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Paolo Matteo Chessa - Sulcis in Fundo

La Mafia e la Sardegna. Esiste un legame tra un’organizzazione, una piovra dai tentacoli sporchi di sangue, nata nella Terra di Trinacria, in Sicilia, e l’Isola di Sardegna?

La prima risposta che verrebbe da dare, quasi istintivamente, di pancia sarebbe un No. Ma sarebbe la risposta sbagliata. Nel 1989, un gruppo di pregiudicati siciliani, provenienti da Gela, sbarcarono in una delle Regioni più difficili della Sardegna, il Sulcis. Difficili dal punto di vista lavorativo, con il settore delle miniere che già stava entrando in crisi.

Ma ai pregiudicati gelesi questo non importa. Inizialmente vengono etichettati come delinquenti di serie B, piccoli criminali. Peccato che questa sia un’analisi sbagliata e superficiale. Infatti, i Gelesi fanno capo alla Tiddia, una delle cosche mafiose ribellatesi a Cosa Nostra ed in guerra con il regime mafioso.

Cosa successe in quegli anni sanguinosi, tra traffici di droga e di armi, tra le estorsioni, morti misteriose ed un gemellaggio criminale con la cosiddetta “Banda di Is Mirrinois”?

Paolo Matteo Chessa, giornalista storico della Nuova Sardegna, ha indagato su quegli anni difficili, scavando, cercando, riportando a galla tante scomode verità.

Dal delitto del “Bevimarket” all’omicidio di Gisella Orrù, immergiti nella lettura di Sulcis in Fundo.

Niente sarà più lo stesso.

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