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Rutger Hauer - Ho visto Cose che Voi Umani...

Rutger Hauer – Ho visto cose che Voi Umani…

Dall’Olanda alla conquista di Hollywood, passando per i mitici e super citati Bastioni di Orione.

Lo abbiamo conosciuto e amato nel ruolo di Roy Batty, capo dei replicanti ribelli nel Master Pièce di Ridley Scott, “Blade Runner”.

Seguitemi, saliamo sulle navi interstellari, alla scoperta della vita di Rutger Hauer.

 

Breukelen, la Recitazione come forma mentis, il daltonismo, la Marina, il Teatro e “Ivanhoe”

Rutger Oelsen Hauer nasce a Breukelen, in Olanda. I suoi genitori erano entrambi attori drammatici. Rutger e le tre sorelle crescono nella capitale dei Paesi Bassi, Amsterdam. Il nonno era capitano di lungo corso e, raggiunti i 15 anni, Hauer si imbarca su una nave mercantile. Essendo daltonico, trova difficoltà oggettive a svolgere quella professione; seppur con rammarico, ritorna sulla terraferma.  Mentre frequenta le scuole serali di recitazioni, si mantiene lavorando saltuariamente come elettricista e carpentiere. Abbandonati nuovamente gli studi, Rutger prova a intraprendere la carriera militare in Marina. Poco dopo si trasferisce in Svizzera dove inizia a lavorare come guida alpina, per poi spostarsi a Basilea come macchinista in un teatro.

Ritornato in Olanda, finalmente ottiene il diploma alla Scuola d’Arte Drammatica. È il 1967: l’anno prima è diventato padre di Aysha e –due anni dopo- ottiene un ruolo importante in “Floris”, serie televisiva ambientata nel Medioevo.

È il trampolino di lancio: Paul Verhoeven gli offre il ruolo di protagonista nel film “Fiore di Carne” nel 1973 e in “Kitty Tippel... quelle notti passate sulla strada”, girato l’anno successivo. Nel 1975 arriva il primo ruolo in inglese: è nel cast di “Il Seme dell’Odio”, film sull’apartheid interpretato da Michel Caine e Sidney Poitier. Hollywood si accorge della bravura di Rutger dove il nostro olandese debutta ufficialmente nel 1981, dopo aver girato diverse pellicole in Europa, tra cui “Donna tra cane e lupo” e “Soldato d'Orange” (entrambi del 1979). La prima pellicola Made in Hollywood è “I Falchi della Notte”; al fianco di Sylvester Stallone.

Sarà un film, tratto da un racconto del Genio visionario Philip K. Dick, a farci innamorare cinematograficamente di Rutger.

Blade Runner”, ambientato nel 2019 (Che casualità assurda, morire nell’anno in cui il tuo personaggio ha vissuto) vede Hauer interpretare Roy Betty, capo di un gruppo di replicanti ribelli. I Replicanti sono –di fatto- uguali agli umani e solo un occhio esperto come quello di Rick Deckard, interpretato da Harrison Ford.

Nella nostra mente è rimasto indelebile il monologo che Roy declama prima della fine:

“I've seen things you people wouldn't believe, attack ships on fire off the shoulder of Orion.                                   I watched c -beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gate.                                                                          All those moments will be lost in time, like tears in rain.
Time to die”

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire ”

Due anni dopo, altro ruolo in un film cult (che ci viene riproposto almeno una volta l’anno dalla televisione). “LadyHawke” è una storia d’amore e magia che vede come coprotagonisti di Rutger una bellissima Michelle Pfeiffer e un giovanissimo e lanciatissimo Mattew Broderick.

Rutger interpretò sempre ruoli anticonvenzionali, come il misterioso killer de “The Hitcher – La Lunga Strada”. Le sue capacità portarono il vecchio amico Paul Verhoeven a proporlo per il ruolo principale in “Robocop”, pellicola diretta proprio dal Director dei Paesi Bassi. Hauer fu vicino ad entrare nl cast di “Intervista col Vampiro” (Sarebbe stato perfetto, Signori miei).

Ermanno Olmi lo vuole in “La Leggenda del Santo Bevitore” dove Rutger mostra un lato più fragile e complesso del suo essere attore. Altra pellicola –ingiustamente considerata B-Movie- dove il nostro darà prova di sé è “Furia Cieca”.

Gli anni Novanta lo vedono destreggiarsi tra produzioni low budget e sceneggiature non proprio brillanti (nel 1996 interpreta nuovamente un androide in “Omega Doom”) mentre i Duemila lo vedranno brillare nuovamente, grazie ai ruoli in “Confessioni di una mente pericolosa” (2003), “Sin City” (2005) e “Batman Begins” (2005). Ebbe un ruolo nel film “Il villaggio di cartone” (2011) dell'amico Ermanno Olmi

Il 24 luglio del 2019 il 75enne Hauer viene a mancare dopo una lunga malattia.

Non so voi ma io –che credo ancora in molte favole – penso che quello che è venuto a mancare fosse il suo Replicante e che Rutger sia in viaggio, diretto verso quella “Shoulder of Orion” (Spalla di Orione, poi tradotto malamente come Bastioni di Orione, si riferisce alla Stella Betelgeuse, nella costellazione di Orione) che tutti ricordiamo.

 

Buon Viaggio, Rutger. TU sì che hai visto cose che Noi Umani non possiamo neanche immaginare

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