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Credi sempre nei tuoi Sogni

Credi sempre nei tuoi Sogni

Si sa, esistono tante feste, praticamente una per giorno dell'anno. Questa, in particolare, ha un bellissimo significato (non che le altre non lo abbiano). Parliamo della “Giornata Mondiale dei Sogni”, una data significativa, legata proprio a quei desideri che, molto spesso, restano nel cassetto.

Eppure c'è chi nei suoi Sogni ha creduto. Ci ha creduto tanto, tantissimo, in maniera forte e ostinata, anche quando i dati e i fatti remavano contro di lui.

Nel giorno dedicato ai Sogni, vorrei regalarvi alcune brevi biografie. Conoscerete molto probabilmente già i protagonisti delle storie, tuttavia rileggetele e ragionateci dopo: quanto vale un vostro Sogno? Per cos sareste disposti ad andare controcorrente?

Non abbandonate i vostri Sogni: coltivateli, coccolateli, teneteli al caldo e credeteci. Sempre.

 

Steve Jobs - Costruisci i tuoi sogni, altrimenti qualcuno ti assumerà per costruire i suoi”.

Chi sia Steve Jobs è palese a tanti di voi. È stato il fondatore della Apple, azienda per la quale ha dato la vita non una ma due volte. È stato iconico nelle sue frasi, individuabili ancora oggi come pilastro del filone “motivazionale”. Oltre questo, Steve aveva un Sogno? Ne ha avuti a centinaia, di sogni. Soprattutto con i primi ha dovuto scontrarsi pesantemente, sbattere la faccia contro una realtà che non riteneva il suo Sogno “valido”. Dalli e dalli, si spezzano anche i metalli, così recita un detto popolare. E Steve, ostinato e caparbio, suoi Sogni li ha realizzati, difendendoli, venendo estromesso dalla stessa azienda che aveva creato pur di mantenerli (e venendo richiamato anni dopo per salvare il Brand della Mela). E pensare che tutto è partito da un ragazzino di 12 anni che il SOGNO lo aveva, eccome: costruire un Computer domestico, un Personal Computer. La Storia ci ha dimostrato come quel Sogno sia, ancora oggi, uno dei Brand più forti e conosciuti al Mondo.

 

 

Leo Messi - “Ho lasciato la mia famiglia per iniziare una nuova vita, ho cambiato persone, amici … Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per il calcio, per realizzare il mio sogno.”

 

Altro personaggio che non penso abbia bisogno di presentazioni. Per chi proprio non ne avesse Mai sentito parlare, Lionel Messi nasce in Argentina, a Rosario, nel 1987. Il suo modo incredibile di giocare e controllare il pallone attira il Barcellona, già all'epoca una delle società più interessate ai giovani e al suo “Vivaio”. A Leo viene offerto un contratto ma due sono le problematiche: la prima è legata a una disfunzione ormonale che non gli permetterebbe una crescita regolare se non grazie a una costosa terapia; la seconda è che Messi dovrà lasciare affetti e familiari in Argentina e trasferirsi a Barcellona. Dura, durissima per un ragazzino come lui, neanche dodicenne. I momenti di sconforto ci sono, eccome: è grazie al padre che Leo decide di restare tra i Blaugrana. Il suo Sogno? Giocare a pallone, dimostrare a tutti quanta magia i suoi piedi e il suo cervello passano creare. Vi cito soltanto i 5 Palloni d'Oro conquistati negli ultimi anni, la sfida infinita con Cristiano Ronaldo (un altro che i suoi Sogni li ha difesi sempre) e il peso della maglia numero10 della Nazionale Argentina, quella che venne indossata da Diego. Leo Messi è la Storia moderna del Calcio, un esempio da studiare per tanti giovani e futuri calciatori e sportivi. Non si è arreso, Leo, ha difeso il suo Sogno e l'ha portato con sé, a sollevare trofei e guidare la sua squadra in cima al Mondo.

 

 

Walt Disney - “Tutti nostri Sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di perseguirli”    “Se puoi sognarlo, puoi farlo”

 

Walt Disney non solo ha creduto fermamente nei suoi Sogni ma ci ha fondato un Impero sopra. Lasciate che vi illumini in poche righe: al principio del XX secolo, Walt era un o squattrinato disegnatore, che voleva lanciare alcuni personaggi nei quali credeva tantissimo ma -soprattutto- dare al disegno animato una dimensione nuova, incredibile. Sapete quanti fallimenti, porte in faccia, secchi rifiuti e crisi economiche ha dovuto subire il povero Walt? Credo che neanche lui ricordasse più il numero esatto. Dopo che Oswald il Coniglio, il suo personaggio più riuscito sino ad allora, non ebbe il successo sperato, Disney stava per mollare. Eppure... eppure quel Sogno restò fermo e solido, come il Castello che diverrà – in seguito- uno dei marchi di riconoscimento del Brand. Sarà un viaggio in treno e una modifica del personaggio di Oswald a dare il Via alla Magia. Ma non finisce qui: e se Walt, dopo aver creato Mickey Mouse e avergli fatto conquistare il Mondo, avesse deciso di creare un lungometraggio animato? “Un sogno, impossibile da vendere. Folle.”. Questi furono alcuni dei commenti che Disney sentì: non tutti provenivano dai detrattori; alcuni dai suoi più fidati collaboratori. Morale della favola (è il caso d dirlo): nel 1940, “Biancaneve e i Sette Nani” conquistava la Sale di proiezione di tutto il Mondo. Il Sogno di Walt Disney, ancora una volta, era stato più reale della realtà.

 

Awara Sawa - La Samurai

Vi vorrei raccontare un'ultima storia, sempre legata a un Sogno. Immaginate di essere una calciatrice, in un mondo laddove lo sport più famoso del globo viene ritenuto ancora prerogativa maschile. Immaginate di essere il Capitano della vostra Nazionale, di indossare l'ambito numero 10 e di vestire la maglia dei “Samurai Blu” sin dalla tenera età di 15 anni. Contro tutto e contro tutti: contro i pronostici che non vi vedono ra le squadre favorite al titolo, contro l'attenzione del pubblico e della stampa, ancora troppo limitata, contro chiunque si frappongo tra voi e il Vostro Sogno. Immaginate di giocare ogni partita del Mondiale come se fosse una finale, dando filo da torcere a squadre più blasonate della vostra e di arrivare in Finale contro gli USA. Immaginate di guidare la vostra squadra sino a un'insperata quanto epica vittoria ai rigori e di sollevare la Coppa del Mondo, la prima in assoluto della Nazionale di Calcio del Giappone. Un Sogno che Homare Sawa aveva sin da bambina, quando iniziò a tirare calci a un pallone nel campo scolastico. Da lì, ha preso a calci palloni e ricevuto calci sugli stinchi ma ha difeso, con classe e determinazione, quel Sogno.

 

Vi auguro di essere insistenti, di perseguire nella realizzazione del vostro Sogno e di trovare il suo profumo e il suo “sapore” bellissimo anche nelle giornate più nere, anche quando l'obiettivo sembra irraggiungibile.

Di auguro di realizzare il vostro Sogno e di poterlo raccontare, magari divenendo i protagonisti di un futuro articolo su chi ce l'ha fatta.

 

Impossibile è una parola, punto.

 

 

Alberto Caboni

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