fbpx Carl Barks – Il Papà di Zio Paperone | GP Report
Home » Canali » A day in the Life » Carl Barks – Il Papà di Zio Paperone
 Carl Barks – Il Papà di Zio Paperone

Carl Barks – Il Papà di Zio Paperone

Se il Mondo dei fumetti è un posto più ricco e variegato, è grazie a lui. Il creatore di Paperon De’ Paperoni e della città di Paperopoli.

Temperate le matite, preparate le vostre tavole e seguitemi nella vita di “The Duck Man”, Carl Barks

 

Infanzia, Judge, Calgary Eye-Opened e uno Staff di disegnatori in una matita sola

Carl Barks nasce il 27 marzo del 1901 a Merrill, Oregon, da William e Arminta. La sua infanzia trascorre lieta in quel dell’Oregon e Carl, una volta adulto, cambia diversi lavori fino a quando, tra il 1928 e il 1929, realizza alcune vignette: prima per la rivista “Judge” e poi per la rivista umoristica per soli uomini “Calgary Eye – Opened”.

Per riuscire ad incrementare le entrate, Carl realizza innumerevoli vignette con diversi stili e firmate con altrettanti pseudonimi, per dare l’illusione –agli editori e potenziali periodici interessati – di avere con sé uno staff intero. In questo periodo, sono due i disegnator che influenzano lo stile di Barks: Elzie Crisler Segar (il creatore di Popeye) e Roy Crane (ideatore di Wash Tubbs, una striscia dove appare Capitan Easy –supereroe moderno- e l’occhialuto titolare della striscia, Wash Tubbs).

A causa del lavoro –e non solo- nel 1930 Carl divorzia dalla prima moglie, sposata sette anni prima. Cinque anni dopo, dopo aver mandato alcune strisce alla Disney (alla ricerca di nuovi disegnatori), Barks abbandona la collaborazione con il Calgary Eye – Opened e, nel novembre dello stesso anno, entra al servizio di Walt Disney.

Entrato negli Studios, Carl inizia a collaborare come intecalatore (figura professionale che si occupa di realizzare i “Movimenti” di un dato personaggio e/o oggetto in un’animazione, per rendere al meglio di senso di movimento e azione). Il suo primo contributo lo si può ammirare in “Lo Specchio Magico”, dove Carl anima una breve sequenza con protagonista Mickey Mouse.

Nel 1937 realizza “Invenzioni Moderne”, un corto con protagonista Donald Duck. Nella fattispecie, Barks inventa una scena dove il papero, legato a testa in giù su una sedia da barbiere automatizzata che –al posto della barba- rade il posteriore di Paperino.

La scena piacque a Mr. Disney che premiò Barks con 50 dollaroni. Sarà proprio la collaborazione con Walt e con Harry Reeves che permetterà a Carl di imparare a stilare le sceneggiature. Nella seconda metà del 1939, i Disney Studios migrano a Burbank e Carl inizia una fruttuosa collaborazione con Jack Hannah (un altro Mostro sacro dei primi anni Disney). I due daranno slancio al personaggio di Paperino, mantenendo il carattere fumantino e irascibile che renderanno il personaggio riconoscibile sin dalle prime battute.

L’anno prima, sempre assieme ad Hannah, lancia Qui, Quo e Qua, i nipoti di Paperino, creati l’anno prima dal Al Taliaferro (il terzo Signor autore presente in questo articolo. Del resto, stiamo parlando di chi ha davvero Disegnato la storia dei fumetti e delle animazioni. NdA). Per la sua assidua “frequentazione” nell’universo dei Paperi, viene ribattezzato “The Duck Man”, Uomo dei Paperi. Il primo Papero interamente creato da Carl è Gus, il cugino di Paperino, ispirato dalle espressioni facciali di Stan “Stanlio” Laurel. In Italia, il personaggio prenderà il nome di Ciccio. Nel 1942, abbandona temporaneamente i suoi amati piumati per lavorare a “Bambi”, il quinto lungometraggio “Classico” della Disney.

Tuttavia, questi sono anni di Guerra. Gli USA sono entrati nel Secondo Conflitto Mondiale dopo l’ecatombe di Pearl Harbour e gli Studios sono impegnati nella realizzazione di strisce e loghi legati alla guerra. A Carl questa direzione non piace e abbandona gli Studi della Disney. Ufficialmente, la causa è attribuita alla sinusite causatagli dall’impianto di condizionamento dell’aria.

Nel frattempo Carl e la seconda moglie si trasferiscono a San Jacinto, ad est di Los Angeles, dove creano un allevamento di polli.

Tuttavia, la collaborazione con la Disney continuerà, grazie al fatto che Carl verrà chiamato dalla Western Printing & Lithographing, licenziataria Disney per gli albi a fumetti destinati al mercato statunitense. Così nasce la città di Paperopoli, dove vivono Paperina (Daisy Duck), l’eterna fidanzata di Paperino, il fortunatissimo e affascinante cugino Gastone (Galdstone Gander nella versione originale), i nipotini Qui, Quo e Qua, oltre che una miriade di personaggi secondari. Gli albi scritti e disegnati da Barks hanno un successo incredibile, anche se le storie sono brevi. Nel 1947, Carl inventa il suo personaggio più famoso, quello Scrooge McDuck che prende ispirazione a piene mani da Ebenezer Scrooge, il protagonista del “Canto di Natale” di Charles Dickens e che in Italia conosceremo e ameremo con il nome di Paperon De’ Paperoni. Barks disegnerà anche una storia con protagonista Topolino, che verrà realizzato in maniera anacronistica, con pantaloncini rossi tipici degli anni ’30.

Tornando a Paperon De’ Paperoni, Barks si sbizzarrirà grazie al personaggio: collerico, scaltro, intelligente, necessita di avversari degni di nota. Così, nella già affollata Paperopoli, arrivano personaggi del calibro di Flintheart Glomgold (Cuordipietra Famedoro), John Davison Rockerduck (conosciuto in Italia come Rockerduck), Amelia la fattucchiera (Magica De Spell) e il portafortuna del vecchio e miliardario Paperone, la Numero Uno (la prima moneta guadagnata dal Papero in quel del Klondike). Oltre ai Paperi, tra cui ricordiamo il Geniale Archimede Pitagorico (Gyro Gearloose. In Italia verrà presentato inizialmente come Giro Rotalibera, prima di essere ribattezzato), Barks crea la Banda Bassotti e Nonno Bassotto (rispettivamente The Beagle Boys e Grandpa Beagle, nato come Blackheart Beagle, “Bassotto Cuorenero”).

 

Gli anni della “Pensione”: la MGM, Tex Avery, i quadri ad olio e il no della Disney, le ultime storie

Nel 1966 interrompe ufficialmente la collaborazione con la Western per andare in pensione. Ma in pensione Carl non ci andrà così presto. La sua matita ha ancora tanto da raccontare, anche fuori dall’Universo dei Paperi.

Barks collaborerà con la MGM, la Metro Goldwyn Meyer, oltre che con Tex Avery (il quarto Dio delle matite presente in questa breve biografia: padre di Bugs Bunny, Daffy Duck, Droopy il segugio e tanti altri, un Pilastro dell’animazione), con cui svilupperà le storie di Droopy.

Una volta in pensione, dopo 662 storie a fumetti con i personaggi disneyani e oltre trenta storie con personaggi di altri studi, Barks si dedica alla pittura ad olio. Su consiglio quasi insistente del collezionista e ammiratore Glenn Brey, le opere di Carl saranno sempre legate ai suoi Paperi. Nel 1978, la Disney revoca a Barks il permesso di ritrarre i loro personaggi. (davanti ai soldi, nessuno guarda in faccia nessuno).

Passeranno quasi vent’anni prima che Carl scriva due nuove storie a fumetti: la prima esce nel 1994 (Zio Paperone – Una cavalcata nella storia), disegnata da William Van Horn; la seconda uscirà due anni dopo e ha una genesi particolare. Durante la San Diego Comic Convention, John Lustig viene contattato dai Carl Barks Studio per scrivere la sceneggiatura di “Paperino – Da qualche parte”, con i disegni di Patrick Block.

Per farvi capire quanto Barks sia stato monumentale per le nuove generazioni di sceneggiatori e disegnatori, bastano due brevi testimonianze, proprio da parte di Block e Lustig:

Era ancora un mago nel concentrarsi esattamente su quello che bisognava raccontare, e nel togliere quello che era superfluo” (Block)

Mentre scrivo mi rendo conto appieno, per la prima volta, della realtà delle cose. Quanti geni possono avere uscite così lucidamente folli alla bella età di quasi cento anni? Io ne conosco solamente uno: Carl Barks” (Lustig)

Nel luglio del 1999 Carl scopre di avere una leucemia linfatica cronica. Dopo neanche un anno decide di interrompere le cure e lasciare che ciò che dev’essere, sia.

Dichiarerà questo:

Non ho apprensione, paura della morte. Non credo nella vita ultraterrena. [...] Penso che la morte sia come la pace totale. Sei al di là di tutti quelli che ti vogliono schiacciare

Rimasto vedovo della terza moglie nel 1993, il 25 agosto 2000 Carl morirà serenamente nel sonno.

Don Rosa, fumettista ed erede designato di Barks, sarà così influenzato e grato al Maestro che inizierà ogni albo con una dedica speciale. La si può trovare nella prima tavola: è una sigla camuffata, l’acronimo D.U.C.K. (“Dedicated to Uncle Carl by Keno”, ovvero “Dedicato allo zio Carl da Keno”, il secondo nome di Rosa)

Lo stesso Rosa dirà di Barks, ricordandolo:

Per me Barks (e non sono certo il primo ad affermarlo) è il più grande narratore del XX secolo. E non ho detto la parola "probabilmente". Chi non è d'accordo, si sbaglia. È nato all'inizio del secolo ed è morto, nel suo centesimo anno di vita, durante l'anno finale di quel secolo. Che è stato il suo.”

Grazie a Carl Barks, l’Universo Disney è un posto più Paperoso.

Grazie a lui, il fumantino Paperino è restato tale, è arrivato il cugino Gastone, il grande e collerico Paperone, il buffo e ghiotto Ciccio, la fattucchiera Amelia e tanti, tanti altri.

 

Spero che il buon Carl sia in compagnia dei suoi Paperi, circondato da loro, a creare nuove, incredibili Storie.

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un Commento

Filtered HTML

  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <blockquote> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Per evitare spam automatico ti invitiamo a compilare il form correttamente.