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78252 – Storia di un’Atomica “Scomparsa”

78252 – Storia di un’Atomica “Scomparsa”

C’era una volta un bombardiere B-52 in volo sopra il Nord della Groenlandia. A causa di un incendio sviluppatosi a bordo, il velivolo precipitò. Aveva un carico altamente prezioso e altrettanto pericoloso: ben 4 testate nucleari. Ne verranno ritrovate soltanto 3 che fine ha fatto la numero 4?

 

Sembra l’inizio di un romanzo di Science-Fiction o un quesito di logica ma, Signori miei, è tutto vero.

Allacciate le cinture: vi porterò con me verso Thule, ai confini del mondo, alla ricerca dell’incredibile storia della bomba nucleare “scomparsa”.

 

Chrome Dome, i B-52 e Thule

Il 1958 era iniziato da poche settimane. Il 21 gennaio, per l’esattezza, dalla base “Plattsburgh” dell’Air Force di New York, un B-52 si alza in volo. Al suo interno trasporta un carico decisamente particolare: ben 4 ordigni nucleari contenenti plutonio, oltre che altri elementi radioattivi.

La trasvolata fa parte della cosiddetta “Operazione Chrome Dome”, nata proprio all’inizio dell’anno su iniziativa della United States Air Force, che prevedeva l’impiego dei B-52 Stratofortress armati con bombe nucleari. Il tutto nell’ottica delle missioni di “allerta di volo” permanente, 24 ore su 24, per poter colpire –eventualmente- l’Unione Sovietica o contrastarne un ipotetico attacco nucleare.

Ricordiamo il periodo storico: nel 1958, il Mondo era nettamente diviso in due blocchi d’influenza: da una parte il “Patto Atlantico”, i paesi allineati con gli Stati Uniti; dall’altra, il “Patto di Varsavia”, sotto l’egida/influsso dell’URSS. Le due mega potenze erano sull’orlo (e ci rimasero per decenni) di una Guerra Nucleare.

Chiamiamo quel periodo “Guerra Fredda”, poiché il conflitto –fortunatamente per noi- non vide mai una nascita effettiva, ma l’orologio dell’Apocalisse era ai minimi storici.

Una precisazione: l’Orologio dell’Apocalisse venne creato (metaforicamente) dagli scienziati della rivista “Bulletin of the Atomic Scientists” dell’Università di Chicago. Consiste in un orologio che misura il pericolo di un’ipotetica fine del mondo. Tra l’altro, proprio quest’anno è stato stabilito che mancano 100secondi alla fine del Mondo. Bene…)

Torniamo a quel 1958 e al B-52 che sta attraversando parte del Continente Nord Americano. Il velivolo, non troppo lontano dalle coste della Groenlandia (nazione appartenente alla Danimarca), ha un malfunzionamento. Un incendio si propaga all’interno, partendo dal compartimento dell’ufficiale di rotta. Calcolando rapidamente quale fosse la Base dell’Air Force (o di forze alleate) più vicina, venne individuata quella di Thule, nell’estremo Nord della Groenlandia.

Il pilota cerca in ogni modo id giungere a destinazione, tentando un atterraggio d’emergenza. Non vi riuscì. A soli 7 km da Thule, il B-52 perse rapidamente quota e precipita al suolo. Impattando, il velivolo prende fuoco e almeno una delle bombe esplode (i documenti ipotizzano l’esplosione di tutti e 4 gli ordigni), a causa del fatto che il fuoco brucia l’involucro esterno. Un’area del diametro di circa 280 metri viene invasa da frammenti radioattivi, grandi circa quanto un pacchetto di sigarette.

Immediatamente vengono allertate le squadre militari USA e danesi, che andranno a controllare il sito dell’impatto e comprendere quale sia stata la contaminazione legata all’esplosione. Oltre 500 uomini dell’Esercito della Danimarca e 200 militari a stelle e strisce bonificheranno l’Area, anche se alcuni dubbi restano.

Quali dubbi?

Beh, un dubbio ha un nome e cognome, anzi una matricola. Si chiama 78252, è una Bomba H e…non si trova.

Vi ricordate che il B-52 trasportava 4 ordigni? Si parla di un’esplosione che coinvolse tutti e 4 gli ordigni. Ricostruendo minuziosamente le bombe, partendo dai frammenti, le bombe risultano tre. Ne manca una all’appello, per l’appunto 78252.

Che fine ha fatto?

 

La BBC, la Freedom of Information Act e la Quarta Bomba

L’incidente verrà fatto passare sotto totale silenzio. Solo 40 anni dopo, grazie a un’inchiesta condotta dalla BBC e dalla desecretazione di diversi documenti, nell’ambito della “Freedom of Information Act” degli Stati Uniti, la verità spunterà a galla. L’emittente britannica ha rintracciato, dopo 4 decadi, sia due dei piloti del famigerato B-52 (John Haug e Joe D’Amario) sia il coordinatore delle ricerche (William Chambers). Tutti confermano l’impatto e il “non ritrovamento” del quarto ordigno. Chambers parla apertamente di “[…] una grande delusione per ciò che si può definire un fallimento”. Basti pensare che il programma “Chrome Dome” verrà soppresso 10 anni dopo, nel 1968, a causa dei ripetuti incidenti occorsi con i B-52.

(Se non bastasse l’incidente di Thule, ricorderei quello occorso il 16 gennaio 1966. Protagonisti: un B-52 che prende fuoco e trasporta 4 ordigni nucleari. No, non è un dejà – vu; è storia. Il velivolo, sorvolando la Spagna, fredde fuoco dopo un rifornimento volante, effettuato da un KC-135 Stratotanker. Era partito dalla “Seymour Johnson Air Force”, Carolina del Nord. il B-52, dopo che i 7 componenti dell’equipaggio si paracadutano, si sfracella a Palomares, piccolo paese situato lungo la costa meridionale della Spagna, frazione del comune di Cuevas del Almanzora, nella provincia dell’Almería, in Andalusia. Le bombe non esplosero nel momento del loro impatto con il suolo. Due di esse scoppiarono successivamente, senza causare vittime al momento, ma provocando la diffusione di particelle nucleari all’interno dell’atmosfera.)

Casualità vuole che, durante gli anni, morti furono i casi di tumore mortale, soprattutto tra i giovanissimi. Peccato che le cartelle cliniche vennero distrutte dal governo franchista. Pensate che ognuno dei 4 ordigni era 100 volte più distruttivo dell’Atomica sganciata su Hiroshima. Chiudo la parentesi)

 

Torniamo alla “Desaparecida”, la bomba 78252. Dov’è finita? Gli USA la cercarono in lungo e in largo, soprattutto nelle profondità del Mar Glaciale Artico, con risultati deludenti. Non la trovarono. Il Sottomarino STAR III si occupò sia della ricerca che di raccogliere oltre due miliardi (Esatto, due miliardi) di litri di ghiaccio con evidenti tracce radioattive. Ma la nostra bomba H? L’ipotesi più accreditata – nonché quella trascritta nei documenti ufficiali desecretati-  è che la Bomba si sia disciolta nelle gelide acque oceaniche.

Tuttavia, a cinquant’anni da quella fredda giornata, c’è chi – soprattutto tra i locali- sospetta che questa non sia la verità…vera. Diverse interpellanze parlamentarie sono state avanzate negli anni, proprio per scoprire che fine abbia fatto 78252.

Che stia risposando, con il suo mortale carico, nei fondali gelati al largo di Thule?

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