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Filippo Candio - Il Re del Poker

Filippo Candio - Il Re del Poker

Se c’è un professionista italiano che ha inciso più di tutti nel Texas Hold’em in Italia è Filippo Candio. Probabilmente meno pubblicizzato e poco mainstream rispetto a tanti altri suoi colleghi, spesso presenti in tv e protagonisti di programmi televisivi dedicati a questa variante del poker (soprattutto nel periodo d’oro di questo gioco), ma il Re del Poker cagliaritano a fine 2010 è stato il primo professionista italiano a partecipare al tavolo finale delle World Series of Poker, chiudendo al quarto posto con un incasso di circa tre milioni di dollari.

Chi è Filippo Candio

 

Classe ‘84. Cagliaritano di nascita, uno dei giocatori di poker professionisti più importanti d’Italia. Ad oggi, nonostante un periodo di inattività tra il 2014 e il 2018 e una vita che l’ha portato più verso l’imprenditoria che a quella di pokerista, è ancora nella classifica dei giocatori di poker più vincenti d’Italia.

 

Il poker da sempre ha fatto parte della quotidianità di Filippo Candio. Il primo approccio - come da lui stesso dichiarato in un’intervista del novembre 2020 a italiapokerclub.com - a circa dieci, dodici anni. A 19 anni arrivano le prime vittorie in tornei contro 40-50 avversari e lì capisce che dietro questo gioco non c’è solo passione ma anche un pizzico di talento.

 

“Cosa avrei fatto nella vita senza il poker? Forse il musicista. Ma nel poker ero brillante”

 

Nel 2007 si lega al Texas Hold’em sportivo, una variante del poker classico. Spiegazione poco tecnica: anziché avere in mano cinque carte, ogni giocatore nel tavolo ha solamente due carte coperte e altre cinque scoperte (condivise con tutti gli avversari): inizialmente sono tre, poi quattro e infine se il turno prosegue arriva anche la quinta carta. Con sette carte a disposizione, vince chi ha la mano più importante.

 

In questa nuova variante, che presto spopolerà in Italia, inizia ad ottenere ottimi posizionamenti in tavoli nazionali di prestigio. Dalla vittoria nella Notte degli Assi 3 al secondo posto nella Red Sea Cup.

 

Nel 2009 la svolta: Filippo Candio diventa Campione d’Italia dopo aver battuto in finale Vincenzo Mandriota nel Main Event del Campionato Italiano disputato a Sanremo. Questa vittoria gli permette di entrare nel TeamPro di PokerStars. La carriera del Re del Poker è ormai decollata.

 

Eppure questo matrimonio con PokerStars viene stracciato dopo pochi mesi, ma non per questo la carriera di Drive On (questo il soprannome conquistato da Candio nel corso degli anni) si ferma. Anzi, improvvisamente subisce una clamorosa impennata.

 

Il 2010 diventa l’anno d’oro di Filippo Candio che va a premio in diversi tornei nazionali e internazionali, tra questi anche il più importante di tutti a livello mondiale: le WSOP. In diretta tv mondiale chiude al quarto posto contro i mostri sacri del poker e incassa il premio di quasi 3,1 milioni di dollari.

 

A 26 anni tocca la punta più alta della sua carriera da giocatore di poker professionista. Seguiranno negli anni altri piazzamenti a premio in diversi prestigiosi tornei europei: dall’EPT di Barcellona a La Notte del Poker Club di Nova Gorica, passando poi per l’EPT 8 a Campione d’Italia e al No Limit Hold’Em-Shootout delle ISOP 2013.

 

Ma nel 2014 arriva l’annuncio a sorpresa: il Re del Poker Filippo Candio decide di ritirarsi (momentaneamente). Il cagliaritano decide di buttare anima e corpo nel mondo dell’imprenditoria, aprendo uno spazio di coworking a Cagliari e fondando Startup.

 

Qualche anno più tardi Drive On torna in azione. Un po’ più lontano dalle luci della ribalta, ma senza perdere il suo vizio: quello di vincere e andare costantemente a premio.

A Day in The Life

 

È la sera del 6 novembre 2010 che Filippo Candio ha attirato a sé l’interesse di tutti gli appassionati italiani di poker sportivo. Drive On si ritrova al tavolo finale delle WSOP, le World Series of Poker.

 

Per fare un paragone con il calcio, è come un Mondiale con la differenza che anziché esserci due squadre da undici giocatori ciascuna, ci sono ben nove singoli professionisti pronti a darsi battaglia per vincere il torneo, ma con la consapevolezza di tornare a casa con almeno (in caso di eliminazione immediata) un milione di dollari di premio. Non male!

 

Ma in quella notte di novembre Filippo Candio ha vissuto, oltre che alla soddisfazione più grande della sua carriera con il quarto posto finale, la mano più incredibile e - in qualche modo - fortunata della sua carriera da pokerista.

 

Ma attenzione a dare del fortunato ad un giocatore di poker professionista. Dietro l’aggressività sul tavolo verde di Filippo Candio c’è tanto studio degli avversari e analisi dettagliata della partita in corso. Insomma, ciò che noi comuni mortali consideriamo “mossa aggressiva”, probabilmente per i professionisti è una mossa studiata nei minimi particolari. Poi sia chiaro, quel pizzico di fortuna - come in tutti i campi della vita - ci vuole e serve, sempre!

 

Ma tornando a noi e alla giocata più pazza e rocambolesca, soprattutto perché in mondovisione, di Filippo Candio che decide di affrontare Cuong Soi Nguyen avendo in mano un 7 e un 5. Tra rilanci e controrilanci si va All-In. Il cagliaritano si gioca tutto: sul tavolo una coppia di 6 e un 5. Drive On quindi affronta l’avversario con una doppia coppia, ma al momento di scoprire le carte di Sou Nguyen arriva l’amara sorpresa: coppia di Assi. Le percentuali di vittoria per il sardo sono pochissime.

 

Filippo Candio si alza e lascia il tavolo, andando ad osservare le ultime due carte da scoprire sul tavolo in una posizione defilata, quasi da spettatore. Sul tavolo viene scoperto un 8 e questo lascia impassibile il cagliaritano, che vede però aumentare leggermente la sua percentuale di vittoria (con un 4 o con un 9 chiuderebbe una scala, andando a battere la doppia coppia dell’avversario). Viene girata la quinta carta ed è un 4. Scala per il Re del Poker.

 

Candio impazzisce e inizia ad esultare all’impazzata. È ancora vivo, è ancora sul tavolo più importante del mondo. E si ritrova con un mucchio di fiches che gli permettono di arrivare fino al quarto posto.

 

Ma per tutti gli appassionati di poker sportivo in Italia è un po’ come se avesse vinto il torneo.

 

Chapeau Filippo!

 

 

Marco Deiana

 

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