Home » Canali » A Day in the Life » Seborga – Il Principato “Invisibile” e Conteso
Seborga – Il Principato “Invisibile” e Conteso

Seborga – Il Principato “Invisibile” e Conteso

A meno di 50 kilometri da Imperia, tra Ospedaletti e Bordighera, nel pieno della Riviera di Ponente, sorge il piccolo comune di Seborga.

Nello stesso, identico punto, sin dal decimo secolo, trovate il Principato di Seborga, non riconosciuto dallo Stato Italiano ma orgoglioso delle sue radici e della sua indipendenza.

Se come incipit vi sembra intricato e laocoontico, lasciate che vi conduca verso la soluzione, un po'

come l'Arianna mitologica portò Teseo fuori dal labirinto di Cnosso.

Dimenticavo: come se non bastasse, il Principato è conteso da un rivale transalpino, mentre lo scettro (e il comando) è giunto, per la prima volta, nelle mani di una donna, la Principessa Nina.

 

Le origini del Principato

Annus Domini 954: il Marchese Guido, Conte Imperiale di Ventimiglia, dona alcune proprietà ai monaci benedettini dell'Abbazia di Lerino, nello specifico negli attuali territori di Seborga e Vallebona. Il nobile è in partenza per la Spagna, impegnato nella battaglia “contra perfidos Saracenos” che avevano conquistato la Penisola. Tale atto, però, lascia qualche dubbio, poiché vengono citati “Luigi, Imperatore dei Romani” e “Raimondo, Marchione Montisferrati”, titoli e personaggi inesistenti.

Da questo punto, alcuni secoli dopo, partirà il comune di Ventimiglia che cercherà di impadronirsi del Principato. Mossa che non riuscirà, giacchè il Vescovo della stessa città “conquistante” si opporrà, riconoscendo valido il lascito. Arrivati a questo punto, a “far fede” è il documento redatto in quell'anno, 1177.

Quattro anni dopo, la Repubblica di Genova, assumerà la “protezione” di quei territori ma – di fatto- Seborga resterà indipendente dalla Città della Lanterna.

Nel Settecento muta la situazione: nel 1697 Vittorio Amedeo II di Savoia cercò di comprare il territorio; ad opporsi, oltre ai genovesi, ci si mise Papa Innocenzo XII, che posticipò la compravendita di trent'anni.

Nel 1815, dopo la Conferenza di Vienna (subito dopo la definitiva dèbacle Napoleonica), Seborga viene annessa -al pari della Liguria- al Regno di Sardegna prima e -dal 1861- al Regno d'Italia, per poi confluire nella Repubblica Italiana nel 1946.

Sembra tutto regolare ma ci sono dei cavilli, secondo i Seborghesi: quali siano, è presto detto.

 

Il Principato dagli anni '50 a oggi: Giorgio I, Principe per 46 anni; Marcello I e Nina

Di fatto, i cittadini del piccolo borgo (circa 250) si appellano al fatto che l'annessione el suo territorio sia stata fatta in maniera irregolare, non rispettando i documenti e i lasciti. Per farvi un esempio: una delle motivazioni degli Indipendentisti Sardi parte proprio dallo stesso punto. All'epoca non vi furono plebisciti, referendum, documentazioni che attestassero la volontà popolare.

Subito dopo la nascita della Repubblica, a Seborga si rivendicò l'indipendenza. Venne eletto un Principe, che aveva funzioni puramente simboliche, visto che esistono dei Sindaci democraticamente eletti.

Il 14 maggio del 1963, mentre “in Italia” al governo c'era Fanfani e al Quirinale Antonio Segni, venne incoronato ufficialmente Giorgio Carbone con il titolo di Giorgio I. Giornalista, appassionato di fioricultura, il Principe restò in carica per ben 46 anni, sino alla sua scomparsa nel novembre 2009.

Il volto di Giorgio compare anche sui “Luigini”, la moneta ufficiale del principato. Anche in questo caso, la storia ci assiste: per diverso tempo, nel territorio vennero coniate monete, chiamate “Luigini”.

In quel di Seborga scattarono le elezioni e il fortunato erede del quarantennale regno di Giorgio fu Marcello Menegatto, incoronato col titolo di Marcello I.

E proprio durante il Regno di Marcello, che durerà dieci anni (2009 – 2019) che si rischierà un “golpe” con un antagonista proveniente dall'altro lato delle Alpi.

Il transalpino Nicolas I, infatti, in un video “ufficiale” dichiara di essere il legittimo erede del Principato e saluta i suoi “sudditi”. Una mossa, questa, che non è piaciuta al “legittimo” Principe né tantomeno agl abitanti del centro.

Nel novembre del 2019, dicevamo, Marcello I ha ceduto il passo: dopo le elezioni, a salire sul trono è stata Nina, figlia di Marcello e vincitrice della turnata alle urne.

Una grande novità per il Principato: per la prima volta nella sua lunga (e confusa) storia, a reggere il trono è una rappresentant del gentil sesso.

E il “Golpista”? Al momento, oltre alle presunte pretese sul Principato, c'è poco o nulla: tanto fumo per nulla, in pratica.

Nel momento in cui scrivo, Seborga è “ancora” un comune della Repubblica Italiana e il suo status di Principato non è riconosciuto da quasi nessuno. Infatti vi sono dei Principati e Repubbliche, anch'essi non riconosciuti “ufficialmente”, che riconoscono il centro in quanto piccolo, piccolissimo Principato.

In ogni caso, Seborga è conosciuta nel mondo grazie alle sue monete: pur non avendo valore legale, sono coniate e usate come buono all'interno delle attività commerciali del comune; il loro valore è crescuto nel tempo e i collezionisti di numismatica hanno fissato il valore di 1 Luigino a 6 Dollari. Mica male. Oltre a questo, esistono anche Carte d'Identità, Patenti, Targhe Automobistiche: tutto senza -al momento- valore legale ma con un bellissimo significato identitario.

La Nazionale di Seborga (Certo, esiste una Nazionale!) è fortissima nel Futsal, il calcio a 5 indoor. Nel 2010, Seborga ha conquistato il Mundialito Cup Tournament, battendo 7-5 il Perù. La squadra è attiva anche a livello di Club (In quanto non riconosciuta da molti come Nazionale) e -sempre nel 2010- ha sollevato un Europa Cup, battendo il Futsal Monaco. Principato contro Principato. Per quanto riguarda il Calcio a 11, Seborga fa parte della Conifa, la Federazione che accoglie le Nazioni “Invisibili”, come la Sardegna, la Cecenia, la Padania.

Come vi dicevo all'inizio dell'articolo, esiste un Principato “Invisibile” da oltre 1.000 anni: sul trono, per la prima volta, vi è una Principessa, Nina. Chissà se mai, un giorno, Seborga potrà usare i suoi “Luigini” anche fuori dai confini.

 

In attesa di questi ipotetici eventi, lunga vita al Principato

 

 

Alberto Caboni

Lascia un Commento

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Per evitare spam automatico ti invitiamo a compilare il form correttamente.