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Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto

Estate 1974. Sulla poco frequentata (all'epoca) spiaggia di Capo Comino, nel territorio comunale di Siniscola, nord est della Sardegna, due personaggi si aggirano, ra dune immacolate di sabbia e uno skyline da far invidia alle ben più celebrate Maldive o Mauritius.

Una donna, dal corto capello e dagli occhiali dalla montatura colorata, li dirige. I due personaggi interpretano gli antipodi, due facce di un'Italia che, in quel decennio più che mai, è divisa dalla lotta di classe, dalla ricchezza e dalla povertà, dal comunismo e dal capitalismo.

Questa è la loro storia, sia dei personaggi sia degli attori che realizzarono questa pellicola. Seguitemi.

 

Gennarino, la Pavone Lanzetti e lo “scambio” dei ruoli in un azzurro mar di Sardegna

La trama, sapientemente studiata da Lina Wertmuller, la regista che abbiamo citato qualche riga fa, è molto semplice e-per questo- perfetta per mille sfumature: uno Yatch, una ricca borghese smaccatamente anticomunista e delle vacanze tra l'incantevole mare che costeggia la parte orientale della Sardegna.

Interpretata da una delle Muse sacre della Wertmuller, Mariangela Melato, Raffaella Pavone Lanzetti è uno stereotipo, una ricca collezione di tanti clichè -ahimè- celebri per essere divenuti tali dalla realtà. Che sia una classista arrogante, che si comporti in maniera superiore rispetto al personale dello Yatch e a tutti coloro che non si avvicinano al suo “Status Simbol” ci viene spiegato sin dalla prime riprese. Il personaggio, ammettiamolo, è difficile da digerire per via di certe “uscite”, certe battutacce.

A farne le spese, in particolr modo, è uno dei marinai dello Yatch, Gennarino Canunchio. Uomo del sud, dalla mentalità a tratti retrograda, viene visto come il “cattivo selvaggio” che cerca di far valere la propria voce, quando dovrebbe restare -nell'idea della Pavone Lanzetti- nel suo piccolo spazio, a servire e riverire i passeggeri dell'imbarcadero. Interpretato da Giancarlo Giannini, incarna la rabbia del proletario, dell'operaio che s'ammazza di lavoro per tirare a campare, soprattutto “servendo” i ricchi capitalisti. Per Gennarino, comunista sino al midollo, è una lotta intestina ogni giorno.

 

Sfortuna vuole (per la Lanzetti) che, a causa di un guasto al motore del gommone, usato da Carunchio e dalla viziatissima Raffaella, i due si trovino in balia del mare. Lo Yatch è ormai lontano e alla strana coppia non resta che sbarcare.

Il rapporto tra i due potrebbe restare come in passato, è vero. Ma in una situazione “estrema” come quella, in cui il minimo indispensabile per sopravvivere è da reperire, da pescare, da cercare, le parti si invertono, eccome se si invertono.

Proprio come in una lotta di classe, colui che si trovava a servire (Carunchio) viene servito e riverito dalla Lanzetti. A complicare il tutto e rendere ancor più divertenti certi momenti di confronto socio-culturale, arriva l'amore.

I due, infatti, vivranno una brevissima e molto intensa storia d'amore che fa sperare, almeno sino a ¾ del film, che il sentimento possa prevalere su tutto il resto.

Ma, una volta ritrovati i due dispersi, tutto cambia. Gennarino, che era riuscito a farsi notare da un'imbarcazione, tenta di restare con Raffaella, convinto che lei provi per lui quei sentimenti forti e intensi. Raffaella rinuncia al suo cuore ma non alla sua posizione sociale: troppo difficile, probabilmente, un “salto” simile, troppo difficile rinunciare a determinati punti fermi del “suo” mondo.

 

Travolti da un Insolito destino nell'azzurro mare d'Agosto” uscirà nelle sale la settimana precedente al Natale 1974, sbancando i botteghini e conquistando la critica. L'anno successivo riceverà un David di Donatello per la Migliore Musica e lancerà i due protagonisti, una superba Mariangela Melato e uno spettacolare Giancarlo Giannini, nell'Iperspazio delle celebrità.

Un film simile si può girare solo una volta nella vita. La scelta delle location, curata in maniera quasi maniacale, vide la costa orientale della Sardegna assoluta portagonista. Il “rifugio” che Gennarino trova -e dove soggiorna durante la sua permanenza- assieme ad alcune delle scene più sensuali hanno avuto come incantevole cornice le spiagge di Capo Comino, Siniscola. Cala Fuili, nel comune di Dorgali, è la location dove i due naufraghi sbarcano nella prima metà del film. Altri punti mozzafiato (e celeberrime riprese) sono state girate a Cala Luna, tra Dorgali e Baunei.

La Sardegna, quella parte ancora incontaminata e con delle location da far rabbrividire dalla bellezza, ebbero un grandissimo slancio turistico grazie alla pellicola della Wertmuller, vera e propria “Star” della pellicola. Senza la sceneggiatura così curata, senza questo gioco delle parti invertite e senza certi dialoghi passati alla storia, la pellicola sarebbe stata “soltanto” una storia di diversità sociale e di un amore/passione.

Perchè vi parlo in questo modo, sottolineando la capacità della Wertmuller e -nuovamente- elevando al rango di Attori con la “A” maiuscola la Melato e Giannini? È presto detto.

 

Nel 2002, esattamente 28 anni dopo il film, una coppia di fatto (nella vita e nel lavoro) decise di produrre un Remake. La coppia di cui parlo era composta da Madonna e Guy Ritchie. La prima non penso abbia bisogno di presentazioni: cantante dei record, attrice, “Evita” nel musical con Banderas e mille altre cose; il secondo, regista inglese autore di “The Snatch” con Brad Pitt.

Quando Miss Ciccone decide -così dicono i maligni- semplicemente ha deciso. Che tu possa o voglia pare non sia contemplabile. La nostra era totalmente innamorata di quel film tanto da vedersi allegramente nei panni che furono di Mariangela Melato e porre “Mister Madonna” (Così veniva appellato Guy Ritchie all'epoca, pensa te) al posto della Wertmuller. Ok, sembra davvero strano. Al posto dell'immenso Giannini chi ci metti?

Si da il caso che Giancarlo abbia dei figli, uno dei quali -Adriano- ricorda davvero parecchio il babbo da giovane. In più, è un attore che ha già diverse pellicole nel suo Curriculum.

I soldi per la produzione del film arrivano direttamente dalle tasche di Madonna e, raccattato il resto del cast e saliti sugli Yatch, i nostri protagonisti scelgono le stesse, identiche location.

Si da il caso -e la fortuna- che il turismo scellerato (sia da parte dei visitatori sia delle maestranze) non abbia devastato quelle località, cosa che è successa un po' più su, verso il Nord della Sardegna.

 

Vi risparmio sia il riassunto della trama di “Swept Away”, questo il titolo in madrelingua, sia eventuali pareri personali. Mi baserò semplicemente su due fattori: incassi al botteghino e pareri da parte dei critici cinematografici; prima vorrei sottolineare la reazione della Wertmuller.

La regista, che aveva ceduto i diritti del film a Madonna per via della stima che aveva per la Popstar, rivelò che probabilmente aveva commesso un errore.

Dal film, infatti, mancano tutti i riferimenti sociali, culturali e politici che resero la pellicola “Madre” splendida e che la rendono tutt'ora attuale (basta cambiare due termini e -credetemi- può essere una fotografia surreale dell'Italia 2020).

Ma che successe al botteghino e davanti agli occhi dei critici?

Vi basti pensare che il film costò 10 milioni di dollari e al botteghino ne incassò appena 600.000. Manco il rimborso spese per il pranzo al sacco, in poche parole. Però, penserete voi, almeno la coppia Madonna – Adriano Giannini e/o il regista Guy Ritchie si saranno salvati, magari con un “6” politico?

Neanche pe ridea: furono stroncati e ricevettero una valanga di premi. Se questa frase vi sembra paradossale, parlo dei “Razzie Awards”, il trofeo che nessun attore o regista vorebbe ricevere. I Razzie indicano il peggior flm, regista, attore, sceneggiatura così come gli Oscar indicano i Migliori (o presunti tali).

Nel 2002 il film conquistò i Razzie come Peggior film, peggior attori protagonisti (Madonna al femminile, Giannini al maschile), peggior Coppia (sempre loro!), peggior regista (Guy Ritchie), Peggior Remake e una nomination come Peggior Sceneggiatura. Non paghi, nel 2004, per i 25 anni dei Razzie, il film entrò nella Top 5 e “rischiò” di aggiudicarsi il Premio come “Peggior film drammatico dei nostri primi 25 anni”. Nel 2009 sfiorò il Razzie come Peggior film del Decennio.

 

Che dire? Ci sono pellicole che hanno avuto dei Remake o rifacimenti che hanno dato nuova vita, nuovo lustro e nuova spinta. Ci sono pellicole, come questa, che hanno rischiato di rovinare l'originale che, per fortuna, abbiamo ancora la possibilità di vedere e di ammirare.

Travolti da un Insolito Destino nell'azzurro mare d'Agosto” è un film senza tempo e senza età e merita di brillare ancora oggi come nell'ormai lontano 1974.

Merito di una sceneggiatura geniale, di una regista capace e attenta, di due interpretazioni magistrali e di location uniche.

Di certo, sentire Adriano Giannini apostrofare Madonna “Bottana Industriale” (epiteto che nella pellicola di Ritchie non c'è) non avrebbe comunque aiutato un film alla deriva sin dai titoli di testa.

Oggi, 14 agosto, quella geniale regista, Lina Wertmuller, spegne ben 93 candeline. Auguri di cuore!

 

Alberto Cabon

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