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James Hetfield – Master Of Metal Puppets

James Hetfield – Master Of Metal Puppets

Uno dei pilastri del Trash Metal. Dal 1981 è uno dei leader del più conosciuto ed iconico gruppo del genere, i Metallica.

Mettete l’amplificatore al massimo, collegate il vostro distorsore e preparatevi a suonare riff incandescenti: benvenuti nella vita di James Hetfield

 

L’infanzia di James Alan: Downey, Virgil e Cynthia, la musica e il Cristianesimo Scientista

James Alan Hetfield nasce a Downey, una neonata città (fu riconosciuta come tale nel 1956, sette anni prima dell’arrivo di Hetfield) il 3 agosto 1963, a 20 km da Los Angeles.

Figlio di Virgil e Cynthia, rispettivamente camionista e cantante lirica, James sin da giovanissimo è attirato dall’universo musicale. Inizia a suonare il pianoforte attorno ai 9 anni, per poi emulare suo fratello David alla batteria e infine approdare alle sei corde di una chitarra. Nonostante le lezioni di pianoforte, James non sa leggere o scrivere spartiti (Come vedremo in seguito, non gli rovinerà la carriera). A 13 anni, con l’inizio dell’adolescenza, arriva anche un trauma nella vita di James: i suoi divorziano, in maniera improvvisa. Hetfield si trova completamente sbalestrato. A gravare ancor di più sul quadro generale, cioè l’orientamento religioso della famiglia. Tutti –James incluso, anche se sempre più riottoso – sono Cristiani Scientisti.

Per aiutarvi a comprendere meglio come viva un Cristiano Scientista, ci affidiamo proprio ai ricordi di James:

“Sono stato educato da Scientista Cristiano, che è una strana religione. Il principio fondamentale è che Dio cura tutto. Il corpo è solo un involucro, non servono medici. Era alienante e difficile da capire. Non potevo fare le visite mediche per giocare a football. Era assurdo dover lasciare le lezioni di educazione fisica durante la scuola, e tutti i ragazzini dicevano: ‘Ma perché te ne vai? Che sei handicappato?’. Da ragazzino non vedi l'ora di far parte della squadra. Chiacchierano sempre di te e pensano che sei strano. Era davvero fastidioso. Mio padre insegnava al catechismo, era fissato. Mi è stato quasi imposto. Avevamo dei piccoli testimonial e c'era una ragazza col braccio rotto. Si alzava in piedi e diceva: ‘Mi sono rotta il braccio ma adesso, guardate, va molto meglio’. Ma era, insomma, storpia e basta. Ora che ci penso era alquanto disturbante”

Insomma, la sua adolescenza non è delle più facili e la successiva malattia di Cynthia e la decisione di non curare il cancro con terapia medica peggiora il tutto. La madre di James morirà e i restanti Hetfield si trasferiranno a Brea, California. James – poco prima di trasferirsi- aveva stretto un forte legame di amicizia con Ron McGovney, a cui Hetfield insegnerà i rudimenti del basso. Ron e James continueranno a frequentarsi in diversi gruppi, tra i quali ricordiamo gli Obsession, gli Syrinx, i Phantom Lord e i Leather Charm, gruppo in cui James inizia seriamente a ricoprire il doppio ruolo di voce e chitarra ritmica.

Arriva il 1981, James ha 18 anni e risponde ad un annuncio sulla fanzine “The Recycler”. A pubblicarlo, un danese naturalizzato statunitense, Lars Urlich. Dopo il primo incontro, tra i due si forma una sinergia interessante, spina dorsale del gruppo che fonderanno, i Metallica. Nella prima formazione troviamo McGovney al basso ed una serie di chitarristi “transitori”. Nei primi mesi del 1982, i Metallica incidono “Hit the Lights”, pubblicata nella raccolta “Metal Massacre”. Sarà una bella botta di adrenalina che lancerà i ragazzi verso la registrazione del loro primo album. Nel frattempo, Ulrich ha trovato un chitarrista, Dave Mustaine, davvero interessante e capace. Peccato che abbia il gomito perennemente puntato verso l’altro (Non che James se ne privi: nei primi anni, il gruppo è conosciuto con il lapalissiano soprannome di “Alchoolica”). Dopo l’ennesimo stato di alterazione alcoolica pre concerto (tradotto: ubriacatura molesta), Dave viene defenestrato dai Metallica, dando il via ad una faida che durerà anni tra Hetfield & Ulrich vs Mustaine (e successivamente, tra Metallica e Megadeth, il gruppo d Dave). Anche McGovney saluterà il gruppo. James e Lars resteranno la spina dorsale della band, mentre arriveranno due personaggi destinati a scrivere la storia: Kirk Hammett alla chitarra solista e Cliff Burton al basso. L’anno è il 1983 e James e soci stanno per registrare “Kill’Em All”, l’album che li farà conoscere. Seguiranno anni incredibilmente intensi, arriveranno altri due album pesantissimi per la storia del Metal: “Ride the Lightning” del 1984 e soprattutto “Master of Puppets” del 1986. Tuttavia, quell’anno riserverà un amarissimo e scioccante epilogo.

La band è in tour in quel di Svezia. Siamo nei pressi di Ljungby. La data il 27 settembre 1986. Il tour bus dove viaggiano i ragazzi si ribalta più volte, dopo aver slittato ed essere uscito fuori strada. Ancora oggi non sappiamo se la causa dell’incidente sia da attribuirsi allo stato etilico dell’autista, alla presenza di ghiaccio sull’asfalto, errore di valutazione umana. James riesce ad uscire dalle lamiere del mezzo. Assieme a lui Kirk, Lars, l’autista. E Cliff? Il carissimo Cliff, quello che tutti loro consideravano più di un fratello? Lasciamo che –ahinoi- ce lo racconti lo stesso James:

Vidi l'autobus sopra di lui. Vidi le sue gambe spuntare fuori. Crollai. L'autista, ricordo, stava tentando di dare uno strattone alla coperta posta sotto il suo corpo per usarla per le altre persone. Dissi soltanto "Non farlo, cazzo!". Volevo uccidere quell'uomo. Non so se fosse ubriaco o se passò sul ghiaccio. Tutto quello che sapevo fu che stava guidando e che Cliff non era più con noi.”

I ragazzi sono traumatizzati. La scomparsa così folle e tragica di Cliff li lascia sconvolti. James riceverà dai parenti di Cliff uno dei suoi anelli. Ancor oggi lo indossa. Sempre, per farvi capire il legame.

Hetfield cerca di trascinare il gruppo fuori dal baratro della tristezza. Viene assunto un altro bassista, Jason Newsted, che si trova a sostituire Cliff in un album –uno degli album- miliari per il gruppo, ovvero “…And Justice for All”. le canzoni presenti nell’album fanno notare un cambio di genere e i più puristi storcono il naso. Cosa che al buon James poco importa.

James Rockstar: il Black Album, la difficoltà degli anni ’90, ciao ciao Jason

Il 13 agosto 1991 la vita dei Metallica cambia per sempre: esce il “Black Album”, l’album della svolta, quello che ha venduto 25 milioni (Sì, VENTICINQUE) di copie in tutto il mondo. L’album che contiene “Nothing Else Matters”, la canzone più conosciuta del gruppo. Canzone in cui si può sentire un assolo di James, solitamente restio a quel ruolo. La spinta del “Black Album” porta il gruppo ad esibirsi al “Freddie Mercury Tribute”, il concerto evento legato al ricordo dell’indimenticabile Leader dei Queen. La versione di “Stone Cold Crazy” cantata da James, accompagnato dai restanti Queen e Toni Iommi alla chitarra (Black Sabbath, giusto per darvi un suggerimento), spacca: forse uno dei pezzi più interessanti del Live. Dopo un tour estenuante, i Metallica, a corto di idee e di fiato, si riposano. Nel frattempo, gli anni Novanta avanzano, gli stili cambiano, i look “obbligatoriamente” si ripuliscono: via i capelli lunghi e i baffoni a manubrio che tanto avevano caratterizzano James (chiaro omaggio a Lemmy dei Motorhead, suo idolo) e via libera a taglio corto da skater. Anche gli album che arriveranno, “Load” (1196) e “Re-Load” (1997) saranno più puliti, forse privi della consueta creatività. I fans non premieranno questo periodo e James vivrà il tutto con difficoltà. La famiglia Hetfield si allarga, al pari di quella di Lars Ulrich, con l’arrivo di figlioli: più responsabilità, più voglia di stare in famiglia. Usciranno “Garage Inc” (1998, album di cover) e “S&M” (2000, registrato con un’orchestra sinfonica). Gli equilibri del gruppo, tuttavia, sono instabili. James e Lars sono sempre più leader amici/nemici, mentre Jason, arrivato il 2001, propone a tutti di prendere una pausa. In ballo c’è un suo progetto parallelo, gli Echobrain, ma non solo: c’è la voglia di ritrovare la creatività con il gruppo. Gli altri componenti del gruppo rifiutano la sua proposta e Jason decise di abbandonare i Metallica il 17 gennaio 2001, alla vigilia delle registrazioni dell’album numero 8.

E non è finita qui: il peggio per James Hetfield sta per arrivare

James nel nuovo Millennio: Napster, Rehab, Some Kind of Monsters, Robert, Hall of Fame

Contemporaneamente alle registrazioni audio, i Threetallica (James, Lars e Kirk) vengono filmati da una troupe, intenta a registrare quello che diverrà “Some Kind of Monsters”. La tensione è alle stelle, l’uscita di Jason non aiuta e i problemi con l’alcool di Hetfield peggiorano sempre di più, tanto che James abbandonerà il gruppo per alcuni mesi per andare in Rehab. Molti pensano –Kirk e Lars in primis – che i Metallica siano morti. Basta riff capaci di scuotere le ossa, basta assoli chilometrici, basta doppio pedale: basta Metallica. Come se non bastasse, James e Lars ingaggiano una battaglia senza precedenti con Napster, il più famoso programma di file sharing. Anche questa mossa, affidata ai legali e terminata con la soppressione del programma, non farà impazzire i fans, anzi.

Passano alcuni mesi di vuoto e di attesa, senza James.

Quasi come una Fenice, James ritorna, pulito e sobrio, per terminare l’album. Alle parti di basso in studio ci pensa il produttore Bob Rock. È sotto gli occhi di tutti che serve un altro bassista, non un turnista. Dopo una serie di audizioni (tutte documentate in “Some Kind of Monsters”) viene scelto Robert Trujillo, tarantolato bassista treccioluto.

L’album che uscirà, “St. Anger” non è fantastico: si sente la confusione di idee, la scelta di cercare una direzione che non è quella più adatta.

Nel 2009, Jason Newsted si riunirà ai suoi ex compagni per festeggiare l’inserimento della Band nella Rock’n’Roll Hall of Fame.

Ad oggi, dopo altri due album, “Death Magnetic” del 2008 e “Hardwired…to Self-Distruct” del 2016, inframezzati da un album scritto a dieci mani con l’immenso Lou Reed, i Metallica sono ancora uno dei gruppi più forti e pirotecnici del Metal. Più ammorbiditi, sia nei riff che nelle forme. James sembra aver ritrovato un equilibrio che –probabilmente – non ha mai avuto.

E pensare che, se non fosse stato per la sua ostinazione e per quell’annuncio, non avremmo mai conosciuto i Metallica.

Happy Birthday, James!

 

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