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Alberto Contador - Màs ràpido que el viento

Alberto Contador - Màs ràpido que el viento

Avvicinarsi al ciclismo a quattordici anni suonati e –da lì- non fermarsi mai. Nonostante un aneurisma cerebrale. Nonostante una squalifica per doping. Nonostante tutto e tutti, le sue gambe hanno sempre spinto a mille sui pedali. Controllate il pignone, legatevi bene le scarpette e saltate in sella. Tappa finale: la vita di Alberto Contador.

DAL CALCIO ALLE DUE RUOTE: STORIA DI UN AMORE

Alberto Contador Velasco nasce il 6 dicembre del 1982 a Pinto, una comunità autonoma di Madrid, terzo di quattro figli. Inizialmente si appassiona all’atletica e al calcio ma il richiamo della bicicletta, grazie al fratello maggiore Francisco Javier, è forte: Alberto comincia a correre per un team amatoriale, il Real Velo Club Portillo. Due anni dopo, Contador lascerà la scuola per seguire gli allenamenti, entrando nella Iberdola-Loinaz.

Nel 2002 conquista il Campionato Spagnolo Under 23 e l’anno successivo Contador passa tra i professionisti, venendo scelto dal team Once-Eroski, dove ritrova il direttore Manolo Siaz, già incontrato ai tempi della Iberdola.  Vincitore dell'ultima tappa a cronometro del Giro di Polonia di quell'anno, nel 2004 resta nello stesso team, che cambia sponsor e diventa Liberty Seguros.

I WILL SURVIVE

Durante una tappa della Vuelta ad Asturias, Alberto Contador viene colpito da un aneurisma cerebrale. Molti mollerebbero, molti non riuscirebbero a risalire in sella, anzi in sellino.

Torna a correre e nel 2005, appena un anno dopo, e si aggiudica una tappa al Giro di Romandia, una crono alla Vuelta al Paìs Vasco e la classifica finale della Settimana Catalana. L'anno successivo vince un'altra tappa del Tour di Romandia, conquistando un successo anche al Giro di Svizzera, mentre la sua squadra in seguito all'Operaciòn Puerto cambia ancora sponsor e diventa Astana.

Il 2007 vede Alberto si trasferisce alla Discovery Channel. Con il team vince la Parigi-Nizza e la Vuelta a Castilla y Leòn, ma soprattutto il Tour de France. Durante il Tour, si aggiudica la Maglia Bianca – destinata al miglior giovane promettente-  ed a fine anno il Vélo d’Or.

Nel 2008 passa all’Astana per difendere il titolo vinto al Tour l’anno precedente. Peccato che il team sia escluso da tutte le corse dall’ASO, l’ente che organizza il Tour, a causa del coinvolgimento di molti tesserati dell’Astana in casi di doping.  Nel maggio dello stesso anno, Alberto partecipa al Giro d’Italia: una scelta vincente, visto che il ciclista vince la manifestazione.

Ad Agosto, sfiora il podio nella prova a cronometro alle Olimpiadi di Pechino. Subito dopo, partecipa e vince la Vuelta di Spagna, divenendo il quinto corridore – dopo mostri sacri come Eddy Merckx e Felice Gimondi- ad aggiudicarsi i tre Grandi Giri in una sola stagione.

LO STOP, LA CADUTA, LA RIPRESA.

Nel 2009, Contador vince nuovamente il Tour de France. Nel 2010 è il favorito assoluto per tutte le competizioni ma l’Unione Ciclistica Internazionale lo sospese a causa di una positività al clenbuterolo ravvisata in un controllo antidoping eseguito in un giorno di riposo del Tour. A gennaio del 2011 anche la Federazione Ciclistica Spagnola lo sospende per riammetterlo poco meno di un mese dopo.

È un caso spigoloso, che fa discutere e che porta l'Unione Ciclistica Internazionale e l'Agenzia Mondiale Antidoping a presentare un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport: in attesa della sentenza del Tas, quindi, Contador gareggia sub judice, e in questa condizione vince il suo secondo Giro d'Italia, con più di sei minuti di vantaggio sull'italiano Michele Scarponi.

Passa un anno, è il 2010, è il Tas decide di squalificare Contador per due anni. Una sentenza con effetto retroattivo, che agisce nel periodo compreso tra il 2010 ed il 2012. Alberto perderà sia il Tour del 2010 sia il Giro del 2011, assegnato a Scarponi.

Nel 2013, riprende l’attività agonistica ripresentandosi alla grande: partecipa al Tour ed arriva quarto in classifica generale. È il preludio al 2014, anno in cui Contador conquista la Vuelta e si aggiudica il secondo posto nel ranking mondiale, dietro solo a Valverde. Nella primavera del 2015 si aggiudica il Giro d’Italia, dopo che tutti lo davano vincente dall’inizio.

LE DUE RUOTE APPESE AL CHIODO

Il 2016 vede Alberto Contador si trova in difficoltà, tra avversari sempre più ostici e forti, come il britannico Froome e rovinose cadute che ne pregiudicano la resa. Non partecipa alle Olimpiadi di Rio, decidendo di concentrarsi sulla Vuelta. Anche sul fronte del Giro spagnolo, Contador trova difficoltà: Froome e Quintana non gli lasciano spazio e le cadute perseguitano il ciclista. L’anno successivo vede Contador cambiare team, alla ricerca di nuove vittorie.

Tuttavia, Contador è minato dalla cadute e non riesce a dare il suo massimo nelle diverse competizioni. Poco prima di iniziare la Vuelta, Alberto decide di comunicare –via Instagram- il suo ritiro alla fine delle competizione.

Con lui, il ciclismo saluta uno dei corridori più vincenti e decorati nella storia delle due ruote.

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