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Ritorno al futuro: 10 curiosità avanti (e indietro) nel tempo

Dal 1985 ci ha fatto sognare, ci ha fatto venire un’insana voglia di cercare il “nostro” geniale e strampalato Doc e la sua DeLorean modificata e raggiungere le 88 miglia orarie per trapassare lo spazio – tempo per un fantasmagorico “Ritorno al Futuro”.

Ok, Marty McFly, allacciati la cintura e seguimi: ad aspettarci, in giro per il tempo, ci sono 10 curiosità. Magari alcune non le conosci proprio. Iniziamo, Grande Giove!

 

  1. Marty McFly non è Micheal J. Fox (ma lo sarà)

Inizialmente, il protagonista del film (e della trilogia) doveva essere Eric Stoltz. Chi? Se avete visto “Pulp Fiction” è Lance, lo spacciatore amico di Vince Vega. Il buon Eric venne scelto dopo un casting, superando altri attori giovani (all’epoca) quali Corey Hart (cantante in voga) e C. Thomas Howell (apparso in ET L’extra-terrestre). Robert Zemeckis, che di tutto l’Ambaradan è il regista, non restò entusiasta di Stoltz. Troppo poco ironico. E così Eric preparò borse e borsoni e benvenuto Micheal J. Fox. Il resto è storia.

 

  1. La DeLorean? Era un frigorifero (inizialmente)

Pensate che l’accattivante design tutto anni ’80 della DeLorean sia nato in contemporanea con le riprese del film? Niente di più sbagliato: inizialmente, Marty e Doc dovevano viaggiare grazie…a un frigorifero. Alimentato con un’esplosione atomica. Capite bene che molti di noi (io in primis) avrebbe svuotato il genitoriale elettrodomestico e ci si sarebbe fiondato dentro, sognando di arrivare nel mitico ’55 (o nel 2015 o chissà dove altro ancora). Consci di questo, Zemeckis e lo sceneggiatore Bob Gale decisero di optare per una macchina futuristica: l’adorabile DeLorean.

 

  1. Il nome del Villain? È ispirato ad un (vero) antipatico

Prima di riuscire a trovare la Major che producesse il primo episodio della serie, Zemeckis e Gale ricevettero diversi “NO”. Uno dei personaggi che più rimase nel loro cuore (sarcasticamente parlando) fu il produttore della Universal, tale Ned Tannen, che ebbe un rapporto burrascoso con i due ancor prima di “Ritorno al Futuro” (gli screzi nacquero durante la lettura della sceneggiatura di “I Wanna Hold Your Hand”). Risultato? Il Villain della trilogia si chiama Biff di nome e…Tannen di cognome. La vendetta è servita.

 

  1. All’inizio doveva essere uno solo (finché, grazie ad una VHS…)

Inizialmente, il primo episodio doveva restare tale, in attesa dell’esito del botteghino. Micheal J. Fox scoprì che si sarebbe girato un seguito vedendo la frase “to be continued…” alla fine della VHS che aveva noleggiato. Chiamò immediatamente il suo agente per assicurarsi di essere nel cast anche per il sequel. Anzi, I Sequel.

 

  1. Il sequel? Ne giriamo due per volta (grazie anche a Micheal)

Il secondo e il terzo episodio furono girati contemporaneamente. Micheal J. Fox era la star indiscussa della sit-com “Casa Keaton” ed era totalmente bloccato dagli impegni. Se ci fate caso, nel secondo film (proprio perché girato assieme al terzo) ci sono innumerevoli indizi che preannunciano dove andranno i nostri eroi nel terzo episodio della serie. Un esempio? La maglia che indossa Doc raffigura un cowboy in groppa al destriero e un treno a vapore. Meglio di così…

 

  1. Il primo bacio non si scorda mai #1 (Specie se sei un 48enne)

Che voi ci crediate o meno, il funambolico e stralunato “Doc” –interpretato da Christopher Lloyd, lascia il suo cuore nel 1885. Detto così, sembra splatter. In realtà, il suo personaggio si innamora di un’insegnante dell’epoca e decide di restare lì, a vivere il suo futuro nel passato. In ogni caso, per esigenze di copione, Lloyd baciò Mary Steenburgen (l’attrice che interpretava Clara Clayton). Fu il primo bacio per Lloyd (cinematograficamente parlando): aveva compiuto 48anni. Mica male come prima volta.

 

  1. Il primo bacio non si scorda mai #2 (Incestuoso? Quasi)

Durante il primo episodio della trilogia Marty finisce con il baciare quella che diverrà sua madre circa quindici anni dopo. A parte la reazione di Marty, anche quella di Lorraine fu pensata in modo tale che rendesse l’idea di qualcosa di non perfettamente “quadrato”. La Disney, alla quale Zemeckis e Gale proposero lo script, lo rifiutò dicendo che «una madre che si innamora del proprio figlio non era appropriata in un film per famiglie della Disney». Insomma, quante Major si sono mangiate le mani.

 

  1. Le Nike che tutti vorremmo (e che alcuni hanno)

Ricordate le spettacolare scarpe auto allaccianti che Marty indossa nel secondo episodio? Sono delle Nike realizzate appositamente per la pellicola. Nel 2015, in occasione del trentennale del primo film (e in concomitanza con la data prescelta per il secondo film, ovvero 21 ottobre 2015), il Brand americano mise in produzione una fedelissima replica di quelle iconiche calzature. L’unica differenza? NON si auto allacciano (Mi dispiace, ragazzi, ci ho sperato anche io)

 

  1. Guest Star a tempo di rock (e non solo)

In due episodi (nel secondo e nel terzo) appare nientepopodimeno che Flea, mostro delle quattro corde e dio completo dei Bassisti funky. Non è l’unico che fa capolino nella trilogia: il piccolissimo Elijah “Frodo” Wood appare nel secondo episodio, nei panni di un bambino campione di videogames… e chi sa chi altro si nasconde tra le pieghe del tempo?

 

  1. Ritorno a…Roger Rabbit

Robert Zemeckis, tra un episodio e l’altro della trilogia, continuò il suo lavoro da Director. Tra le pellicole, una spiccò sulle altre: “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” con Bob Hoskins e Christopher “Doc” Lloyd (che interpreterà il Super Villain). E le citazioni del film con protagonista il coniglio Roger sono presenti. Vi do giusto due indizi: il tunnel che Marty attraversa è molto simile a quello praticato da Eddie Valiant e che lo conduce a Cartoonia. In più, un pupazzo di Roger Rabbit appare nel secondo episodio. Sapreste dirvi dove? Sicuro che lo sapete.

È stato un film, anzi una trilogia che ha fatto battere all’inverosimile i nostri giovani cuori. Tra battute, ironia, le facce di Micheal J. Fox e i “Grande Giove!” di Doc, “Ritorno al Futuro” dal 1985 è parte integrante della nostra cultura moderna.

Pronti per viaggiare? Tutti sulla DeLorean: guido io!

 

 

 

 

 

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