita e mi ha palpeggiata. Penso che si sia comportato così con un sacco di persone. Ma era molto divertente”. Mi chiamo Pork e vengo da Ork, vien da pensare. Sin dove arriva il gioco e dove si interrompe?

 

  1. Robin, John e la notte da “Animals” (fuori House)

Nel 1982, la notte tra il 4 il 5 maggio, tre barcollanti creature si aggirano –oltre che tra i meandri della loro mente- per le strade della California. Due sono giovani attori emergenti: Robin Williams e John Belushi, quasi un fratello acquisito. I tre ci danno dentro, tra polveri d’angelo, brown sugar e alcool. L’indomani mattina (o poche ore dopo) Williams è sul set della sit-com e viene informato dell’overdose di Belushi. Da lì, Williams inizierà una delle terapie di Rehab che lo accompagneranno sino alla fine.

 

  1. Il Super Moralizzatore non funziona (non con Mork & Mindy)

Dopo il successo delle prime stagioni, gli autori –probabilmente già a corto di idee – cercano di inserire delle tematiche sociali e con la morale di fondo all’interno degli episodi prima e poi come fulcro degli stessi poi. Il tutto sfruttando la totale “ignoranza” e innocenza di Mork. Pessima idea: furono le puntate che avviarono la serie verso un crollo verticale di share.

 

  1. Prima di Dolly c’è Mork

Il primo essere vivente a nascere da una provetta non è la buonanima della pecorella Dolly, bensì l’alieno Mork. Non solo: a differenza di Dolly (che una mamma l’aveva), l’abitante di Ork cresce senza genitori, senza affetto, senza amicizia. Che bello crescere così. E poi sono i terrestri quelli arretrati.

 

  1. Mork conquista! Mork distrugge! (ma anche no…)

Inizialmente, lo scopo degli Orkiani è quello di invadere e conquistare la Terra. La prima spedizione di Mork (che parte con quel proposito) atterra a Milwaukee, dove incontra non propriamente un essere umano normale, ma un supereroe in chiodo di pelle e maglietta bianca. Esatto, Mr. “Heeeey”, Fonzie. Ovvio che contro Fonzie manco la tecnologia di Ork possa sfangarla. Da qui, l’idea di cambiare i piani: non conquistiamo ma studiamo i terrestri. E così l’alieno atterra a Boulder, Colorado.

 

  1. Quando la sigla è più famosa della serie (succede spesso)

La sigla italiana del telefilm, intitolata (indovinate un po’? Esaaaatto) “Nano Nano”, fu incisa da Bruno D’Andrea ed ebbe un successo stratosferico. Tanto che veniva canticchiata e fischiettata un po’ da tutti, anche da chi non aveva visto un secondo che uno delle serie. E tutt’ora, molti di noi ricordano intere strofe di quella sigla. Non che parole fossero complesse o che ci fossero degli endecasillabi sciolti. Il bello della musica Pop(olare).

 

  1. Un ultimo incontro con il “Crazy One” prima che fugga l’Attimo

Pam e Robin, dopo tanti anni in cui le carriere hanno preso direzioni e strade diametralmente opposte (Williams ha recitato in Blockbuster, interpretazioni magistrali, Oscar…Pam purtroppo nulla di così trascendentale), si sono ritrovati sul set di “The Crazy Ones”, l’ultima serie in cui Robin ha recitato prima di togliersi la vita. Indimenticabile il siparietto tra i due, con un’affinità e un’empatia che sembrava non fosse mai andata via.

 

Ci ha fatto conoscere ed amare (per alcuni odiare visa l’iperattività) quel franco tiratore della commedia che era Robin Williams. Paradossale, ingenua in molti punti (come è tipico delle sit-com dell’epoca) eppure divenuta oggetto di cult, al pari del suo merchandising. Dal 1978 il Mondo non è stato più lo stesso.

Tutto grazie a un uovo, un buffo ragazzo alieno e una dolce e tenera ragazza dal cuore d’oro.

 

Quanti ricordi!

 

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