Home » Canali » A day in the Life » David Gilmour - Wish You Were... There
David Gilmour - Wish You Were... There

David Gilmour - Wish You Were... There

Entrare in corsa nella band fondata dal tuo amico, quello con cui hai imparato a suonare la chitarra alle scuole medie. Diventare uno dei chitarristi ed autori più importanti del XX secolo.

Tutto può accadere se l’amico che sostituisci si chiama Syd Barrett, se il gruppo in cui entri hanno come nome Pink Floyd e se tu sei stato battezzato David Jon Gilmour, conosciuto più semplicemente come David Gilmour.

 

Controllate l’accordatura della vostra chitarra, prendete i vostri pedali preferiti e preparatevi per un viaggio fantastico (senza bisogno di biglietto) nella vita di David Gilmour, dentro e fuori il Fluido Rosa.

 

DA CAMBRIDGE ALL’ON THE ROAD: I DOLORI (E LE GIOIE) DEL GIOVANE GILMOUR

David Jon Gilmour nasce in quel di Cambridge il 6 marzo 1946. I suoi genitori sono entrambi insegnanti: papà Douglas insegna zoologia all’Università di Cambridge (proprio quella Cambridge University, fondata nel 1209. NdA); mamma Sylvia, oltre ad insegnare, lavora come montatrice cinematografica.

Dire che il piccolo David cresca in un ambiente culturalmente stimolante parrebbe quasi ovvio, no?

Alle scuole medie, durante le pause pranzo, fa amicizia con un suo coetaneo, un certo Roger Keith Barrett, che si fa chiamare semplicemente Syd. I due frequentano istituti diversi ma hanno in comune la passione per le sei corde. Passione che, più in là, farà riunire i due amici.

Ma procediamo con ordine e con calma.

David entra, nel 1963, a far parte di una band, i Jokers Wild, che abbandonerà nel 1966. Dopo aver lasciato la band, parte con alcuni amici a suonare on the road, tra una Carretera spagnola e una Rue francese. Anni dopo, rivelerà che quell’esperienza lo sfinì tanto da finire ricoverato per malnutrizione. Dopo un anno circa, Gilmour e friends tornarono in Inghilterra, dopo aver rubato la benzina sufficiente in un cantiere francese.

Annus Domini 1967. Dicembre. David è nuovamente sul suolo natio quando viene avvicinato da Nick Mason. Nick è il batterista dei Pink Floyd, band capitanata e fondata dal vecchio compagno di suonate di Gilmour, Syd Barrett.

Per qualche tempo, i Pink Floyd schierano una formazione a cinque: oltre a Mason alla batteria, Barrett alla chitarra e voce e Gilmour alla chitarra solista, il “Fluido Rosa” consiste in Roger Waters al basso e Richard Wright alle tastiere. Gilmour è importantissimo, soprattutto nei live, visto che Barrett sta perdendo più di un colpo.

La causa è l’utilizzo sempre maggiore, da parte del frontman, di LysergSäureDiethylamid, sotanza psicotropa più conosciuta con l’acronimo LSD. Barrett è sempre più alienato, sempre più distante dalla realtà. Tant’è che, nell’aprile 1968, viene convinto a lasciare i Pink Floyd a causa del suo comportamento. David diventa, oltre che unica chitarra del gruppo, anche uno dei cantanti, assieme a Waters e Wright.

IL LATO OSCURO DELLA LUNA

David e i Pink Floyd si mettono al lavoro. Dopo l’uscita, nel 1970, di un grandissimo album quale fu “Atom Heart Mother”, i quattro musicisti, Gilmour in testa, cercano nuovi arrangiamenti. Un po’ più lontani dal lisergicismo di Barrett, un po’ più sulle corde (è proprio il caso di dirlo) di Gilmour e di Waters.

Grazie al contributo di tutti i quattro, nel 1973 vedrà la luce uno degli album più conosciuti e amati non solo dai fans ma dagli amanti della musica in generale: “The Dark Side of the Moon”.

L’album riscuote un incredibile successo, trainato da diversi fattori: musiche oniriche, la chitarra di Gilmour che regala emozioni pure, le tastiere di Wright che portano l’ascoltatore a scoprire che suono possa avere quella faccia oscura della Luna…

(perdonate il panegirico ma l’album è davvero meritevole. NdA)

Dopo il boom dell’Lp, Gilmour e soci sono in sala d’incisione a lavorare al nuovo album. Quando ricevono una visita davvero inaspettata. I quattro stanno lavorando negli Studios di Abbey Road (quelli resi stra-famosi dai Beatles, per intenderci. NdA), quando trovano davanti a loro un uomo gonfio, dallo sguardo vitreo, quasi completamente calvo e visibilmente sovrappeso.

Dopo qualche minuto di sconcerto, i quattro iniziano letteralmente a piangere. Quell’uomo adulto ed invecchiato altri non è che il loro vecchio leader, il Syd che ha perduto il senno come –e più- dell’Orlando descritto dall’Ariosto.

Un incontro che li lascia turbati, destabilizzati. Barrett ascolta alcune tracce, compresa l’overture. Si intitola “Shine on Your Crazy Diamond”, ma a lui non piace. Dopo una breve chiacchierata – Syd risponde raramente e a mozziconi – le strade di Barrett e del Fluido Rosa si separano. In mezzo c’è un tentativo di reunion ma Waters, Gilmour, Wright e Mason si rendono conto che Syd è bruciato. Troppo bruciato, ormai.

E pensare che quella traccia che gli hanno fatto ascoltare, così come buona parte dell’album, parla di lui.

L’album in questione si intitolerà “Wish You Were Here”. La main track, scritta perlopiù da Gilmour (Watres ingaggerà un’aspra battaglia per la paternità della traccia. NdA), è dedicata all’amico Syd. Così come la sopraccitata “Shine on Your Crazy Diamond”.

Altro boom di vendite, i Pink volano in alto. Tuttavia, il gruppo comincia a manifestare un problema purtroppo consolidato nelle band di successo: il voler prevalere da parte di uno dei componenti sul resto.

È Roger Waters, il ruvido bassista, a prendere le redini della band, scrivendo gran parte del materiale che verrà pubblicato nei successivi due album: “Animals” ma –soprattutto- l’album che consacra totalmente i Pink: “The Wall”.

 

DAVID E ROGER DIVISI DAL “MURO”, GLI ANNI ‘80, I ’90 E LA GRANDE RIUNIONE (PER UNA NOTTE)

Durante le registrazioni di “The Wall”, l’aria è così tesa che Richard Wright, fondatore e tastierista, viene licenziato da Waters. David pensa che la sua creatività non sia sfruttata appieno all’interno della band e registra, nel 1978, il suo esordio solista, chiamato “David Gilmour”. Uno dei pezzi scritti da Gilmour per il suo album solista ma realizzato troppo tardi per essere inserito nell’LP, trova posto in “The Wall”, sotto il nome di “Comfortably Numb”.

Nel 1983, durante la registrazione di “The Final Cut”, i rapporti tra David e Roger Waters sono al minimo storico. Nel 1985, Roger Waters lascia il gruppo: “Sono creativamente uno spreco di energia”. David e Nick Mason, il batterista continuano a mantenere alto il “Fluido Rosa”. Nel gruppo, corre l’anno 1987, rientra anche il tastierista Wright. L’album che uscirà, “A momentary lapse of Reason”, è decisamente orientato in direzione Gilmouriana.

Nel 1994, i tre pubblicano “The Division Bell”, album marchiato Pink Floyd (senza Waters)

David Gilmour non è solo Pink Floyd. Nel corso dei due decenni collabora con una moltitudine incredibile di artisti, da Tom Jones a Elton Jones, da Paul McCartney agli Who, da Bob Dylan a B. B. King. Incide altri tre album da solista, tutti piazzatisi entro le prime 40 posizioni della Official Albums Chart.

La domanda che ci poniamo tutti, a questo momento, è la seguente: “David e Roger avranno mai fatto la pace?”. Non sappiamo rispondere a questa domanda se non fornendovi un luogo, un evento ed una data.

Il luogo è Hyde Park, cuore verde a Londra.

L’evento è il Live8.

La data –storica per gli amanti della musica al servizio delle cause giuste- è il 2 luglio 2005.

In quel momento, anche gli uomini adulti hanno pianto come vitellini, quando, sul palco, sono soliti tre dei cinque storici Pink Floyd.

Non c’era Barrett, che morirà l’anno successivo ma è da tempo fuori dalle scene.

Per il resto David, Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright sono sul palco.

 

Assieme.

 

David e Roger si scambiano le battute musicali durante un’emozionante “Wish you Were Here”.

E pensare che la carriera di David Gilmour ha preso il decollo grazie ad un Fluido, un fluido rosa.

Anzi, un Pink Floyd.

 

 

 

Lascia un Commento

Filtered HTML

  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <blockquote> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
This question is for testing whether or not you are a human visitor and to prevent automated spam submissions.
Image CAPTCHA
Inserisci i caratteri presenti nell'immagine.