Home » Canali » 10 Punti - Dieci curiosità su... » Stephen King: 10 (terrificanti) curiosità sul Re dell’Horror
Stephen King: 10 (terrificanti) curiosità sul Re dell’Horror

Stephen King: 10 (terrificanti) curiosità sul Re dell’Horror

Sin dal suo esordio letterario ci ha fatto venire i brividi. Ci ha guidato verso le nostre paure più recondite, i nostri mostri sotto il letto.

Spegnete la luce, aspettate mezzanotte e rabbrividite, grazie a 10 inquietanti curiosità su Stephen King, “il Re dell’Horror”.

 

  1. C’era una volta un minivan (e uno scrittore che camminava…)

Stephen King ha spesso scritto di incidenti che coinvolgono i protagonisti dei suoi libri. Come ad esempio in “Misery”. Il 13 giugno 1999, mentre lo scrittore passeggiava tranquillamente nei pressi di una delle sue abitazioni, venne letteralmente travolto da un minivan fuori controllo. Tre settimane di ricovero, ossa sbriciolate, lunga convalescenza e lunghi tempi di ripresa. King acquistò la macchina incriminata per 1600 $, con l’obiettivo di volerlo smantellare pezzo dopo pezzo. Gli avvocati dello scrittore lo fecero demolire prima. Avete mai veduto un uomo che si è salvato per miracolo e che non può sfogare la sua rabbia? Avete mai veduto l’uomo che crea orrori sulla carta inca…rsi come una bestia? Ecco, meglio non vederlo mai.

 

  1. Tabitha, la salvatrice di Carrie

Tabitha, la compagna di King da una vita (s’innamorarono ai tempi del College), è “responsabile” della carriera di suo marito. Dopo l’ennesimo rifiuto ricevuto per un manoscritto, uno stanco e scoraggiato Stephen prese la pila di fogli rilegati e la buttò nel cestino della carta straccia. Tabitha recuperò il libro e lo spedì ad un altro Editor. Il risultato finale? Quell’insieme di fogli macchiati di caffè e vita domestica divenne “Carrie”. Da lì, decollò la carriera del nostro Eroe. Grazie, Tabitha!

 

  1. Esco a fare una passeggiata (un po’ come: Esco a comprare le sigarette…)

Nel 1949, quando Stephen aveva 2 anni (e suo fratello maggiore David pochi di più), suo padre – Donald Edwin King- uscì per fare una passeggiata. Doveva essere davvero lunga, visto che i due fratelli non rividero più il padre (almeno, non a casa) e Nellie, la madre, dovette inventarsi mille modi per arrivare a fine mese.

 

  1. Il Cellulare? Lo lascio agli Zombie

King adora la tecnologia e cerca di rimanere sempre al passo con i tempi, anche nelle trame dei suoi libri. Ha scritto testi appositamente per il formato digitale (e-book e Kindle, per intenderci). Segue e cura il suo sito Internet. L’unica eccezione è legata al cellulare, che King non ama. Anzi, proprio dai cellulari (e dalla dipendenza che creano) partì lo spunto per “Cell”. Se non lo avete letto, fatelo. Soprattutto prima di vedere il film: sono il giorno e la notte. Un po’ come volere le Converse Chuck Taylor e prendere un’imitazione (fatta male).

 

  1. Buon sangue non mente (e buon inchiostro)

Sia Stephen che Tabitha sono scrittori prolifici e pubblicano libri (Lui un po’ più frequentemente rispetto a lei, va detto). Dalla loro unione sono nati tre figlioli: Joe, Naomi e Owen.  Il primogenito scrive libri con lo pseudonimo di Joe Hill (meglio evitare il cognome King, se vuoi provare a brillare di luce tua, non credete?).  Owen sta co-firmato alcuni volumi con il padre (Sleeping Beauties su tutti). L’eccezione è Naomi, che ha scelto di diventare Reverendo presso la Unitarian Universalist Church of River of Grass a Plantation, Florida-

 

  1. King vs Kubrick: quando lo scontro si accende all’Overlook Hotel

Nel 1980, tutto il Mondo rabbrividì a causa di Jack Torrance, le gemelle siamesi, l’inquietante Overlook Hotel, la stanza 237 e Danny che gira sul triciclo. Esatto, sto parlando di “Shining”, trasposizione cinematografica dell’omonimo libro scritto da King, diretto da Stanley Kubrick e interpretato da Jack Nicholson su tutti. Lo scrittore non ha mai amato quella pellicola e molto spesso ha speso parole al vetriolo sulla pellicola. L’ascia di guerra è stata disseppellita prima della scomparsa del Regista. Ma guai a maltrattare i libri di Stephen…

 

  1. “Elementare, mio caro Stephen, elementare”

Stephen King non scrive “soltanto” libri legati all’Horror. È uno scrittore dannatamente prolifico e portato per diversi stili. Il suo amore stra-dichiarato per Arthur Conan Doyle e i personaggi di Sherlock Holmes e il Dottor Watson lo ha spinto a scrivere una storia in cui è l’impacciato dottore e risolvere il caso al posto del suo geniale e deduttivo compagno d’avventura. E gli stessi fan di Doyle e Holmes hanno davvero apprezzato il racconto, che ricalca fedelmente lo stile vittoriano, sempre con un tocco puramente in stile King.

 

  1. Quanti libri e quanti film, Mr. King

Pensate di sapere esattamente quanti libri ha scritto il Re dell’Horror? Beati voi. Il numero è variabile, considerando le variabili. Secondo il sito ufficiale dell’autore, al momento risultano 66 (sì, sessantasei) libri, 12 raccolte di racconti e 5 saggi, considerando sia le serialità (La Torre Nera) sia i libri scritti sotto pseudonimo. Quanti film sono stati tratti dalle opere di King, considerando lungometraggi per il grande schermo, film tv, mini serie etc.? Sessantaquattro.

Praticamente da quarant’anni domina.

 

  1. Split: King e Bachman, due facce della stessa medaglia

Alla fine degli anni Settanta, King viveva nel dubbio: e se i miei libri ormai vendessero soltanto per il cognome stampato sulla copertina? Fu così che nacque Richard Bachman, il suo alter ego. L’obiettivo dichiarato? Capire che ciò che scriveva piaceva per il contenuto o per il “contenitore”. Risultato? Anche Richard Bachman spaccò le classifiche, qualche anno dopo, King rivelò al mondo la genesi di Bachman. Ah, i due hanno scritto un dittico, uscito negli anni ’90, le cui copertine –se unite- formano un quadro inquietante. Del resto, uno è il Maestro dell’Horror, l’altro…lo stesso.

 

  1. Quanti vizi, Stephen! (e ciò nonostante, quanti libri…)

Dalla fine degli anni ’70 sino a metà degli anni ’80 (le fonti differiscono sugli anni precisi), Stephen King sviluppò diverse dipendenze, le principali legate all’alcool e alla cocaina. Arrivò – per non insospettire la famiglia- a consumare ingenti quantità di collutorio (che ha una forte base alcoolica). Tuttavia, a casa King non credo fossero stupidi: spendevano più soldi in collutorio che uno Studio Dentistico. Nonostante fosse – per sua stessa ammissione – strafatto come una cocuzza, l’autore scrisse e pubblicò diversi libri. Opere come “Cujo” e “Misery” vengono da quel periodo buio e King non ricorda assolutamente nulla né delle stesure, né delle correzioni.

 

Da quasi cinquant’anni ci accompagna. Difficilmente qualcuno di noi non ha mai letto un suo libro o visto un film tratto dalle sue opere (che differiscano o meno ne abbiamo parlato prima). È ancora in attività e non credo smetterà presto: grafomane com’è, le strade più cupe, spaventose e tenebrose sono libere.

Sta’ a noi trovare il coraggio per percorrerle, magari con una flebile luce di una pila.

 

Occhio ai passi dietro di voi…

 

 

 

 

 

 

Lascia un Commento

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Per evitare spam automatico ti invitiamo a compilare il form correttamente.