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Flavia Pennetta - La racchetta d'oro

Flavia Pennetta - La racchetta d'oro

Legata ai campi di tennis dell’Isola di Sardegna, tennista italiana entrata nella leggenda.  Ha giocato e vinto una storica finale degli US Open tutta italiana. Ha battuto tenniste ben più titolate, come Maria Sharapova, Venus Williams, Martina Hingis, Justine Henin

Controllate la tensione delle corde della vostra racchetta, riscaldatevi per bene e pronti a scattare!

Diritto, rovescio, ad una o due mani: benvenuti nella vita di Flavia Pennetta

GLI ESORDI: LA TERRA DI SARDEGNA, IL ROLAND GARROS E ROBERTA VINCI

Flavia Pennetta nasce a Brindisi il 25 febbraio 1982. Appassionata sin da giovanissima di tennis, Flavia sale agli onori della cronaca ancor minorenne, quando conquista il Campionato Italiano Under 14. È il 1996 e Flavia è appena quattordicenne. L’anno successivo conquista due vittorie nel Campionato Italiano Under 16: singolare e doppio. Grazie a queste vittorie prende parte –per la prima volta- ad un torneo del circuito ITF (International Tennis Federation. NdA) anche se non va oltre il secondo turno.

Nel 1998, pur non superando le qualificazioni per gli Internazionali di Palermo, partecipa a cinque tornei ITF, conquistando due vittorie nel doppio e vincendo la Coppa del Mondo Under 18.  L’anno successivo, il 1999, porta decisamente meglio a Flavia: vince due tornei ITF, a Grado e a Cagliari (uno dei tanti legami sportivi con la Sardegna. NdA) e si aggiudica, in coppia con Roberta Vinci (Altro grande talento del tennis italiano. NdA) due trofei: il “Bonfiglio” di Milano e l’ambitissimo “Roland Garros” Under 18.

Scattano i diciott’anni e Flavia è pronta per entrare ufficialmente tra le professioniste. L’esordio nel torneo WTA non è dei migliori: fallisce cinque qualificazioni ad altrettanti tornei, compreso Wimbledon. Nel 2001 è un’intossicazione alimentare a bloccarla nel pieno della stagione.

Il 2002 inizia decisamente meglio: Flavia conquista cinque titoli in doppio (Roma Lanciani, Bordeaux, Brindisi, Fano e Bronx, New York. NdA). A fine anno, è 129° nella classifica mondiale del doppio e 95° in quella singolare.

Arriva il 2003 e –nonostante gli ottimi propositi- arrivano dei guai fisici. Nonostante tutto, riesce ad esordire in Federation Cup con la maglia della Nazionale Italiana, vincendo tutti e tre gli incontri che la vedono protagonista.

Nel 2004 arriva finalmente il coronamento a tanto impegno: il primo torneo, alzato a Sopot. L’anno successivo raggiunge il risultato più alto nel ranking, piazzandosi in 23° posizione. È il preludio ad un grandissimo anno per Flavia e per i colori azzurri. Vi basti soltanto pensare al 2006. Oltre all’Italia del Pallone che trionfa in Germania, le “ragazze terribili” del tennis conquistano la Federation Cup. A far parte del team, oltre Flavia, troviamo Mara Santangelo, Francesca Schiavone (Un’altra tennista che ha bruciato record su record. NdA) e l’immancabile compagna di mille avventure, quella Roberta Vinci che abbiamo già incontrato qualche paragrafo fa.

Il 2007 è nuovamente un anno difficile, tra infortuni e tornei non centrati. Nel 2008 ci sono le Olimpiadi di Pechino ma Flavia non riesce ad andare oltre il primo turno nel singolare; nel doppio, lei e Francesca Schiavone si fermeranno ai quarti.  Tuttavia, il 2008 si conclude alla grande il 16 ottobre a Zurigo, quando Flavia si permette il “lusso” di battere la numero 1 del Ranking, Jelena Jankovic.

Il 2009 la vede conquistare l’undicesima posizione nel ranking mondiale e non solo. Infatti vince il torneo di Palermo, battendo Sara Errani (Ennesimo talento dei Campi italiani. NdA) e quello di Los Angeles, battendo in semifinale Maria Sharapova e in finale Samantha Stosur. Inoltre, batte anche Venus Williams al torneo di Cincinnati. La vittoria contro la Williams le permetterebbe di entrare nella top ten del Wta, a pari merito con Ana Ivanovic, che tuttavia la scavalca in virtù dei risulti migliori ottenuti nei tornei del Grande Slam (visto che la classifica non concede ex aequo). Nessun problema per Flavia che riesce nell'impresa pochi giorni dopo, sconfiggendo la slovacca Daniela Hantuchova nei quarti del torneo statunitense. Il 2009 si conclude con un'altra vittoria fantastica: la seconda Federation Cup della sua vita.

GLI ANNI DUEMILADIECI: IL GRANDE SLAM, UN POLSO DISPETTOSO ED UNA FINALE DA RICORDARE

Il 2010 inizia con una semifinale nel torneo di Parigi e la finale in quello di Auckland. Arriva il primo trionfo dell’anno, in quel di Miami, in doppio con l’argentina Gisela Dulko. Con la tennista sudamericana, Flavia vincerà contro il duo Katarina Srebotnik -  Kyeta Peschke, raggiungendo la posizione n° 11 del Ranking di categoria. Inoltre, la Pennetta infilerà, una dietro l’altra, anche le vittorie nei tornei di Mosca e Doha, dove si stanno svolgendo i Masters. Grazie a quest’ultima vittoria, Flavia diviene la prima tennista italiana ad affermarsi ai Masters. A novembre, la Pennetta partecipa con la Nazionale alla Federation Cup. Grazie alle sue vittorie contro le statunitensi Bethanie Mattek-Sands e Coco Vandeweghe, contribuisce alla conquista del terzo titolo.

Il 2011 è l’anno del Grande Slam: assieme alla Dulko, Flavia vince il doppio agli Australian Open e le due –ex aequo- conquistano il 1° posto nella classifica delle singole tenniste del doppio. Nessun tennista italiano vi era mai riuscito, prima che arrivasse Flavia.

L’anno successivo, il 2012, è costellato di problemi e infortuni. La Pennetta salta i primi match in Federation Cup contro l’Ucraina ma riesce a rientrare per il match in doppio, permettendo alle azzurre di ottenere il punto decisivo. Tuttavia, il polso destro le dà continuamente noie e la costringe a ritirarsi al torneo di Roma, mentre sta sfidando Venus Williams. Decide di operarsi allo scafo lunare del polso e rimarrà lontana dai campi per diversi mesi.

Torna alla grande, Flavia, nel 2013: a febbraio sale sul palco del Festival di Sanremo in veste di ospite; a settembre, in veste di super tennista, sfiora la finale degli US Open. L’appuntamento con il prestigioso torneo è soltanto rinviato di due anni.

Nel 2014, Flavia trionfa nel torneo di Indian Wells, battendo in semifinale Li Na (tennista cinese n° 2 del Ranking Mondiale. NdA) ed in finale la polacca Radwanska (n° 3 del Ranking. NdA). Arriva il 2015, arriva Settembre ed arrivano gli US Open: in finale – storica prima volta – Flavia Pennetta si scontra con l’amica/rivale di una vita: Roberta Vinci.

Esattamente la stessa Roberta assieme alla quale Flavia trionfò anni prima la Roland Garros.

La finale la vince Flavia: è Storia.

Alla fine dell’anno, la Pennetta decide di appendere la racchetta al chiodo, anzi di porla accanto a tutti i trofei conquistati nel corso degli anni.

Sempre grintosa, sorridente, fortissima: un vero talento che ha portato l’Italia in alto e furia di Rovesci e Servizi al fulmicotone.

Un Destino scritto a chiare lettere sulle corde di una racchetta.

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