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STEFANIA GRAZIANI – LA MUSICA CAMBIA

Stefania Graziani - La Musica Cambia

In viaggio attraverso la musica della compositrice torinese, tra richiami fantastici, l'incontro con il Maestro Carnevale e la nascita di "La Musica Cambia"

La Musica è specchio della nostra anima, sia da ascoltatori che da compositori. È il riflesso di ciò che passa attraverso i nostri occhi, i nostri sensi e arriva diritto al cuore. Nel caso di Stefania Graziani, compositrice dalla formazione accademica, la Musica si è rivelata ancor più specchio di emozioni, sensazioni e impressioni.
Nata a Torino, Stefania ha vissuto e lavorato a Roma, dove ha incontrato il Maestro Tony Carnevale, creatore di Anora, un innovativo metodo di formazione e approccio alla Musica. Grazie al metodo, ispirata da immagini poetiche che le stesse note le ispiravano, Stefania ha dato alla luce “La Musica Cambia”, 15 tracce in cui l’ascoltatore è dolcemente preso per mano da Euterpe, Musa della Musica e portato verso paesaggi fantastici, onirici e poetici.

Scopriamo i segreti de “La Musica Cambia” grazie alle parole di Stefania.


Stefania, raccontaci di te...
Ho iniziato i miei di studi al conservatorio, dove ho conseguito il diploma di pianoforte e di musica da camera. Per molto tempo il mio rapporto con la musica è stato legato esclusivamente all’interpretazione. Poi a un certo punto della mia vita ho avuto la fortuna di incontrare un percorso formativo particolare che mi ha portato alla composizione e alla scoperta della mia identità artistica originale. Sto parlando, appunto, del Laboratorio Anora di Tony Carnevale che si basa su un metodo formativo originale ed innovativo. Da lì è iniziato tutto un lavoro che ovviamente ha richiesto un lungo tempo di maturazione e che mi ha portato a “La Musica Cambia”, il mio primo disco da compositrice.

Cosa rappresenta per te questo disco? Raccontaci della tua musica.
La Musica Cambia” è un traguardo bellissimo che segna una linea di demarcazione netta dal passato: dalla Stefania che eseguiva la musica di altri, alla persona che liberamente oggi si esprime attraverso la sua musica. Il titolo esprime il senso di un lungo lavoro di formazione, quindi di cambiamento delle proprie possibilità, attraverso il quale appunto il mio rapporto con la musica è cambiato. Il cd è composto da 14 brani per piano solo e una canzone “Nuvole Basse”, della quale sono autrice anche del testo, interpretata da Daphne Nisi. E’ una raccolta che racconta in qualche modo un percorso personale: suoni che si fondono con incontri, esperienze, tutto ciò che ha lasciato in me memorie profonde. Forse per questo motivo i brani hanno atmosfere molto diverse tra loro, proprio perché “raccontano” momenti diversi, come ho cercato di esprimere anche nei titoli.
Tutte le composizioni sono comunque nate dalla stessa esigenza espressiva, far arrivare agli altri il mio mondo interiore, un’impostazione poetica che ho derivato dalla ricerca che Tony porta avanti da molti anni e che rappresenta l’impalcatura della nostra associazione Anora.

Concludi il libretto che accompagna il cd con la frase: “La musica è cambiata perché è cambiato il colore dei miei pensieri. La musica cambia.” Ma la musica cambia chi l’ascolta o chi la inventa?
La Musica ha certamente la capacità di cambiare tutti. Non la musica in sé, ma quello che c’è nella musica; la fantasia di un altro essere umano che attraverso i suoni che ha composto, arriva a noi. Una comunicazione non razionale che emozionandoci mette in movimento corde profonde, stimola la nostra fantasia. Quello che mi ha cambiato è stato, ripeto, il lavoro che ho fatto con Tony Carnevale per arrivare a scrivere la mia musica. Dietro a quel “La musica cambia” c’è l’idea che questo particolare lavoro di stimolazione del pensiero creativo può portare a un cambiamento significativo della propria realtà interna non solo in senso musicale, ma anche a livello personale più ampio.

Cos’è la musica oggi per te?
Oggi penso che la musica sia qualcosa di molto più profondo: forse è un certo modo di sentire le cose, di viverle. E’ quel “suono” che ci accompagna sempre, che mette in movimento la parte più importante di noi e che ci fa sentire vivi.

In cosa consiste il metodo di Tony Carnevale applicato nel suo Laboratorio?
Innanzitutto direi due parole su Tony Carnevale: è un musicista riconosciuto nel panorama internazionale, compositore, autore di sette dischi personali, arrangiatore, produttore artistico, autore di quattro libri dove sviluppa la sua ricerca sulla musica e sulla formazione artistica. Insomma un artista a tutto tondo, che nonostante il suo livello non mette distanze tra sé e gli altri e questo è molto importante nella relazione di formazione.
Tornando alla domanda, il metodo ha origine da una sua personale poetica, cioè un modo di pensare la musica come espressione della nostra fantasia, linguaggio che appartiene indistintamente a tutti e che può essere sviluppato. La musica quindi è un diritto di tutti così come la possibilità di esprimersi attraverso i suoni. La creatività infatti è realtà esclusivamente umana e non è un dono proveniente da chissà dove che riguarda solo pochi “eletti”. In sostanza musicisti non si nasce, si diventa.
Il discorso è lungo e sarebbe impossibile sintetizzarlo in poche righe.
Questa premessa però era necessaria perché il metodo è basato proprio sullo sviluppo della creatività per portarti alla formazione della tua identità artistica originale. Per questo non esistono schemi uguali per tutti, ma ognuno segue il proprio percorso con le proprie esigenze tecnico-artistiche: di tipo tematico o armonico, orchestrale o di arrangiamento. La risposta formativa è sempre personalizzata, anche perché i partecipanti provengono tutti da percorsi diversi: strumentisti di tutti i tipi, autori di testo, interpreti arrangiatori, compositori sia di livello avanzato che aspiranti tali, senza limiti di genere. Pur lavorando fianco a fianco, in continuo scambio di collaborazione creativa e concreta, nel Laboratorio ognuno cresce con la propria individualità, ma unito agli altri dalla stessa “visione” poetica.
Su queste idee, con Tony Carnevale e altri musicisti - e non solo - abbiamo costituito l’Associazione ANORA, “luogo” di ricerca e confronto indispensabile anche per il mio lavoro di formatrice.

Raccontaci dell’Associazione Anora e dei progetti che intendete proporre qui in Sardegna, tua terra d’adozione.
ANORA nasce con l’intento di far conoscere questa ricerca sulla musica e sulla formazione artistica.
Al momento ci piacerebbe collaborare con realtà culturali del territorio sardo che si occupano di attività artistiche in ogni campo per uno scambio di idee sulla formazione e sull’arte in generale, organizzare anche delle manifestazioni, convegni, presentazioni, concerti. Ovviamente quando sarà possibile farlo; adesso è un momento molto difficile per tutti, in particolare per il mondo dell’arte che soffre da tempo. Ma questo potrebbe essere il tempo giusto per pensare al futuro e progettare attività artistiche che sono indispensabili per nutrire la fantasia di noi tutti. In questo momento stiamo proponendo un Laboratorio in modalità On Line aperto a tutti: musicisti, professionisti e non, insegnanti di musica o semplici appassionati. Un ponte virtuale tra la Sardegna e Roma, sede della nostra associazione. Anzi mi permetto di invitare le persone che ci stanno leggendo se ovviamente lo desiderano, a mettersi in contatto con noi tramite la nostra pagina Facebook o scrivendo a associazioneanora@gmail.com.

Intanto Stefania, ispirata dalla bellezza dell'isola e dalla sua unicità, sta pensando di realizzare un video su un brano del disco che speriamo di poter vedere a breve.
Il suo percorso non è che all’inizio e le auguriamo che i suoi progetti e quelli dell’Associazione Anora legati alla musica e all’arte possono prendere piede molto presto qui in Sardegna.

Questo articolo non avrebbe visto la luce senza l'apporto fondamentale di Federica Zanda- Grazie per la consulenza e per il prezioso aiuto.

 

Alberto Caboni
 

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