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Brandon Lee – L’ultimo volo del Corvo

Brandon Lee – L’ultimo volo del Corvo

Crescere con un cognome pesante, quello del Maestro indiscusso delle arti marziali.

Diventare a sua volta Mito, grazie a un film epico e una morte accidentale sul set

Truccate il vostro viso con il cerone bianco, indossate un Trench di pelle e seguitemi alla scoperta della vita del “Corvo”, Brandon Lee.

 

Infanzia: Oakland, Bruce, Linda, Shannon, Hong Kong e ritorno

Brandon Bruce Lee nasce a Oakland, California, il 1° febbraio 1965. I suoi genitori sono Linda e Bruce. Sì, proprio QUEL Bruce Lee, l’indiscusso Maestro di arti marziali, quell’Urlo di Chen che fece innamorare l’Occidente.  Dopo tre mesi dalla sua nascita, Brandon e la famiglia si trasferiscono prima in quel di L.A e poi –nel 1971- ad Hong Kong. All’epoca, la tentacolare città era ancora colonia di Sua Maestà la Regina Elisabetta II e fu lì che il giovane Brandon imparò anche il cantonese. Un’infanzia tranquilla, quella di Brandon, allietata dalla nascita della sorella Shannon nel 1969. Fino a quando, il 20 luglio 1973, suo padre Bruce fu rinvenuto morto. Le cause della morte sono oggetto di discussione tutt’oggi: una tesi ipotizza un edema cerebrale o una reazione allergica ad un farmaco. Perduto Bruce, la famiglia Lee torna negli USA; trasferendosi prima a Seattle (città natale di Linda, dove Bruce Lee sarà sepolto) e poi nel sobborgo di Rolling Hills, Los Angeles.

 Brandon frequenta la prestigiosa Chadwick High School ma il suo carattere fumantino lo porta a beccarsi un’espulsione trimestrale per insubordinazione; riuscirà comunque a conseguire il diploma. Scoperto l’amore per la recitazione, nel 1983 Brandon sceglie di iscriversi all’Emerson College di Boston. Ci resterà un anno prima di trasferissi a New York, diventando componente dell’American New Theatre, fondato dal suo amico –nonché regista- John Lee Hancock.

Contemporaneamente, Brandon ritrova uno die più cari amici e allievi del padre, Dan Inosanto, che lo segue, permettendogli di perfezionare il Jeet Kune Do, l’arte sviluppata proprio da Bruce e che Brandon aveva iniziato a studiare con il padre prima della sua dipartita.

Anno 1985, Los Angeles: Brandon ritorna in città ed esordisce nel magico mondo del cinema, ottenendo una piccola parte (un gangster, pertanto non accreditato) nel film “The Crime Killer”. Grazie all’incontro con la direttrice del casting Lyn Stalmaster (entrambi lavoravano presso la Ruddy/Morgan Production), Brandon partecipa al provino per una parte nel film Tv “Kung Fu: The Movie”. Il Destino, come sempre, ci mette lo zampino. Il film è ispirato all’omonima serie degli anni ’70, interpretata da David Carradine. Inizialmente la parte sarebbe dovuta essere di Bruce. Brandon si ritrova nei panni di Chung Wang, figlio di Kwai Chang Caine (Carradine).

Nello stesso anno Brandon attraversa nuovamente l’Oceano e trona ad Hong Kong, Lo attende il suo primo ruolo da protagonista nella pellicola “Legacy of Rage”. Coprotagonisti della pellicola è una vecchia conoscenza paterna, Bolo Yeung, che aveva recitato con Bruce ne “I 3 dell’Operazione Drago”. Questa pellicola sarà l’unica girata ad Hong Kong e in cantonese.

Nel 1987 interpreta il ruolo di Johnny Caine in “Kung Fu: The Next Dimension”, il sequel del film con Carradine. L’anno successivo appare nella serie “Ohara” accanto a Pat Morita (il Maestro Kesuke Miyagi di “Karate Kid”). Terminata quell’avventura, Brandon appare in alcune pellicole che chiudono gli anni ’80. Il meglio deve ancora venire.

 

Gli anni ’90: Il Drago d’acciaio cambia pelle e diventa Il Corvo

Nel 1991, Brandon si trova fianco a fianco con Dolph “Ivan Drago” Lundgren nel mezzo flop “Resa dei conti a Little Tokyo”. Nonostante l’insuccesso, il film permette a Brandon di entrare nelle grazie della 20th Century Fox. Nel 1992 Brandon è Jake Lo, uno studente coinvolto involontariamente in una lotta tra Mafia, polizia corrotta e droga in “Drago d’Acciaio”. Nella pellicola, Brandon dà sfoggio della sua abilità nel Jeet Kune do. Del resto, tale padre, tale figlio…

Tuttavia, Brandon è insoddisfatto della sua carriera. Troppo pesante il suo cognome, il continuo raffronto con il padre: ha bisogno di cambiare aria, di trovare un ruolo che si distacchi dai precedenti “Stupidi” ruoli (per citare la definizione che Brandon stesso diede).

Arriva il 1993 e Alex Proyas, regista, lo contatta per il ruolo di Eric Draven, protagonista del fumetto “Il Corvo”, dal quale Proyas sta traendo un lungometraggio. Finalmente un ruolo in cui Brandon non deve forzatamente utilizzare le arti marziali, un ruolo in cui non può essere etichettato semplicemente come “il figlio di Bruce”. Un ruolo che gli permette di recitare e dimostrare la sua bravura. Le riprese procedono e filano sino al 31 marzo dello stesso anno. Si sta girando una scena particolare, quella in cui Eric –tornato in vita e tornato nella sua vecchia abitazione – ricorda il momento in cui è stato ucciso per mano da Funboy (interpretato dall’attore Micheal Massee). La scena prevede che Massee spari a Brandon con una pistola caricata a salve.

Qui succede l’impensabile: in una scena precedente, la pisola è stata caricata con dei veri proiettili per realizzare un’inquadratura dettagliata. Peccato che UN proiettile vero sia rimasto nel caricatore, misto a quelli a salve. Come Massee/Funboy spara, Brandon si accascia. Tutti pensano che Brandon, serio e professionale durante le riprese, stia recitando. Purtroppo non è così: quando i primi soccorsi accorrono, la situazione è disperata. Brandon è privo di conoscenza e viene ricoverato al New Hanover Regional Center di Wiilmington (Carolina del Nord). Nonostante una lunga operazione per cercare di rianimarlo (grazie alla quale si scoprirà l’ogiva del proiettile, non la scheggia ipotizzata nelle primissime fasi)., Brandon verrà a mancare nella tarda serata del 31 marzo.

Il film verrà terminato utilizzando immagini già girate e controfigure. Al botteghino “Il Corvo” riscuoterà grande successo, incassando oltre 170 milioni di dollari ed elevando Brandon al rango di Icona del Cinema, morta troppo presto. Paradosso dei paradossi: Brandon stava per sposarsi con Eliza, la sua fidanzata storica. Proprio come Eric Draven. Mancavano 17 giorni al suo matrimonio quando morì. Al suo funerale parteciparono più di 400 persone, tra cui moltissimi attori suoi amici (o del padre). Giusto per citare qualcuno: David Carradine, Steven Seagal, David Hasselhoff, Chuck Norris, Kiefer Sutherland, James Coburn, Dolph Lundgren, Dan Inosanto.

Brandon riposa a Seattle, accanto a suo padre Bruce. Troppo presto è andato via, questo ragazzo che stava riuscendo a “liberarsi” di un fardello davvero pesante, il continuo paragone con Bruce.

Ora, Brandon non è più soltanto figlio di Bruce. Per tanti Brandon è Eric Draven, Il Corvo.

Buon volo, Brandon.

 

 

 

 

 

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