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Janis Joplin - Take another piece of my heart

Janis Joplin - Take another piece of my heart

Partire da un porto sicuro ed austero come Port Arthur, Texas e divenire la voce più potente, blues e vibrante di emozioni degli anni Sessanta e Settanta, prima di terminare il proprio ciclo come una rockstar, entrando di diritto nel club “J27”, che vede – tra i suoi componenti- le più grandi rockstar scomparse a 27 anni.

Jimi Hendrix, Brian Jones e lei, la Regina Blu: Janis Joplin.

FROM GIRL TO WOMAN: IL FANTASTICO MONDO DI JANIS

Janis Lyn Joplin nasce il 9 gennaio 1943. Port Arthur è una cittadina industriale piccolo borghese e Janis, figlia di un operaio di raffineria e di una casalinga, passa gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza nella cittadina. 

La sua adolescenza è accompagnata dall’acne, da un leggero sovrappeso e da un’insoddisfazione forte, fortissima. A scuola non viene considerata. A 17 anni, Janis si stanca della piccola cittadina ed insegue il suo sogno: divenire una cantante. Indi gambe in spalla,  bagaglio idem e via! Verso nuove mete.

Diventare una cantante non è facilissimo a Janis alterna vagabondaggi a rientri in città. Si diploma con buoni voti e si iscrive all’Università ma il richiamo delle sette note, quelle note che profumano di libertà e destino, è fortissimo, tanto da portarla a suonare in oscuri locali; potremmo definirli “I Peggiori bar del Texas”, parafrasando lo slogan di una celeberrima marca di Rum. Durante le sue serate incontra il chitarrista Jorma Kaukonen –futuro chitarrista dei pionieri lisergici, i Jefferson Airplane – assieme al quale si esibisce, snocciolando un repertorio folk e country.

Nel 1963 Janis approda a San Francisco. ‘Frisco è la città ideale per una giovane amante dell’Universo Beat e della filosofia On the Road. A ‘Frisco, Janis conoscerà anche l’alcool e le droghe: un’amicizia che perdurerà per il resto della sua vita, escluso qualche periodo.

Tre anni dopo, è l’anno del Signore 1966, Janis ritorna a Port Arthur. Il suo cuore è stato frantumato, un matrimonio è morto ancor prima di nascere e la Joplin è distrutta. Adotta un look ottocentesco, vestendosi solo con colori scuri e raccogliendo i suoi capelli in austeri chignon. È docile, trascorre le ore lavorando o ricamando. I suoi genitori, speranzosi, credono che “questa” Janis sia rinsavita.

ARRIVA CHET, ARRIVA BIG BROTHER

A Port Arthur piomba Chet Helms, amico di Janis e compagno di avventure nei club di Austin. Helms, manager della “Big Brother and The Holding Co”, la ingaggia come vocalist. Janis scioglie gli chignon, si veste di colori e parte per una nuova avventura musicale, fatta di blues, rock e psichedelica. Una miscela esplosiva che calamita le attenzioni di pubblico e critica.

Nel 1967 esce il primo, acerbo album della band: "Big Brother and the Holding Company" che risente di una produzione non impeccabile e di una prestazione non eccelsa da parte dei musicisti.  Nonostante il flop, la Band ottiene un contratto con la magistrale Columbia Records. Come fanno?

Guardatevi l’esibizione della Big Brother al Monterey Festival del 1967. La “Summer of Love” regala un’esibizione in cui Janis brilla, brilla, brilla, oscurando il resto della Bnd. È il preludio alla sua carriera solista, che partirà nel 1968.

Cheap Thrills” contiene le hit più conosciute e sofferte di Janis: “Summertime”, il pezzone da novanta scritto da Gershwin e soprattutto “Piece of Heart”, ovvero la sua anima messa a nudo in una canzone.

L’album è l’ultimo della “Big Brother”, visto che i dissidi tra i componenti porteranno la Band a sciogliersi. Alcool e droghe, sempre presenti nei set- non aiuteranno i rapporti interpersonali. In ogni caso, il periodo con la “Big Brother” rendono Janis una farfalla blues, multicolore e felice. Sul palco vive esperienze uniche. Per citare una sua esternazione: “On stage, faccio l'amore con 25 mila persone. Poi torno a casa sola.”.

NUOVI ALBUM, NUOVE BAND, VECCHIE PROBLEMI

Nel 1969, Janis pubblica "I got dem 'ol Kozmic Blues Again mama", album che divide il pubblico in due grandi aree: gli americani ritengono l’LP troppo blues; gli europei stravedono per la “Regina Bianca del Blues”.

Assieme a lei, una nuova Band: la “Kozmic Blues Band”, che l’aiuta a comporre i brani più belli dell’Album, quali "Maybe", "Little girl blue" e "Kozmic Blues". Anche qui, scomodi compagni di viaggio come l’alcool e le droghe la portano a sciogliere i rapporti con il gruppo.

Janis non ci sta, si disintossica e mette in piedi la “Full Tilt Boogie Band”, grazie alla quale registra il terzo Album in studio. “Pearl” vede la luce nel 1971 ed è una bomba. Pezzi come "Cry baby", "Get it while you can", "My baby" e "Me and Bobby mcGee" (cover di un brano di Kris Kristoggerson) fanno innamorare pubblico e critica. Ma Janis, nonostante le buone intenzioni, è debole, la tensione la schiaccia e cerca un conforto nell’Eroina.

Il 4 ottobre 1970 Janis viene trovata senza vita in una camera del Landmark Motor Hotel di Hollywood. Il suo setto nasale è rotto a causa di un impatto contro un comodino. Un’overdose porta via una della cantanti bianche con la voce più Blues della Storia.

Una ragazza partita da Port Arthur, una farfalla multicolore capace di far innamorare più generazioni, una performer rara, sensibile  e “sola contro tutto il fottuto mondo”, per citare una delle sue frasi.

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