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Andrea Camilleri- Autodifesa di Caino

Andrea Camilleri- Autodifesa di Caino

Autodifesa di Caino è il titolo dell’ultima fatica dello scrittore di Porto Empedocle Andrea Camilleri. Uscito il 21 novembre 2019 per Sellerio editore, è il primo libro uscito dopo la scomparsa del contastorie siculo, avvenuta il 17 luglio dello stesso anno, il quale avrebbe dovuto interpretare questo interessante monologo il 15 luglio presso le Terme di Caracalla.

Sinossi:

 ‘’A volte è solo uscendo di scena che si può capire quale ruolo si è svolto’’.  Questo diceva lo scrittore e aforista polacco Stanislaw Jerzy Lec e proprio queste sue sagge parole si prestano benissimo ad un protagonista indiscusso del teatro e della narrativa italiana: Andrea Camilleri, celebre ideatore del personaggio del Commissario Montalbano, nonché figura che ha recitato un ruolo di primo piano nell’ambito della narrativa italiana a partire dall’inizio degli anni Novanta. Il 21 novembre 2019 è stato pubblicato il suo ultimo libro – il primo ad essere uscito dopo la sua scomparsa – intitolato  Autodifesa di Caino, un inedito monologo che lo scrittore di Porto Empedocle avrebbe dovuto interpretare il 15 luglio del 2019 alle Terme di Caracalla. L’Autodifesa di Caino proposta da Camilleri è una ventata d’aria fresca in una ultrasecolare tradizione che vede Caino etichettato come reietto omicida, privo di giustificazioni. In maniera ironica,  pungente e, sanamente, irreverente Andrea Camilleri ribalta tutti i giudizi negativi rivolti da sempre nei confronti di Caino – primo uccisore di sempre, colpevole di aver tolto la vita a suo fratello Abele – e pronuncia la sua difesa, mostrando ai suoi lettori che ci sono sempre svariati lati da cogliere e da analizzare in una vicenda. Lati da non sottovalutare, i quali possono ribaltare idee e concezioni che si sono venute a creare con il passare del tempo. La sagacia intellettuale e l’essere spiritoso di Andrea Camilleri sono gli elementi principali su cui sono incentrate queste 96 brevi e accattivanti pagine. La figura di Lilith, personaggio presente nelle antiche religioni mesopotamiche e nella religione ebraica degli esordi, viene descritta e proposta come una ferrea femminista ante litteram che si rifiuta di sottomettersi sessualmente al marito Adamo e che, non essendo assolutamente disposta ad un compromesso con il consorte, litiga ferocemente con quest’ultimo e va via dal giardino dell’Eden. Il povero Adamo, di conseguenza, si ritrova solo e affranto ma Dio, in modo tale da mettere fine alla sua sofferenza, da una sua costola crea una figura da mettergli accanto, ovvero, Eva.  Inizio d’un amore felice, travolgente e sereno? Come ben sappiamo nulla di ciò accadrà tra Adamo ed Eva, ma Camilleri ci mette del suo per rendere la figura di Adamo decisamente poco fortunata in ambito sentimentale: infatti, il povero Adamo, verrà tradito per ben due volte dalla sua compagna Eva. Una volta per opera dell’angelo ribelle Alialel – padre di Caino – una seconda volta per opera dell’arcangelo Stefano che renderà Eva madre di Abele. Insomma, chi più ne ha più ne metta: Adamo si ritrova con una moglie decisamente poco fedele e due figli che, in realtà, non sono suoi. Uno degli elementi principali e caratteristici dell’ultima fatica del contastorie siculo – così amava definirsi Camilleri – è la tentazione: proprio la tentazione spinge Eva a prendersi gioco di Adamo e sarà ancora una volta la tentazione a far prendere a Caino la decisione di togliere la vita a suo fratello Abele – in occasione di un litigio sfociato poi in uno scontro mortale -  che invece ha preferito non macchiarsi di omicidio verso il proprio consanguineo. Il libro è narrato in prima persona dallo stesso Caino che, come traspare dal contenuto dell’opera, non vuole liberarsi dalle sue colpe né tantomeno giustificarsi, ma semplicemente dare lo propria versione dei fatti a coloro che saranno disposti ad ascoltarlo e che, successivamente, decideranno se dargli credito o meno.

 

Perché leggere Autodifesa di Caino?

Uno dei motivi per cui imbattersi nell’ultima fatica del maestro Andrea Camilleri è sicuramente la brevità: appena 96 pagine che scorrono velocissime, dall’inizio alla fine, senza parti poco interessanti e prolisse. A favore del libro giocano indubbiamente la chiarezza del linguaggio e il singolare modo di raccontare  e descrivere il primo assassino della storia da parte dello scrittore di Porto Empedocle. Rappresenta un flusso di coscienza nel quale è possibile rispecchiarsi e da cui trarre interessanti spunti di riflessione. Ad esempio, merita una speciale menzione l’analisi del bene e del male da parte di Camilleri che, consapevole di quanto questi due elementi attraggono e riguardano ogni essere vivente, dedica loro la giusta attenzione mettendoli a confronto e sottolineando il loro legame indissolubile. Chiaro, scorrevole, lineare e facile da leggere. Incalzante, spiritoso e compagno più che gradevole per un’oretta scarsa di un qualsiasi pomeriggio anche per chi è a digiuno di letture e intrecci narrativi. Autodifesa di Caino è la elegante uscita di scena di una personalità di spicco quale è stata quella di Andrea Camilleri. Perdersi l’opportunità di fargli un ultimo applauso sarebbe un vero peccato, quindi, meglio non lasciarsi scappare questa occasione e disporsi con letizia per una autodifesa singolare da cui trarre insegnamenti e consigli preziosi per la quotidianità che, nel bene e nel male, riguarda ogni singolo individuo.

Mattia Lasio

 

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