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Robert Moog - Le note elettriche

Robert Moog - Le note elettriche

Robert Moog aveva un sogno: dopo aver conosciuto le potenzialità del Theremin, uno dei primissimi strumenti elettronici mai costruiti, decise che quella sarebbe stata la sua strada, la sua passione, la sua vita. Una vita all’insegna dei sintetizzatori, che oggi molti chiamano semplicemente con il suo cognome, cioè “Moog”.

LA FISICA, L’INGEGNERIA E LA MUSICA

Robert  “Bob”Moog nacque il 23 maggio del 1934 a New York. Figlio de emigrati tedeschi (“Il mio cognome è tedesco; si pronuncia Mog, non Muug”, precisò più volte). Nella Grande Mela, Bob si laureò in Fisica presso il Queens College nel 1957. Da subito, dimostrò una particolare affinità con le materie scientifiche, soprattutto per l’elettronica. All’elettronica Bob dedicherà tutta la sua vita, a partire dalla seconda laurea in Ingegneria Elettronica (conseguita sempre al Queens).

NASCE LA MOOG & CO.

Robert amava la musica, tanto. Innamoratosi del Theremin, uno dei primissimi prototipi di strumento elettronico, nel 1953, a soli 19 anni, Bob fondò la  R.A. Moog Co, fondata nel 1953 dall’allora diciannovenne Moog per produrre kit per la realizzazione dei Theremin. Passato qualche anno, Moog fu contattato da un altro pioniere della musica elettronica, Raymond Scott, per la realizzazione di alcuni circuiti elettronici personalizzati. All’inizio degli anni Sessanta, Robert Moog passò dalla realizzazione di kit per Theremin alla costruzione di sintetizzatori analogici, i celeberrimi “Moog Modular”. Il mondo stava cambiando, la musica era in continua evoluzione, sperimentazione, scoperta. Moog diventerà il Dio dei sintetizzatori.

I sintetizzatori Moog piacevano anche per via della loro duttilità: avevano una tastiera di pianoforte nella parte più bassa dell’interfaccia di esecuzione, mentre nella parte superiore era dotato di un telaio su cui erano montati diversi moduli.

Ogni modulo serviva per generare o modificare i segnali, creando suono e distorsioni sempre differenti. Un universo nuovo si stava spalancando proprio in quegli anni: le proteste studentesche, l’Estate dell’Amore del 1967 ed i grandi gruppi Rock e Pop, Beatles in testa, ansiosi di uscire dagli schemi e proporre suoni nuovi, unici. Suoni creati dai Moog. Tangerine Dream, Rolling Stones, i già citati Fab Four: i musicisti facevano la fila per avere un Moog e per poter spaziare nelle galassie sonore.

I SEVENTIES E LA BIG BRIAR

Negli anni Settanta la società cambiò nome, divenendo la Moog Music. Uno dei suoi più importanti successi commerciali fu il Minimoog: un sintetizzatore analogico monofonico venduto a un prezzo relativamente basso, non molto ingombrante e più facile da usare rispetto ad altri sistemi da programmare. I Seventies furono anni di difficoltà societaria: la Moog venne acquistata dalla Norlin e Robert abbandonò la sua creatura nel 1977. Aprì e fondò la Big Briar, che costruiva sempre strumenti musicali elettronici. Dopo anni di battaglie legali, nel 2002 Robert poté riassociare il suo cognome ai prodotti Big Briar.

Nel 2004 venne a mancare, dopo una breve battaglia contro un tumore al cervello.

Grazie a Robert Moog, la musica Pop, Rock, Progressive non è più la stessa. Un esempio? Pensate alle migliori tracce dei Kraftwerk oppure a “Radio Ga-Ga” dei Queen e capirete di cosa stiamo parlando.

A volte, basta un’idea geniale e la voglia di perseguirla. E Robert Moog quell’idea geniale la ebbe; eccome se la ebbe.

“Non ho mai avuto preoccupazioni circa il fatto che i sintetizzatori avrebbero dovuto sostituire i musicisti. Prima di tutto devi essere un musicista per fare musica con un sintetizzatore”.

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