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Hugh Laurie - Happy Birthday, Dr. Hugh

Hugh Laurie – Happy Birthday, Dr. Hugh

Brillante, poliedrico, comico e drammatico nel contempo.

Dall’Inghilterra alla conquista del mondo grazie ad un bastone, un camice mai indossato ed una squadra fortissima.

Mettetevi i guanti, controllate il vostro stetoscopio e seguitemi in corsia: si va alla scoperta della vita di Hugh Laurie, il “Dr. House”.

 

Da Oxford a Cambridge: infanzia, canoa, Emma e Stephen

James Hugh Calum Laurie nasce in quel di Oxford l’11 giugno 1959, figlio di Ran, medico e canottiere (Medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Londra del 1948; mica noccioline. MdA) e Patricia. Ultimo di 4 tra fratelli e sorelle, sin da piccolo cresce a pane e canottaggio.

Ad appena 18 anni, nel 1977, Hugh vince le Nazionali Britanniche nella categoria Juniores e rappresenta la Gran Bretagna e Sua Maestà ai Mondiali Juniores, tenutisi lo stesso anno.

 

Hugh, terminate le scuole, si iscrive al College. Non ad Oxford, bensì a Cambridge. I due college, da secoli, gareggiano ogni anno sfidandosi in una gara di velocità e resistenza in canoa. Beh, Hugh gareggia per Oxford e ci mette tutto sé stesso.

Per farvi capire quanto tiene alla sfida: nel 1980, Hugh e i soci di Oxford vincono su Cambridge per un metro e mezzo di distanza, una delle sfide più combattute degli ultimi quarant’anni.

Durante il College, Hugh si trova costretto suo malgrado ad abbandonare l’attività agonistica: si ammala di mononucleosi e si ferma.

In quel mentre conosce la Compagnia Teatrale dei “Footlights” e la splendida Emma Thompson. Tra i due –per un breve periodo- nasce l’amore (in seguito, resterà una solida amicizia); terminata la liason, Hugh conosce quello che diverrà il suo amico e partner lavorativo per anni, Stephen Fry (il futuro Oscar Wilde nell’omonimo film del 1997. NdA). Tutto grazie alla Thompson, amica comune.

Hugh e Stephen scrivono e recitano assieme, sin dal principio. Una loro commedia, “The Cellar Tapes”, vince il “Perrier Award” all’Edinburgh Fringe Festival. Squadra che vince non si cambia: visto l’affiatamento, i due continuano a recitare, scrivere e tentare la strada che dal palco porta al piccolo (o al grande) schermo.

Nascono così gli sketch “A bit of Fry and Laurie” e la serie televisiva “Jeeves e Wooster”, dove Hugh interpreta Bertie Wooster. Questo ruolo gli permetterà di mettere in risalto altre doti: Laurie è un ottimo polistrumentista, un virtuoso pianista ed un buon cantante.

Un artista completo come lui non può non avere il riconoscimento ed il successo che merita, si pensa. Bisognerà attendere anni affinché l’astro di Laurie brilli, chiaro e luminoso, nel firmamento degli Attori.

Durante gli anni Novanta, Hugh partecipa a diverse pellicole, anche se mai con un ruolo primario. Recita, assieme a Fry ed Emma Thompson, in “Gli amici di Peter”, del connazionale Kenneth Branagh; ricopre il ruolo di Mr. Palmer nel masterpiece “Ragione e Sentimento”, tratto dal best-seller di Jane Austen. Lo si può ritrovare in “La Maschera di Ferro”, con Di Caprio, Depardieu, John Malkovic e Jeremy Irons (Hugh sarà il “consigliere numero uno del Re”. NdA).

Il primo ruolo importante arriva nel 2000, grazie a Ben Elton. L’autore comico, infatti, trasla un suo romanzo in sceneggiatura e firma la regia di “Maybe Baby”, scegliendo Hugh per la parte di Sam Bell.

 

Contemporaneamente, anche se girato un anno prima, esce nelle sale di tutto il mondo la storia di Stuart, un topolino bianco adottato da una famiglia umana. Il film, “Stuart Little”, vede Laurie nei panni di Fredrick Little, il capofamiglia.

Hugh regge perfettamente la parte ed il film esplode al botteghino, tanto che si girerà un sequel in breve tempo

 

Arriva Gregory, lo scorbutico geniale

Nel 2004, un team di autori tra i più forti in circolazione (David Shore, Katie Jacobs, Paul Attanasio) per quanto riguarda le serie USA, creano un nuovo format, incentrato su un “novello Sherlock Holmes con il camice”, un dottore che – grazie a metodi particolari, carattere scorbutico e ragionamenti analitici- riesce a dare una risposta ai casi più stravaganti e rari che capitano tra le sue mani.

Hugh si trova in Africa al momento del casting. Sta girando “Il Volo della Fenice” in Namibia. Spettinato, stranito, chiuso dentro un bagno (l’unica stanza con un’illuminazione quantomeno decente) e usando un ombrello al posto del bastone (il personaggio, il Dottor Gregory House, è zoppo), manda il suo provino al regista della puntata pilota, Bryan Singer (il regista dei primi “X – Man”).

Il commento di Singer (“Sembrava un video di Bin Laden”) rende l’idea dell’aspetto generale di Hugh. Tuttavia, la sua interpretazione convinse Singer, che non conosceva quell’attore americano. Il fatto che Hugh, più inglese della Regina, fosse riuscito a sembrare più americano di un americano la dice lunga sulle sue capacità attoriali.

Il ruolo fu affidato a Hugh che ritrovò nel cast un altro suddito di Sua Maestà: Robert Sean Leonard (il coprotagonista de “L’Attimo Fuggente”, ricordate?).

La serie, “Dr. House – Medical Division”, partì ufficialmente il 16 maggio 2004 ed arrivò sino al 21 maggio 2012. 177 episodi totali, con il personaggio di Gregory House che è divenuto, nel corso delle stagioni, sempre più plasmato sulla fisicità e sull’interpretazione di Hugh.

Grazie a quel ruolo, Laurie conquista due Golden Globe consecutivi, nel 2006 e nel 2007, come miglior attore per serie televisive drammatiche.

Chiusa l’avventura con il misantropo Dottore, Hugh partecipa per due anni (2015 – 2017) a “Veep – Vicepresidente incompetente” nel ruolo del senatore Tom James; in contemporanea, è protagonista di “Chance”, nei panni di un altro Dottore. Stavolta interpreta uno neuropsichiatra, Edon Chance.

Nel 2017 arriva un terzo Golden Globe per Hugh: lo conquista, da non protagonista, per la miniserie televisiva “The Night Manager”.

L’11 giugno Hugh Laurie compie 60 primavere.

Grazie a lui –sono sicuro- i medici ci fanno meno paura (da una parte; dall’altra, abbiamo paura che siano burberi come House. NdA).

Happy Birthday, Dr. Laurie!

 

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