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Niki Lauda - Niente potrà fermarmi

Niki Lauda - Niente potrà fermarmi

Tre volte Campione del Mondo alla guida delle monoposto più veloci, quelle della Formula 1. Grazie a lui, la scuderia Ferrari raggiunse il tetto del mondo ben due volte. Subì un incredibile incidente in pista, quando la sua auto prese fuoco. Ma quando la determinazione è fortissima, nulla può fermarti.

Indossate la tuta, montate lo sterzo nella vostra monoposto ed indossate il casco: benvenuti nella vita e nella carriera di Andreas Nikolaus Lauda, più conosciuto come Niki.

Ready? Set? Go!

UN FUTURO DA IMPRENDITORE? NON ADESSO, GRAZIE. VOGLIO CORRERE!

Andreas Nikolaus Lauda nasce il 22 febbraio 1949 a Vienna, capitale dell’Austria. I suoi genitori ed i nonni paterni sono degli industriali tra i più famosi e produttivi, non solo in Austria. I signori Lauda gradirebbero che anche il rampollo Nikolaus, chiamato affettuosamente Niki, seguisse le orme della famiglia, salendo al comando dell’industria di famiglia.

Ma il giovane Lauda non pensa all’industria (almeno per il momento): il suo sogno sono le quattro ruote che sfrecciano veloci come il vento, l’adrenalina dei sorpassi e la bravura nell’affrontare le chicane. Il suo idolo è Jochen Rindt, pilota austriaco di Formula Uno. (Rindt diverrà Campione del Mondo di Formula 1 nel in un modo particolarissimo: morirà a Monza il 5 settembre 1970, durante le prove del Gran premio d’Italia di Formula 1. Quasi un mese più tardi, la vittoria di Emerson Fittipaldi al Gran Premio degli Stati Uniti impedirà a Jacky Ickx di superare l'austriaco in classifica generale. Rindt sarà il primo e sinora ultimo Pilota a vincere un Mondiale postumo. NdA)

Ad appena quindici anni, Niki compra la sua prima Volkswagen Cabrio. Finite le scuole, si impegna come tirocinante presso un meccanico d’auto. Ma il profumo delle corse è forte, fortissimo: Niki esordisce a Mühllacken alla guida di una Mini Cooper S, arrivando secondo.

L’anno successivo Lauda vorrebbe sbarcare in Formula 1 ma deve rispettare tutte le tappe, pertanto gareggia anche in Formula V, alla guida di alcune Porsche.

Per cercare di fare il grande salto, Lauda quando ottiene un prestito bancario, ricevuto grazie alla stipula di un'assicurazione sulla vita. Mediante il finanziamento, pari a circa 35 mila sterline, riesce a prendere parte all'Europeo di Formula Due, al volante di una March. I risultati non arrivano e Niki si trova sul lastrico.

Un periodo nerissimo per il povero Lauda: indebitato sino al collo, disapprovato dalla famiglia, abbandonato dal punto di vista finanziario dai Lauda Senior, Niki valuta anche il suicidio. Fortuna che arriva il Campionato di Formula 1 1971/1972.

Alla guida di una March, Lauda fa del suo meglio anche se la macchina non è all’altezza. Tra ritiri e pessimi risultati, i due anni scorrono incolori. Però qualcuno nota le capacità di Lauda e pensa di ingaggiarlo: la BRM.

Con la scuderia, arriva il quinto posto al Gran Premio del Belgio ed un compagno di squadra che si rivelerà fondamentale per la carriera del pilota austriaco: il baffuto svizzero Clay Regazzoni.

L’ESORDIO CON IL CAVALLINO

Sarà proprio Regazzoni a presentare Lauda al patron della Ferrari, Enzo. È il 1974. Grazie al contratto con il team di Maranello, Lauda estingue i debiti legati al prestito (Nel frattempo, è riuscito ad ottenere n secondo prestito, indebitandosi tragicamente. NdA).

Nel 1974, Lauda ottiene ben 9 pole position, tagliando per primo il traguardo in due Gran Premi: Spagna e Olanda. Il primo anno con la Ferrari è il preludio all’anno d’oro, il 1975. A bordo della Ferrari 312T, Lauda vincerà cinque Gran Premi, conquistando il mondiale grazie al terzo posto ottenuto nel GP d’Italia (Per la cronaca, l’unica vittoria del suo compagno di team alla Ferrari avverrà proprio a Monza. Indovinate chi è il compagno di Niki? Esatto, proprio il baffuto Clay. NdA)

Nel 1976, il mondo attende un nuovo trionfo di Lauda e della Ferrari. Niki domina tutta la prima parte del campionato sino al GP di Germania, a Nurburgring. È il 1° agosto. Lauda si scontra contro la roccia di Bergwerck, durante il primo giro. La sua Ferrari sbatte in modo innaturale, si gira su sè stessa e prende fuoco. Il pilota viene estratto dall'abitacolo per miracolo; le sue condizioni appaiono fin da subito gravissime. L'austriaco riporta ustioni in molte parti del corpo e gravi complicazioni respiratorie. Viene dato per spacciato sin dalla prima notte, ma con grande sorpresa dei medici, Lauda riesce a riprendersi e a ristabilirsi in tempo record. Le conseguenze dell'incidente rimarranno visibili in volto per il resto della sua vita.

Quaranta giorni dopo si ripresenta a Monza, con soli due gran premi saltati (quello austriaco e quello olandese) Un miracolo di determinazione e forza di volontà. Incredibilmente, arriva quarto. Al Gran Premio successivo, quello del Giappone, Lauda è ancor primo in classifica, tallonato da James Hunt. La pioggia torrenziale spinge Niki ad abbandonare la gara: non se la sente assolutamente di rischiare. Hunt vincerà il Mondiale grazie alla conquista di un terzo, fortunoso posto.

Il 1977 vede nuovamente Lauda alla guida della Ferrari. A dispetto di ogni previsione, l’austriaco si aggiudica il secondo Mondiale. Ma la festa sarà breve: Lauda lascerà la Ferrari, complice anche l’abbandono del Direttore Sportivo, Luca Cordero di Montezemolo. A sostituire Lauda arriverà Gilles Villeneuve, poi padre di Jacques, anche lui pilota di F1.

Nel 1978, Lauda passa alla Braham – Alfa. La vettura è dotato di un dispositivo per l’estrazione dell’aria dal fondo della vettura. Diverse squalifiche piovono sulla Scuderia. Dopo un altro anno difficile con la Braham-Alfa, Lauda pensa seriamente al ritiro. Ha appena 30 anni ed ha scoperto un altro modo per volare –stavolta sul serio- più veloce del vento: gli aeroplani.

L’AMORE PER LE ALI, LA LAUDA AIR ED IL RITORNO SULLE PISTE: GLI ANNI OTTANTA

Nel 1979, Lauda ha fondato la Lauda Air, compagnia aerea. Non decolla subito, la compagnia (Un po’ paradossale, vero? NdA). Dopo due anni di sacrifici ed insuccessi, Lauda annuncia il suo ritorno sulle piste. Ad offrirgli una monoposto è la McLaren-Ford. Alla guida della macchina, conquista il quinto posto nella classifica finale. Nel 1984, dopo un anno incolore, le McLaren montano motori Porsche. Oltre all’austriaco, l’altro pilota è il francese Alain Prost. I due si contendono punti e vittorie sino ad arrivare allo “scontro” finale, durante il GP di Spagna, che si corre all’Estoril. Lauda è primo in classifica ma parte ottavo. Prost è in pole position e trionfa al Gran Premio.

Tuttavia, non ha fatto i conti con la fame di Lauda che rimonta sei posizioni, arrivando secondo. Per mezzo – e dico mezzo- punto il Mondiale è nelle mani di Niki Lauda.

Ormai Niki è stanco e l’anno successivo, il 1985, è l’ultimo che lo vedrà in pista. Il suo compagno, Prost, vincerà il Mondiale, mentre Lauda saluterà temporaneamente il mondo rombante della Formula 1, dedicandosi all’imprenditoria. Tornerà sulle piste, stavolta stando nei box, dal 1992 al 1997, quando svolge attività di consulenza per la Ferrari.

Dall’85 sino ai tardi anni 2000, Lauda diventa un’autorità in ambito aeronautico. Nello stesso 1985, Lauda si mette insieme alla Basile Varvaressos e al suo operatore turistico ITAS, che gli consente di avviare l'attività dei voli charter con la sua compagnia aerea. Il 1988 è l'anno del lancio dei voli di linea in Estremo Oriente, grazie al Boeing 767-300 della flotta Lauda Air. Nel 1994 arrivano anche le destinazioni europee per la sua compagnia, con Barcellona, Madrid, Bruxelles, Ginevra, Manchester e Stoccolma. Tre anni dopo, entra nel triangolo strategico di collaborazioni di linea tra la Austrian Airlines e la Lufthansa. Dopo aver aggiunto tratte esotiche, come la Malesia e l'Est Europa, nel 2000 vende le sue quote della Lauda Air all'Austrian

Nel novembre del 2003, dà vita alla NIKI Luftfahrt GmbH, nata sulle ceneri dell'Aero Lloyd Austria. L'anno dopo, Air Berlin entra in società con la sua compagnia, dando solidità al progetto: è infatti la seconda più grande compagnia aerea tedesca, attivissima nel mondo dei voli low cost. Nel 2005, le Poste austriache gli dedicano addirittura un francobollo.

Nel 2008, il network americano ESPN, pone Lauda al ventiduesimo posto dei migliori piloti di sempre.

Niki Lauda è un esempio di come i tuoi desideri possono spingerti a superare difficoltà che paiono insormontabili. Del resto, dopo appena quaranta giorni dall’incidente che quasi gli costò la vita, era di nuovo a bordo della sua monoposto, pronto a lottare su ogni centimetro d’asfalto.

E pensare che i suoi volevano facesse “soltanto” l’imprenditore.

Il 22 febbraio Niki Lauda compirà i suoi primi 70 anni.

Auguri ad un Campione Vero.

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