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 Mark Knopfler – Sultan of Swing

Mark Knopfler – Sultan of Swing

Un chitarrista senza plettro capace di creare e suonare le tracce che sono divenute colonna sonora di più generazioni. Il fondatore dei Dire Straits, una delle colonne del rock tra Settanta e Ottanta.

Prendete la vostra Fender Stratocaster (o la vostra Gibson Les Paul), indossate una fascia sulla fronte (così allegramente anni Ottanta) e seguitemi: andiamo a conoscere il Sultano, Mark Knopfler.

 

L’INFANZIA DI MARK: GLASGOW, FENDER, HÖFNER, STUDIO E MUSICA

Mark Freuder Knopfler nasce a Glasgow, Scozia, il 12 agosto del 1949. I suoi genitori sono Louisa, insegnante originaria del Northumberland (regione inglese al confine con la Scozia) ed Erwin, architetto e scacchista ungherese, fuggito dal suo paese natio in quanto antinazista. Quando Mark ha 7 anni, la famiglia Knopfler si trasferisce a Blyth, nel paese natale di mamma Louisa. Lo zio materno, Kingsley, è un capace pianista boogie – woogie e nel giovane Mark nasce l’amore per la musica. Inizia avvicinandosi al violino, poi a quattordici anni esplode l’amore per le sei corde.

Mark desidererebbe una Fender Stratocaster, quella che suona il suo idolo, Hank Marvin degli Shadows. Ma una Strato rossa costa parecchio e così si decide per un regalo più cheap, una Höfner V – 2 Super Solid. Knopfler non è deluso dal regalo, anzi: si butta anima e corpo sulla sua chitarra, imparando dai suoi miti: Django Reinhardt, B.B. King, Chet Atkins, Jimi Hendrix.

Durante gli anni scolastici, Mark mette in piedi un duo folk con la compagna di scuola Sue Hercombe, apparendo anche in TV, seppur su un’emittente locale. Sempre in quegli anni entra a far parte di una compagnia teatrale sperimentale ma il progetto dura poco.

A diciott’anni, nel 1967, Knopfler frequenta un corso annuale di giornalismo presso l’Harlow College; quest’ ultimo gli permetterà di diventare cronista del quotidiano di Leeds, il “Yorkshire Evening Post”. Dopo due anni da cronista, Mark riprende a studiare, iscrivendosi al Bachelor of Arts in lingua e letteratura inglese, sempre a Leeds. Per pagarsi gli studi lavora in un’azienda agricola e –sempre in quei frenetici anni – sposa la fidanzata storica Kathy White.

Anno 1973: Knopfler si laurea, si separa da Kathy e si trasferisce a Londra, raggiunto dal fratello minore David, anche lui musicista. Nella capitale, Mark migliora ulteriormente il suo stile, suonando con diversi gruppi per brevi periodi (Brewers Droop, Café Racers) e lavorando come insegnante di inglese per stranieri e ragazzi con difficoltà d’apprendimento, oltre che dando lezioni di chitarra.

Grazie al fratello David, nell’aprile del 1977 Mark conosce il bassista e studente di sociologia John Illsley. I tre si trovano bene e decidono di mettere in piedi un progetto e vanno a vivere assieme. Manca solo un batterista fino a che non arriva l’ex componente dei Brewers Droop, Pick Withers. I quattro si esibiscono la prima volta con il nome di Café Racers. Al secondo live, ispirati dalle loro scarse economiche, si ribattezzano “Terribili ristrettezze” in inglese, ossia Dire Straits. È appena nato uno dei gruppi più influenti della storia del Rock.

 

GLI ESORDI DEI DIRE STRAITS, LE DEMO, CHARLIE GILLETTE, LA RADIO E IL PRIMO OMONIMO ALBUM

Tra l’estate e l’autunno nel ’77, mentre esplodeva il punk, i Dire Straits registrano undici canzoni, racchiuse in alcuni demo. Una di queste si intitola “Sultan of Swing” e racconta di un gruppo dixieland che si esibisce in un pub, totalmente ignorata dal pubblico. Per avere un parere e un giudizio professionale, i ragazzi spediscono il materiale a Charlie Gillette, musicologo e conduttore di una trasmissione radiofonica della BBC. Risultato? Gillette rimane così impressionato da “Sultan of Swing” che la fa passare in radio senza neanche consultare i quattro. La traccia piace, piace parecchio: per gli Straits arriva un contratto radiofonico e un’inaspettata fama. Il tutto rincuora Mark, insicuro sulle sue liriche e sulle musiche.

L’album d’esordio, chiamato “Dire Straits”, esce nel giugno nel 1978 senza alcun battage pubblicitario a supporto. La stampa specializzata è entusiasta però in patria l’album passa quasi inosservata, suscitando l’interesse del pubblico d’Oltremanica e d’oltreoceano, dall’Europa all’Australia, passando per gli USA.

Esattamente un anno dopo, Mark e soci pubblicano “Communiqué”, secondo lavoro in studio. Pur non essendo forte come il primo, permette ad un certo signore della Musica di nome Bob Dylan di innamorarsi del tocco unico di Knopfler, il quale verrà arruolato per suonare in tutte le tracce di “Slow Train Coming”, album del folk-singer americano.

Iniziano gli anni ’80 e Mark si traferisce da Londra alla Grande Mela, New York. Una boccata d’aria e di creatività unica per il chitarrista, nuovamente ispirato. Cambiano anche le tracce: più narrazione e più complessità melodica. Ne sono due lampanti esempi “Tunnel of Love” e soprattutto “Romeo and Juliet”, entrambe contenute in “Making Movies”. Tuttavia, qualcosa si rompe tra Mark e suo fratello David: in disaccordo per alcune parti di chitarra, il più piccolo dei Knopfler abbandona il gruppo, intraprendendo una carriera solista. I Dire Straits, rimpiazzato David con Hal Lindes e aggiunto il tastierista Alan Clark, partono per il “On Location World Tour”

A settembre dell’82 esce “Love over Gold”, album che vede Mark come unico responsabile della produzione artistica. Non è un album mainstream, anzi verte verso il jazz e la sperimentazione. Il pubblico lo accolse positivamente, scoprendo brani come “Telegraph Road”, 14 minuti di canzone. “Private Dancer”, scritta da Knopfler e pensata per una voce femminile, fu donata a Tina Turner per il suo album (omonimo) che uscirà nel 1984. Dopo le registrazioni dell’album, il batterista Pick Withers lascia il gruppo, rimpiazzato da Terry Williams.

Dopo un tour mondiale, Mark produsse l’album solista del fratello David (il sangue non è acqua, anzi), un altro album di Bob Dylan (battendola concorrenza di David Bowie, Elvis Costello e Frank Zappa) e si sposò in seconde nozze con Lourdes Salomone.

Maggio 1985: i Dire Straits danno alla luce l’album più famoso del loro repertorio, “Brothers in Arms” anche se quello stilisticamente più lontano dalla loro sonorità. Alle registrazioni collaborarono Sting, seconda voce della title track, oltre che il nuovo tastierista Guy Fletcher. Oltre ad Alan Clark, anche Hal Lindes lascerà il gruppo, per dedicarsi alla composizione di colonne sonore.  Come ricorderà lo stesso Mark:

“Ai tempi di Brothers in Arms tutti dicevano che eravamo il miglior gruppo del mondo e altre sciocchezze del genere, facendo riferimento non alla nostra musica, bensì alla nostra notorietà: ho pensato che un tale livello di popolarità e i commenti che circolavano fossero dei buoni motivi per abbandonare i Dire Straits per un po'.”

A metà degli anni Ottanta, Knopfler collabora con diversi Miti della musica: il già citato Sting, Bryan Ferry, Eric Clapton, Chet Atkins, oltre che comporre colonne sonore per Blockbuster (La storia fantastica, Ultima fermata Brooklyn e un brano per il film Il colore dei soldi).

Tra Knopfler ed Atkins il feeling fu così forte da portare i due a registrare “Neck and Neck”. Nel frattempo, i Dire Straits torneranno in sala solo nel finale del 1990 con un’inedita formazione a quattro: il batterista Williams ha lasciato il gruppo. “On Every Street” esce nel settembre del ’91, senza suscitare il clamore di “Brothers in Arms”. Terminato l’album, il gruppo parte per un tour lungo 13 mesi. Knopfler non ama quello che gira attorno ai Dire Straits, quell’apparato gigantesco e sconosciuto. Ricorderà lo stesso Mark:

“Negli ultimi anni eravamo diventati una struttura gigantesca: durante i tour mi capitava di mangiare con persone del nostro staff che non conoscevo nemmeno, mentre a me sarebbe piaciuto stare un po' a casa con i miei figli e dedicarmi a ciò che so fare meglio, ossia scrivere canzoni. Considero i Dire Straits come un luogo meraviglioso da visitare, ma non in cui fermarsi per viverci.”

 

Separatosi dalla seconda moglie nel 1996, Knopfler pubblica il suo primo album solista, dal titolo “Golden Heart”. L’anno successivo si risposa per la terza volta: la fortunata è l’attrice e scrittrice Kitty Aldridge e partecipa, assieme a Clapton, Paul McCartney, Phil Collins, Elton John e George Martin (Quanti baronetti in una sola frase!) al concerto benefico organizzato per l’Isola di Montserrat, colpita da una terribile eruzione vulcanica.

Gli anni Duemila vedranno Knopfler pubblicare 8 album in diciott’anni, da “Sailing to Philadelphia” del 2000 al recente (anno di pubblicazione 2018) “Down the Road Wherever”.

Oggi compie settant’anni questo grand’uomo, un chitarrista con una tecnica assolutamente unica, fortemente imitata nel corso degli anni. Un poeta, capace di raccontare, emozionare, senza essere mai banale.

Del resto, è proprio il Sultano dello Swing

Happy Birthday, Mark!

 

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