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Carrie fischer - La prigione dorata della principessa Leia

Carrie fischer - La prigione dorata della principessa Leia

Carrie Fisher è universalmente ricordata e conosciuta per la straordinaria interpretazione che diede al personaggio della Principessa Leia Organa nella seconda trilogia di “Star Wars” (La prima dal punto di vista cronistorico della realizzazione, la seconda dal punto di vista dell’arco crono temporale del racconto. NdA).

Eppure, il personaggio di Leia ha dato ben più di un grattacapo a Carrie Fisher, donna volitiva che ha dovuto convivere con tre grandi pesi: la fama di Leia a suo discapito, la diagnosi di sindrome bipolare ed una brutta dipendenza da droghe ed alcool.

Andiamo con ordine: indossate abiti comodi, partiremo dalla soleggiata Hollywood sino a finire ai confini dell’Universo, alla ricerca della Forza.

L’ARTE NEL DNA: CARRIE GOES TO HOLLYWOOD

Carrie nasce a Beverly Hills, Los Angeles, il 21 ottobre del 1956. È figli d’arte: il padre Eddie Fisher è un rinomato cantante; la madre, Debbie Reynolds, è un’affermata attrice. Con un DNA simile, sarebbe stato estremamente difficile che la giovane Fisher non subisse il fascino dell’Arte.

Il suo debutto sulle assi di un palcoscenico risale al 1973, anno in cui fa parte di un allestimento del musical “Irene”, in scena a Broadway. Dopo il battesimo di fuoco, Carrie Fisher compie una traversata oceanica e s’iscrive – per diciotto mesi – alla Central School of Speech and Drama di Londra, dove affinerà la sua tecnica attoriale. Ben presto, esordisce anche sul grande schermo, interpretando un ruolo in “Shampoo”, film del 1975 che vede, tra gli interpreti principali, Warren Beatty, Goldie Hawn e Julie Christie.

La sua bravura, i suoi lineamenti e la capacità di dare anima e forza – anzi, FORZA – ai personaggi, fanno sì che Carrie venga notare da un giovane regista che sta per girare il primo lungometraggio di una trilogia.

Il regista si chiama Lucas, George Lucas e la trilogia in questione –l’avete già capito, lo so- si chiama “Star Wars” o “Guerre Stellari” per gli italofoni.

A LONG TIME AGO, IN A GALAXY FAR, FAR AWAY…

L’anno è il 1977 e Carrie accetta di slancio la proposta di George Lucas: interpretare la Principessa Leia Organa, giovane e combattiva erede al trono di Alderaan. Il primo episodio della Trilogia conquista il Mondo: ben presto, i volti degli attori e quelli dei personaggi si fondono in maniera indissolubile e così Carrie diviene, per tutti tranne che per Lei, “soltanto” la Principessa Leia.

Ma qualcosa non funziona perfettamente; i demoni personali di Carrie la perseguitano e la spingono verso una terribile dipendenza da alcool e droghe. Nel 1980, Carrie ha una relazione stabile con Dan Aykroyd e viene invitata, dall’attore ed autore, ad interpretare l’ex ragazza di Jack Blues, uno dei Fratelli Blues. Il film è –chiaramente- “The Blues Brothers”, diretto da John Landis e che vede, nel ruolo dei fratelli Jack ed Elwood –  Dan Aykroyd e John Belushi. Il trio ha un amore incontrollabile nei confronti di alcool e droghe e Carrie Fisher viene quasi licenziata poiché troppo “fatta” per recitare.

L’anno successivo, durante visite mediche approfondite, a Carrie viene diagnosticata una sindrome da disturbo bipolare, che ha sicuramente “aiutato” la Fisher a buttarsi a capofitto nella droga.

Nel frattempo, lo stesso anno -1981 – esce il secondo episodio della trilogia di Lucas “L’Impero colpisce ancora” , seguito nel 1983 da “Il Ritorno dello Jedi”, ultimo anno delle vicende di Leia, Han Solo, Luke Skywalker, Chewbacca e Darth Fener.

CARRIE E GLI ANNI OTTANTA: LA CADUTA, LA TRASFORMAZIONE, IL RITORNO DELLA FORZA

Gli anni Ottanta proseguono tra una dovuta e miracolosa disintossicazione (legata ad un overdose che la colpisce quando ha 28 anni. NdA)  e diverse pellicole, una girata in compagnia di Jim Belushi, fratello dello scomparso John (Morto di overdose il 5 marzo 1982. NdA). Oltre a Belushi, Carrie Fisher lavora con Woody Allen.  

Sul finire degli anni Ottanta Carrie pubblica “Cartoline dall’Inferno”, un romanzo semi autobiografico in cui viene descritta la sua terribile esperienza con le droghe. Dal romanzo verrà tratto un film, con protagonista Meryl Streep.

Carrie dirada sempre di più le apparizioni sul grande e sul piccolo schermo: appare –ad esempio – in commedia, quali “Scappatella con il orto” e “Austin Powers – Il Controspione”. Predilige più lavorare dietro le quinte, specializzandosi  nel mestiere di editor di sceneggiature cinematografiche. Tra i film di cui le sono stati affidati i copioni ce ne sono alcuni decisamente importanti: Hook - Capitan Uncino, Arma letale 3, Sister Act,Kate & Leopold e –il destino, quanto è bello - Star Wars Episodio I: La Minaccia Fantasma, Star Wars Episodio II: Attacco dei Cloni e Star Wars Episiodio III: La vendetta dei Sith.

Nel 2009 portò in scena "Whishful Drinking", spettacolo teatrale in cui, con stile a metà tra il cabaret e la confessione, ripercorse gli anni della propria vita, parlando delle proprie vicende familiari, del suo disturbo bipolare e del difficile rapporto con il personaggio della Principessa Leila.

Eppure, sarà proprio l’eroina spaziale a riportare Carrie sul grande, grandissimo schermo.

THE PRINCESS IS BACK!

L’eco del Millenium Falcon ed il suono delle spade laser sono forti, fortissimi. Così, quando la terza trilogia (Ambientata dopo la trilogia che vide Carrie recitare. NdA) di Star Wars sta prendendo forma, il regista J.J. Abrams la convince a rivestire i panni della Principessa Leia.   

La sua apparizione nel primo film della nuova trilogia "Star Wars: Il risveglio della Forza" entusiasma i fan, che ritrovano la Fisher/Leia più matura, segnata da una vita difficile e combattuta.  Il personaggio di Leia Organa sarebbe dovuto apparire –si vociferava – anche nel secondo e forse nel terzo film della nuova trilogia.

Il 23 dicembre 2016, durante un volo transatlantico da Londra a Los Angeles, Carrie Fisher fu colpita da un infarto che le provocò un arresto cardiaco pochi minuti prima dell'atterraggio. Una volta a terra, venne ricoverata a Los Angeles, dove i medici riuscirono a stabilizzare le sue condizioni. Benché ci furono segni di miglioramento, Carrie Fisher è morta pochi giorni dopo, il 27 dicembre 2016 all'età di 60 anni.

Carrie Fisher ha sempre preso le distanze dal personaggio di Leia come passiva vittima degli avvenimenti: grazie a lei, Leia Organa è divenuta più combattiva, più ribelle, più spigolosa nelle esternazioni. È divenuta parte del Mito che ci ha fatto crescere e viaggiare, attraverso una galassia molto, molto lontana.

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