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Marco Pantani - il Pirata e il Tour

Marco Pantani - il Pirata e il Tour

MARCO PANTANI – IL TOUR DEL PIRATA

Un ragazzo cresciuto a pane e sport. Una bicicletta, regalata dal nonno Sotero, che gli cambierà la vita. Un anno epico, il 1998, che vedrà il ragazzo, ormai divenuto uomo, vincere le due più importanti manifestazioni legate alle due ruote: il Giro d’Italia ed il Tour di France.

Questa è la storia di Marco, il “Pirata” e di Tour de France vinto grazie a sacrifici, motivazione e tanta, tantissima forza sui pedali.

Marco, due ruote e due incidenti

Marco nasce nel 1970 a Cesena, secondogenito di Ferdinando e Tonina Pantani.  Sin da piccolo, Marco manifesta un amore incredibile per lo sport, soprattutto per la caccia e la pesca, attività che svolge in compagnia del padre la prima e del nonno Sotero la seconda.

Proprio nonno Sotero regalerà a Marco a sua prima bicicletta. Marco, dopo alcuni giri in sella alla due ruote, capirà che il suo destino è collegato ad un sellino, dei pedali, delle corone e pedali.

Soprattutto scoprirà l’amore per le salite, che si dimostreranno parte integrante della sua vita e della sua carriera.  Marco si tessererà per il G.F. “Fausto Coppi” di Cesenatico, dove muoverà i primi passi, anzi le prime pedalate.

La bici è un amore, la bici è anche sofferenza.  Nel 1986 vivrà i primi due sfortunati incidenti che ne caratterizzeranno la carriera: un giorno, durante un allenamento, si distrae e finisce contro un camion fermo e rimane in coma un giorno; successivamente, una volta ripresosi, sbatte in discesa contro una macchina e rimane in ospedale una settimana con varie fratture.

Nel 1990 arriva terzo al Giro d’Italia dilettanti, nel 1991 secondo e nel 1992 finalmente primo . I successi lo portano a partecipare al Giro d’Italia per professionisti nel 1993. A causa di una tendinite, Marco si ritira a poche tappe dall’arrivo, essendo diciottesimo in classifica generale.  

Cinque anni dopo, correva –è proprio il caso di dirlo – l’anno 1998, Marco conquistò le vette delle classifiche, sia del Giro che del Tour. Come? Letteralmente scalandole,  pedalata dopo pedalata.

Il Pirata in Cima all’Europa

Marco non era un velocista, anzi: quello era il suo tallone d’Achille. Al Giro d’Italia del 1998, si trovò come avversari velocisti puri come Alex Zülle e Pavel Tonkov. Pantani puntò sulle scalate per togliere dalle spalle di Zülle la maglia Rosa, al termine della frazione di Selva di Val Gardena  e tenere a bada Tonkov, altra spina nel fianco ed avversario temibile, nella tappa dell’Alpa di Pampeago. La tappa decisiva fu quella di Plan di Montecampione: con Zülle già distaccato, Marco “il Pirata” attaccò Tonkov.

I due duellarono, attacco dopo attacco, pedalata dopo pedalata. Marco diede un minuto di distacco negli ultimi due chilometri, andando a vincere la tappa e saldandosi sulla schiena la Maglia Rosa. In quello stesso Giro, Marco conquistò anche la Maglia Verde, vincendo la classifica degli scalatori e battendo José Jaime González.

Le Pirate et le Tour

Terminato il Giro, Marco si buttò – anima e corpo – nella preparazione del Tour de France. A quindici giorni dal Via, Luciano Pezzi, mentore di Pantani e suo direttore sportivo alla Mercatone Uno, venne a mancare. Per Marco fu un brutto colpo. Questo avvenimento lo scosse, tant’è che –nelle prime sette tappe – Marco accumulò un ritardo di quasi cinque minuti rispetto alla testa della classifica.

Un ritardo incolmabile per molti, non per Marco. Non per il suo orgoglio, per la sua fame, per la sua voglia di vincere, di scalare, di arrivare realmente in vetta. Passano i giorni e Marco recupera la forma migliore, sia fisica sia mentale. Arriva secondo nella tappa Pau – Lichon, vince la tappa di Paletau de Bielle e riduce il gap con la maglia gialla, Jan Ullrich, a tre minuti. Arriva la tappa numero quindici, la Grenoble – Les Deux Alpes. Sul colle del Galibier, a quasi cinquanta km dall’arrivo, Marco si alza sui pedali e comincia a spingere come non mai. Nonostante il clima ostile, Marco va come un treno. Stacca Ullrich di quasi nove minuti ed arriva –in totale solitaria – all’arrivo. Quel giorno Marco vince la tappa ed indossa la Maglia Gialla.

Quella Maglia che resterà sulle sue spalle sino all’arrivo trionfale a Parigi. Dopo 33 anni dall’ultimo vincitore italiano, Felice Gimondi, Marco Pantani è il re del Tour, anzi Le Roi.

Marco verrà a mancare nel 2004. Un episodio ancor non chiaro, in cui le varie ipotesi sulla morte si inseguono, si contrastano, si annullano.

Quel che resta di Marco Pantani è la sua incredibile grinta, la voglia di alzarsi sui pedali e conquistare le vette più impervie e la doppietta di quel magnifico 1998.

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