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Michael Hutchence – INXS – In Excess

Michael Hutchence – INXS – In Excess

Leader di una band che, partita dai confini dell’emisfero australe, conquistò le classifiche di mezzo mondo. Dall’Australia ai palchi dei più rinomati Festival musicali del mondo, sino alla prematura scomparsa.

Sidney andata e ritorno, potremmo sottotitolare così la biografia che state per leggere.

Benvenuti nella vita di Michael Kelland John Hutchence, il frontman degli INXS.

 

Sydney, Hong Kong, Sydney: infanzia e adolescenza di Michael, l’incontro con i Farriss Bros

Michael Kelland John Hutchence nasce a Sydney, probabilmente la più conosciuta tra le città australiane, il 22 gennaio del 1960. Figlio di Kelland, detto Kell e di Patricia, passò la sua infanzia a Hong Kong, per via del lavoro paterno. Ritornato nella terra dei canguri durante l’adolescenza, il giovane Hutchence frequentò la Davidson High School, liceo che si trova sulle spiagge di Sydney. Lì il destino gli fece (e ci fece) un bel regalo: Michael incontrò e fece amicizia con Andrew Farriss.

I due avevano in comune tante cose, in primi la musica. Si dà il caso che Farriss avesse altri due fratelli, Tim e Jon, anch’essi appassionati di musica. Assieme ai compagni di scuola e amici Gary Beers e Kirk Pangilly decisero di mettere su una band.

Andrew Farriss suonava le tastiere, i fratelli Tim e Jon – rispettivamente – chitarra e batteria; Pangilly era sassofonista (polistrumentista) e Beers bassista. Michael si trovò a cantare nei “Farriss Brothers” (diamo un premio all’originalità del nome).

Nel 1979 la famiglia Farriss al gran completo si trasferì a Perth. Non che Sydney e Perth fossero proprio a un tiro di schioppo: tra le due metropoli intercorrono giusto 3.933, 8 km seguendo la National Highway a1, che attraversa tutto il Continente.

Che fare? Lasciare che il gruppo si sbricioli? Nient’affatto: Hutchence, Beers e Pangilly prepararono bagagli e valigie e si trasferirono in quel di Perth anche loro. Nel frattempo i sei decisero di cambiare il nome della band, scegliendo la sigla INXS, ovvero “In Excess”. Di cosa fossero “in eccesso”, lo scopriremo e ce lo possiamo più o meno immaginare.

Nell’anno successivo, il 1980, uscì il primo, omonimo album della band, conquistando le chart australiane. Con i due album successivi, “Underneath the Colours” (1981) e “Shabooh Shoobah” (1982) arrivarono nelle classifiche statunitensi. Il grande passo lo fecero nel 1984: “The Swing” e soprattutto- la hit “Original Sin” proiettarono Michael e gli INXS nelle classifiche europee e americane. Hutchence, con la sua voce caratteristica e le melodie del gruppo conquistarono fan di ogni età 8e buona parte del pubblico femminile).

Che Michael non fosse un brutto figliolo, tutt’altro, lo notò anche il mondo della celluloide: nel 1986 fece il suo esordio in un film, “Dog in Space”, oltre che realizzare il singolo “Rooms for the Memory”, facente parte della colonna sonora della pellicola e subito schizzata nella Top Ten.

Bravo, bello, carismatico: direi che aveva tutte le carte in regola per conquistare anche il cuore delle ragazze (e mica brutte, ad onore del vero): Hutchence intrecciò una relazione con la connazionale Pop Idol Kylie Minogue prima e della Top Model da urlo danese Helena Christensen. In seguito, complice un’intervista fatta in comune, si fidanzerà con l’ex moglie di Bob Geldof, l’ideatore del “Live Aid”, Paula Yates.

A proposito del mega-evento degli esuberanti anni ’80: il gruppo di Hutchence e soci partecipò dal palco di Melbourne, Australia. A fine decennio, nell’87, esce l’album “Kick”, che contiene “Need You Tonight”, probabilmente la canzone più conosciuta della band. Arrivano gli anni ’90 e il gruppo si prende una pausa per ragionare e lavorare su progetti solisti. Michael aveva già fatto uscire – nel 1989 – un album legato al progetto Max Q, in collaborazione con Ollie Olsen, conosciuto sul set di “Dogs in Space”.

Il 1991 vide nuovamente Michael e soci carichi a mille: esce un album Live, tratto dal concerto allo stadio di Wembley, nel Regno di Sua Maestà. Sempre in quell’anno parteciparono al “Rock in Rio”, il festival brasiliano che vide – per la loro performance- 60.000 spettatori in estasi.

Nel ’92 esce “Welcome to Wherever You Are”, l’album più amato dai fan mentre due anni dopo arriva il “Greatest Hits”.

Ma qualcosa di assolutamente assurdo sta per arrivare. È il 1997 e Michael e soci realizzano l’album “Eleganty Wasted”, che vedrà la luce in aprile. Subito dopo la band parte per un tour mondiale che avrebbe dovuto vedere la fine tra novembre e dicembre nella patria natia degli INXS, l’Australia.

È il 22 di novembre e Michael alloggia nella stanza 524 del Ritz-Carlton Hotel a Double Bay, Sydney. Dopo aver bussato ripetutamente alla sua porta, il personale dell’Hotel apre la porta.

Il 37enne Michael è morto, apparentemente soffocato da una cintura legata alla chiusura automatica che si trova alla sommità della porta della stanza. Subito scattano le prime ipotesi, che vanno dal suicidio a un tentativo (fallito) di autoerotismo. Per il momento, le opzioni e le ipotesi stanno a zero: tutto il mondo piange Hutchence. Al suo funerale, celebrato nella Cattedrale di St. Andrew, il feretro verrà trasportato dai suoi amici fraterni, dai reduci degli INXS, oltre che dal fratello minore di Michael, Rhett.

Dopo alcuni mesi, l’autopsia chiarirà un po’ le vicende di quella tragica notte: Michael si sarebbe suicidato, probabilmente per via di una crescente e nascosta depressione, acutizzata dall’uso di sostanze psicotrope e alcool. Un morbo, un “male oscuro”, che mieterà diverse e illustri vittime nel corso degli anni a venire: basti pensare a colleghi del mondo musicale, come Chester Bennington dei Linkin Park o Chris Cornell, voce dei Soundgarden e degli Audioslave.

 

Numerose le testimonianze d’affetto musicale nei confronti di Hutchence, alcune quasi profetiche. Nell’anno della sua morte, il suo carissimo amico Simon le Bon, voce e anima dei Duran Duran, scriverà “Michael, You've Got A Lot To Answer For”, dedicata alla ventennale amicizia che li legava. Le Bon riuscirà a eseguire solo una volta la canzone LIVE, interrompendola a metà, travolto dalle lacrime e dal dispiacere per la perdita di un amico fraterno.

Altri 4 musicisti, noti amici di Michael, gli dedicheranno una canzone. Si tratta degli U2, che scriveranno per lui “Stuck in a Moment You Can't Get Out Of”, contenuta nell'album All That You Can't Leave Behind (2000).

Con Hutchence, gli INXS – di fatto- non esiteranno più. Proveranno ad andare avanti con diversi cantanti, come Terence Trent D’Arby o creando un reality musicale per trovare il suo successore. Tuttavia, di Michael Hutchence, della sua passione, dell’impatto che riscuoteva con pubblico ce n’è e ce ne sarà sempre solo e soltanto uno.

Lui, il ragazzo partito da Sydney a conquistare il mondo e morto sempre nella grande metropoli.

 

 

Alberto Caboni

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