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George Lucas – Che la Forza sia con Te

George Lucas – Che la Forza sia con Te

Se pensi a “Guerre Stellari” pensi subito a lui, a meno che non abbia iniziato a vedere la trilogia girata da J. J. Abrams e prodotta dalla Disney. Nell’immaginario collettivo il “cervello” dietro alle avventure degli Jedi, dei fratelli Luke e Leila Skywalker e della lotta contro il Lato Oscuro della forza c’è lui, il barbuto geniale George Lucas.

Salite su un’astronave, preparatevi a combattere contro Darth Vader e Via! Che la Forza sia con Voi!

 

La Genesi

 È il 1971 e un giovanissimo George Lucas vorrebbe realizzare un lungometraggio di fantascienza. L’autore e regista è appassionato sin dal piccolo del genere e – in compagnia del produttore Gary Kurtz – prova ad acquistare i diritti del personaggio di Flash Gordon. Troppo costoso, troppo controllo creativo da parte dei detentori dei diritti portano Lucas a guardare altrove. In quell’anno, infatti, raggiunge un accordo con la UA (United Artists) per girare due film: “American Graffiti” e un lungometraggio di cui ancora non esiste una trama, chiamato provvisoriamente “The Star Wars”.

Due anni dopo, nel 1973, “American Graffiti” è in tutte la sale americane e Lucas ha la possibilità di concentrarsi sul secondo progetto. Costretto dalle circostanze raccontate nel paragrafo precedente (l’impossibilità ad acquisire i diritti legati a Flash Gordon) a creare una storia originale, un soggetto intitolato “The Journal of the Whills”.

La storia è incentrata sul giovane apprendista C.J. Thorpe, discepolo del maestro “Jedi-Bendu” Mace Windy. La base c’è già, direi, ma Lucas ha paura che la Storia possa risultare troppo complessa. Nel maggio dello stesso anno realizza un trattamento (uno die passaggi intermedi tra il soggetto e la sceneggiatura finale) di 14 pagine, ispirato fortemente alla struttura del film di Akira Kurosawa “La Fortezza nascosta”. (Del resto, i capolavori del regista giapponese saranno fonte d’ispirazione per diversi registi accenditeli, vedi Sergio Leone e il primo film della (Trilogia del Dollaro, “Per un pugno di Dollari”). Trama: l’eroe di turno, un generale, cerca di salvare la principessa da un malvagio Impero. Sia la UA che la Universal Studios si rifiutano di seguire il progetto di Lucas: costoso, rischioso, con un regista (lo stesso Lucas) considerato “immaturo” per un film ad alto budget. Tra tutte le voci spicca quella di Alan Ladd Jr dalla 20th Century Fox, il quale fiuta la storia, ne comprende il potenziale e dà fiducia al nostro regista-autore-sceneggiatore. Nel settembre del ’73, George è alle prese con la riscrittura della storia sotto forma di sceneggiatura.

A maggio ’74 una prima bozza è pronta: ci sono gli antagonisti malvagi (i Sith), un’astronave-pianeta (La Morte Nera) e un giovane protagonista, che si chiama Annikin Starkiller (Ve lo immaginate? Altro che Luke Skywalker: abbiamo rischiato un Annikin Starkiller!). nel gennaio del ’75 Lucas aveva creato una seconda versione, trasformando il protagonista in Luke, un giovane cresciuto in una fattoria. Annikin diventa un saggio Cavaliere Jedi, oltre che…il padre di Luke. In questa versione, inoltre, Dart Fener viene eletto a Cattivo di primo rango.

Con la fine dell’estate 1975, ad agosto, Lucas ha pronta la terza versione: è “scomparso” il padre di Luke (in tutti i sensi) e al suo posto appare un vecchio amico di Annikin, un Cavaliere Jedi chiamato Ben Kenobi. Più va avanti con le riscritture, più Lucas si rende conto di dover creare, per dare tridimensionalità alla Storia, una “backstory” per ogni personaggio, un passato corposo e articolato, come dichiarerà lo stesso autore nel 2004:

«Quando scrissi la... sceneggiatura avevo delineato un passato per tutti i personaggi, in modo da sapere da dove venissero... Dovevo sapere più o meno da dove tutti questi personaggi provenissero, come si incastravano tra di loro e qual era la loro storia. Ciò andò a formare una bozza con brevi descrizioni sull'identità e la provenienza di ognuno. Non era mai stata mia intenzione realizzarne un film... È semplicemente una piccola backstory su chi erano i Jedi, com'era la Repubblica e qual era il rapporto tra Obi-Wan e Dart Fener... e l'Imperatore; "cos'è l'Impero?"»

Convinto che il suo lungometraggio sarebbe stato un successo, Lucas sigla un accordo per poter girare due sequel della storia (Ovviamente, in caso di trionfo ai botteghini) e si mette d’accordo con l’autore Alan Dean Foster per scrivere i due sequel, sotto forma di romanzo, per adattarli –casomai ci fosse stata l’esigenza- in film a basso costo.

All’inizio del 1976, nell’anno del Bicentenario degli United States of America, Lucas scrive la quarta sceneggiatura: il 22 marzo iniziarono le riprese del primo film, che uscirà nelle sale un anno dopo, nel 1977.

Inutile parlarvi dell’accoglienza che il film riceve: è semplicemente il Blockbuster dell’anno, il che porta Lucas a pensare più in grande, accantonando le idee scritte da Alan Dean Foster che, tuttavia, non andranno buttate nel cestino: la Del Rey Books pubblicherà lo scritto con il titolo “La Gemma di Kaiburr”. Alla fine dei quel fantastico 1977, Lucas comincia a lavorare sul secondo episodio della serie, ingaggiando l’autrice di fantascienza Leigh Brackett. Dalle discussioni e chiacchierate tra i due nasce la prima sceneggiatura de “L’Impero Colpisce ancora”. Si dice che la versione non piaccia al regista e che la rielabori (alcuni dicono che la riscriva completamente) con Lawrence Kasdan, anche perché la Brackett – nel frattempo- muore di cancro il 18 marzo del 1978. La trama, scritta a quattro mani con l’autrice, ha già tutti i punti peculiari di ciò che poi verrà girato, a parte il fatto che il padre di Luke e Dart Fener NON sono ancora la stessa persona (Non parlatemi di spoiler: sono passati 40 anni, direi che i colpi di scena non sono più “segreti”). Questo accorgimento, il colpo di teatro sarà tirato fuori dal cilindro di George Lucas nella seconda sceneggiatura, scritta in ben due versioni differenti, nel solo mese di aprile ’78 e porterà lo stesso autore a dover rivedere sia le Backstories sia il continuum della Storia stessa. Non solo, rendiamo anche le dinamiche tra i tre “buoni” principali (Luke, Han Solo e la Principessa Leila) complesse, facendo sì che Luke e Leila siano…fratello e sorella (Fattene una ragione, giovane Skywalker).

Il secondo film fu un altro successo ma fu traumatico per Lucas: la mole di lavoro, lo stress e tutte le situazioni parallele e satellitari minano il tuo stato psico-fisico e incrinano il suo matrimonio. La “Sindrome di Star Wars”, potremmo definirla così, non tocca soltanto Lucas: un esempio lampante è la storia umana e professionale di Carrie Fisher, aka Leila Skywalker (Se vuoi approfondire e scoprire qualche verità pesante, troverai un articolo biografico, firmato dal sottoscritto, dedicato a Carrie).

Ormai siamo nel 1981 e un provato George vuole chiudere i conti con la trilogia: con una bozza di sceneggiatura pronta e molte idee “bruciate” per il secondo episodio, è a corto di soluzioni narrative. Inventa così gli Ewok, giusto per darvi la misura di quanto Lucas abbia dovuto “inventare” nuovamente, affidando la regia a Richard Marquand, mentre il nostro segue più la produzione artistica. “Il Ritorno dello Jedi” esce nel 1983, l’anno in cui Lucas divorzia e prede parte delle sue fortune, che vanno all’ex moglie.

Passeranno anni prima che George decida di riprendere in mano l’Universo e rimettere, uno contro l’altro, i due lati della Forza.

 

Un boom a fumetti, una nuova trilogia, un progetto ambizioso e l’ombra di Topolino alle spalle…

Siamo nei primissimi anni Novanta. Dal 1983 –anno in cui abbiamo momentaneamente lasciato George alle prese con un divorzio multimilionario – Mr. Lucas non è restato con le mani in mano: firma le sceneggiature di un’altra trilogia, in cui Harrison “Han Solo” Ford veste i panni dell’archeologo avventuriero Indiana Jones. Il tutto con la regia del fraterno amico Steven Spielberg, oltre che aver prodotto film per ragazzi e non solo (Labyrinth, Willow, Howard e il destino del Mondo, il ritorno degli Ewoks…). Tuttavia, sondato il successo e la passione che gli aficionados della trilogia esprimono, George prende in considerazione l’idea di rimettersi sia alla scrittura che dietro la macchina da presa, considerando le innovazioni dell’animazione digitale.

È il 1993 e Lucas comincia a progettare i prequel: immagina di raccontare la storia di Darth Vader/Anakin Skywalker partendo dalla sua infanzia, per descrivere la progressiva corruzione del personaggio da parte del Lato Oscuro. Questo stratagemma narrativo, però, lo portò a dover creare da zero – di fatto- buona parte della sceneggiatura dei primi due episodi. Ah, dimenticavo: sono realmente i primi 2 episodi di tutto l’arco cronistorico di Star Wars: difatti, i nomi delle pellicole saranno “Episodio I - La minaccia fantasma” ed “Episodio II - L'attacco dei cloni”, seguiti da “Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith”.

Come reagisce il pubblico? Follie ai botteghini, incassi alle stelle, urla di giubilo? Beh, sì e no. Le tre pellicole non vanno male ma i fan della prima onda storcono il naso. George, per nulla felice delle critiche ricevute, dichiara che non girerà mai più un film legato a Star Wars.

Leggete bene questa frase: non girerà mai più un film legato a Star Wars. Il che, considerando che la Lucasfilm detiene i diritti del franchise dovrebbe impedire a chiunque di poter parlare nuovamente di Jedi, Chewbecca e compagini assortite.

Sbagliato.

All’ombra delle cubitali lettere che identificano la Mecca del cinema, Hollywood, un Brand a noi estremamente noto si muove. Creatore di Blockbuster a cartoni animati, di parchi giochi tematici, di un impero multinazionale che vuole essere Leader dappertutto, The Walt Disney Company acquista la Lucasfilm per 4,05 miliardi di dollari (banconota più, banconota meno). Badate bene: nell’accordo di vendita c’è una clausola che prevede – nell’eventualità in cui si vadano a girare nuovi film del Franchise, le idee di Lucas dovranno essere prese in considerazione.

Indovinate? Tra i primi progetti dei nuovi proprietari c’è una nuova trilogia in ballo, data in mano a J. J. Abrams e che non terrà minimamente in considerazione le idee di George, povero lui.

Sappiamo – e qui chiudo con la Disney - che questo “gioco” non lo faranno solo con la Lucasfilm ma anche con la ben più forte Marvel. Cose che succedono.

In ogni caso, che Lucas abbia creato una storia incredibile è fuor di dubbio.

Per farvi comprendere meglio quale folle mente creativa abbia creato una storia che, a tutt’oggi, passiona e incolla milioni di spettatori – a prescindere dal numero dell’episodio, va detto – troverete una brevissima scaletta di quella che sarebbe dovuta essere la scaletta dei nove episodi concepiti da Lucas. Tra parentesi, troverete il nome dell’episodio realmente uscito nei cinema.

A voi i commenti

EPISODIO I: Dedicato ai Jedi, al loro reclutamento e addestramento. (La minaccia fantasma)

EPISODIO II: Introduzione e sviluppo di Obi-Wan Kenobi. (L’attacco dei cloni)

EPISODIO III: Introduzione e vita di Darth Vader. (la vendetta dei Sith)

EPISODIO IV: Ci sono state diverse bozze del film. In una addirittura Luke era una donna e Han suo fratello; il padre di Luke era in prigione e vi erano 40 wookie. (Guerre Stellari)

EPISODIO V: Una volta scritta la sceneggiatura non è mai cambiata. Sono state tagliate solo alcune scene, quelle sulla base ribelle ed alcuni minuti di addestramento con protagonisti Luke e Yoda (privi di dialogo). (L’Impero colpisce ancora)

EPISODIO VI: Leia doveva essere eletta la regina del suo popolo. Han doveva morire. Luke doveva affrontare Vader e poi proseguire la sua vita da solo. Leia non era assolutamente la sorella di Luke. (Il Ritorno dello Jedi)

EPISODIO VII: Doveva basarsi sulla vita di Luke come Jedi, ma non vi erano grossi piani sulla trama. (Il risveglio della Forza)

EPISODIO VIII: Doveva apparire la vera sorella di Luke da una parte diversa della Galassia. (Gli ultimi Jedi)

EPISODIO IX: Era prevista la prima apparizione dell’Imperatore. (L’ascesa di Skywalker)

 

Che dire? Può essere cambiato tutto, possono essere passati gli anni e ormai la computer Graphic permette di immaginare e creare universi interi, molto più del 1977 e dei costumi di scena o dei pupazzi animati.

Eppure una cosa resta e rimarrà uguale, sempre e comunque: quel lampo di genio che un regista di nome George Lucas ebbe nei primissimi anni ’70. Una storia che inizia in una galassia molto, molto, molto lontana.

Che la Forza sia con te, George!

 

 

Alberto Caboni

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