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Bettie Page – La Regina delle Pin-Up

Bettie Page – La Regina delle Pin-Up

Una delle icone più conosciute e sensuali. Un’icona dalla bellezza prorompente, quando ancora la Moda non era farcita di taglie 32, “skinny”, “Curvy” e compagnia cantante.

Seguitemi e attenti ai riflettori: andiamo a conoscere la sensualità, la vera e unica Regina delle Pin-Up:

Ladies and Gentlemens, benvenuti nella vita di Bettie Page.

 

Da Kingsport alla conquista di Hollywood (passando per un matrimonio)

Bettie Mae Page nasce in quel di Kingsport, sobborgo di Nashville, il 22 aprile del 1923. Nel certificato di nascita il nome segnato (strano, un errore!) è Betty, ma la bambina viene battezzata con il vero nome scelto da Walter ed Edna (i suoi genitori), ossia Bettie.

Mr. E Mrs. Page divorziarono quando Bettie aveva 10 anni: sia lei che la sorella furono affidate alle cure di un collegio, dove restarono per un anno.

Studentessa modello, mancò la borsa di studio per l’università per solo ¼ di punto; un’inezia. Il 6 giugno del 1940 Bettie si diplomò e ricevette un assegno di 100 dollari. Si iscrisse al College con l’intenzione di diventare insegnante. Ma l’amore per l’insegnamento verrà ben presto soppiantato dall’amore per la recitazione e per l’arte drammatica. Fu grazie a questa passione che la giovane Miss Page trovò il suo primo lavoro, battendo a macchina il manoscritto dell’autore Alfred Leland Crabb.

Dopo tre anni, nel 1943, Bettie si laureò in Arte e sposò Billy Neal, suo compagno delle superiori. Billy stava per partire al Fronte (erano gli anni della Seconda Guerra Mondiale). Neal tornerà dal conflitto ma sarà il suo matrimonio a subire le ferite maggiori: terminerà nel 1947.

Di nuovo libera come un uccellino, Bettie lavorò per breve tempo come segretaria per un’azienda di mobili ad Haiti. Sempre lavorando come segretaria, si trasferirà nella Grande Mela, alla ricerca di un ingaggio come attrice. In quegli anni di anonimato, passeggiano per la deserta spiaggia di Coney Island, conoscerà Jerry Tibbs, un agente di polizia (con cui si vocifera abbia avuto una relazione) che le darà uno dei consigli più validi di tutta la vita. Anzi, due consigli.

Il primo fu quello di proporsi per i servizi fotografici. Il secondo? Adottare la frangia, che diverrà –di fatto- il marchio di fabbrica di Bettie Page.

Nei ruggenti e postbellici anni Cinquanta a stelle e strisce, Bettie posò per infiniti shooting fotografici. Molti dei primi scatti (che non verranno pubblicati se non anni dopo) la vedranno vestita solo degli sguardi della troupe (era tutt’ignuda, in parole povere). Sarà un altro incontro newyorkese, quello con il fotografo Irving Klaw, a renderla nota come la più famosa modella legata al Bondage.

E qui arriva il terzo incontro nella carriera di Bettie. Siamo nel 1954 e la Pin-Up si trova in vacanza a Miami, Florida. Incontra Eleanor Yeager, più nota come "Bunny", ex modella e fotografa. Tra le due il feeling è immediato e la Yeager arruola Betty per uno shooting nell’ex parco naturale Africa-USA, a Boca Raton, Florida.  Gli scatti, conosciuti come “Bettie nella giungla”, vedono la Page sia con un costume in pelle di ghepardo (cucito da sé stessa: Bettie amava farsi da sola la lingerie) sia in costume adamitico.

Le foto furono inviate da Bunny al fondatore di “Playboy”, Mister Hugh Hefner, che proclamò Bettie Playmate del Mese. Per i due anni della patinata rivista “per soli uomini” (Sappiamo perfettamente che anche il gentil sesso leggeva il mensile diretto da Hefner), Bettie fu la Playmate della Copertina. Il rapporto di collaborazione tra la Page ed Hefner durerà anche dopo la fine della carriera di Bettie, quando si ritroverà in tribunale con l’accusa di bancarotta (ci arriveremo tra un po’, Signori).

Arriva la fine del decennio e Bettie dice addio alla sua carriera. Molte sono le motivazioni e le teorie a posteriori: c’è chi parla del fatto che la Page si fosse risposata con Armand Walterson e si fosse riavvicinata alla fede, passando dal Protestantesimo al Cristianesimo. Altri pensano che sia stato il fatto che le foto di Irving Klaw fossero finite al centro di una commissione sulla delinquenza giovanile e che Bettie fosse stata chiamata in qualità di teste.

Ognuno scelga la versione che preferisce: fatto sta che, dal 1957, Bettie Page scomparve dal dorato mondo dei riflettori per almeno vent’anni.

 

Gli anni dell’anonimato, il ritorno di fiamma nei Seventies, i fumetti e l’addio

Le uniche notizie che abbiamo di Bettie durante gli anni Sessanta sono legati al fatto che stesse lavorando come segretaria per un’associazione cristiana. Poi nulla, l’oblio sino all’Annus Domini 1976. Corre il Bicentenario degli United States (giusto per regalarvi un’informazione) e in tutte le librerie esce “A Nostalgic Look at Bettie Page”, una raccolta di scatti degli anni Cinquanta.

Il fenomeno Page ritornò incredibilmente in auge, tanto che – all’inizio degli anni Ottanta- Dave Stevens, il fumettista, modellò il character della compagna del Super Hero “The Rocketeer”, proprio sui lineamenti di Bettie.

Non è l’unico caso in cui Bettie diventa un fumetto: nel 1990, la Dark Horse Comics pubblicherà una serie –di pura finzione- basata su Bettie Page.

Passano gli anni e si affacciano nuove dive che ricalcano sia lo stile Pin-Up sia prendono come riferimento la nostra giunonica modella. Giusto per citarvi qualche nome: Dita Von Teese, Bernie Dexter e Nina E. Page.

La nostra Bettie, oramai giunta alle 85 primavere, si spense l’11 dicembre 2008, dopo aver combattuto una malattia per lungo, lungo tempo.

Due anni dopo, nel 2010, Darwin Porter e Danforth Prince diedero alla luce “Hollywood Babylon Strikes Again!”, un libro dove alcuni retroscena della Città degli Angeli venivano svelati.

Uno di questi riguarda proprio Bettie e un misterioso shooting fotografico in una villa di Hollywood.

Secondo i due autori, basandosi su testimonianze precedenti della stessa Page, venne assoldata per uno shooting. Le vennero offerti 1.000 dollari una volta giunta a destinazione, venne accolta da una donna sulla sessantina, che le offrì da bere e la accompagnò in una camera. Bettie trovò della lingerie, estremamente costosa ed elegante, disposta sul letto. Indossò qualcosa di molto semplice e mantenne i tacchi a spillo, sapendo quanto potessero piacere agli uomini. Peccato che il misterioso “fotografo” fosse nientepopodimeno che Katharine Hepburn, vestita con abiti maschili.

 

Come racconterà la stessa Bettie:

“Non ho fatto altro che rilassarmi e chiudere gli occhi. Ha fatto lei tutto quanto”.

Con Bettie scompare l’icona degli anni Cinquanta, LA Pin-Up, la bellezza prorompente, provocatoria e sorridente.

 

Sono sicuro che, da cristiana, sia finita in Paradiso. Beati i Santi!

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