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Sergio Leone  – Il buono, il brutto, il cattivo

Sergio Leone – Il buono, il brutto, il cattivo

Amate i lunghissimi primi piani, le ambientazioni western girate in Italia e le storie dove esistono i buoni, i brutti e i cattivi?

Siete cresciuti con il mito de “Lo Straniero”, il poncho, la polvere del deserto e il sigarillo stretto tra le labbra, il tutto accompagnato dalle note irripetibili del Maestro Ennio Morricone?

Controllate le munizioni, fate scorta d’acqua prima di attraversare il Far West grazie alla vita del Regista che ha creato il genere dello “Spaghetti-Western”. Amato da registi del calibro di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, siate i benvenuti nella vita di Sergio Leone.

CRESCIUTO A PANE E CINEMA

Sergio Leone nasce a Roma il 3 febbraio 1929, respirando sin da subito il profumo incredibile del cinema. Il padre Vincenzo – utilizzando lo pseudonimo di Roberto Roberti - è regista di film muti; la madre, Edvige Valcarenghi, recita sul grande schermo con il nome d’arte di Bice Valerian.

Ad appena diciott’anni, esordisce sul grande schermo, recitando in un cameo nel capolavoro di Vittorio De Sica “Ladri di Biciclette”, pellicola nella quale lavorerà come assistente volontario.

In seguito diviene aiuto regista di Mario Bonnard; nel 1959 sostituirà il regista durante le riprese de “Gli ultimi giorni di Pompei”, terminando le riprese.

Diverrà poi aiuto regista di William Wyler mentre quest’ultimo sta realizzando il kolossal “Ben Hur”. La pellicola farà incetta di Oscar, ben 11.

Nel 1961 dirige la seconda unità in “Sodoma e Gomorra”, per la regia di Robert Aldrich. L’anno è quello buono e Sergio Leone dirige finalmente la sua prima pellicola: “Il Colosso di Rodi”.

SPAGHETTI WESTERN, SAMURAI WESTERN

Arriva il 1964 e Sergio Leone dirige la pellicola che lo porterà in alto: “Per un pugno di Dollari”. Il film ha successo ma non tutto fila liscio. Il regista giapponese Akira Kurosawa accusa Leone di plagio, ritenendo la pellicola troppo simile alla sua opera “La Sfida del Samurai”.

La questione finisce in tribunale e Kurosawa vince la causa, ottenendo i diritti esclusivi del film di Leone per quanto riguarda il Giappone, la Corea del Sud e l’isola di Formosa, oltre al 15% dello sfruttamento commerciale di “Per un pugno di Dollari” in tutto in globo.

Inoltre, il film lancia la carriera di Clint Eastwood, che con Leone realizzerà diverse pellicole, divenendo uno degli attori di riferimento.  La pellicola di Leone è realistica: l’aria “vissuta” dei protagonisti sembra si possa quasi toccare, tant’è maniacale la cura del regista.

Nei due anni successivi, ovvero 1965 e 1966, Leone sforna latri due titoli della “Trilogia del Dollaro”. Escono nelle sale prima “Per qualche Dollaro in più” e subito dopo “Il Buono, il Brutto, Il Cattivo”.

I film sbancano il botteghino, grazie a dei pilastri dei film di Leone: i primi piano strettissimi, i silenzi voluti, le interpretazioni di Eastwood, di Lee Van Cleef, di Gian Maria Volontè e la colonna sonora calzante scritta da un giovane Maestro: Ennio Morricone.

ONCE UPON A TIME…

Nel 1967, Sergio Leone è un regista affermato e viene invitato negli USA per realizzare “C’era una volta il West”. Un progetto inseguito da anni dal regista. Visto l’impegno lavorativo ed economico che la pellicola avrebbe comportato, sarà la Panamount a produrla. Alla stesura del progetto collaborano i giovani registi Bernardo Bertolucci e un semi sconosciuto Dario Argento, mentre gli attori principali saranno Henry Fonda (icona dei Western made in Hollywood. NdA)  e Charles Bronson, il futuro “Giustiziere della Notte”.

Nel 1971 realizza “Giù la testa…”, il cui titolo viene riportato solo a metà (Parental Control. Il titolo per esteso è “Giù la testa… coglione. NdA). Ambientato durante la Rivoluzione Messicana, la pellicola vede come attori protagonisti Rod Steiger e James Coburn.

L’anno successivo, Leone viene contattato per portare sul grande schermo il primo atto della sceneggiatura tratta dal bestseller di Mario Puzo: “Il Padrino”.  Leone rifiuterà di dirigere il film, che andrà in mano a Francis Ford Coppola.

Nella sua mente c’è un progetto, un grande progetto, che il regista coltiva e riesce a realizzare solo nel 1984. Ritenuto il capolavoro del regista romano, “C’era una volta in America” è uno spaccato degli Stati Uniti durante gli anni del Proibizionismo.

Interpreti di questa pellicola farcita di star sono Robert De Niro, James Woods, Joe Pesci e Danny Aiello.

Il 30 Aprile del 1989, mentre è alle prese con un progetto estremamente complesso, un film sull’Assedio di Leningrado (Una delle chiavi di svolta del Secondo conflitto Mondiale. NdA), un infarto lo porta via. Sono innumerevoli le manifestazioni di affetto anche lontane nel tempo. Sergio Leone è stato ispirazione e regista cult per diversi registi.

Due tra tutti: Clint Eastwood e Quentin Tarantino.

Il primo, memore degli anni davanti e dietro la cinepresa passati con Leone, dedicherà il film del 1992 “Gli Spietati” (Il film è un Western. NdA) alla memoria del regista.

Il secondo, da sempre amante della “Trilogia del Dollaro”, dedicherà a Sergio Leone “Kill Bill: Volume 2”, pellicola realizzata usando musiche di Ennio Morricone.

Sergio Leone ha segnato un’epoca, creando quel genere, lo “Spaghetti – Western”, tanto bistrattato all’inizio dalla critica quanto osannato – dalla stessa critica – anni dopo.

I pionieri, del resto, hanno sempre una vita difficile. L’importante è avere sempre un cuor di leone, anzi di Leone.

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