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Valentino Rossi - Il Dottore su due ruote

Valentino Rossi - Il Dottore su due ruote

Cresciuto a pane e motori. Figlio d’arte, ha dimostrato – sin da giovanissimo – un feeling incredibile con le due ruote. Il suo nome è sinonimo di Campione di motociclismo, immortalato dall’adrenalinico Guido Meda e dal suo coronarico “Rossi c’è!”.

Indossate il casco, controllate le gomme del vostro bolide e salite in Sella.

Protagonista indiscusso il Golden Boy di Tavullia, Valentino Rossi.

PAPÀ GRAZIANO, IL GO-KART E L’ESORDIO SULLE DUE RUOTE

Valentino Rossi nasce il 16 febbraio del 1979 a Urbino. Sin da piccolissimo, la sua famiglia si trasferisce nel piccolo borgo di Tavullia, in provincia di Pesaro. Il padre Graziano è un motociclista e – proprio nell’anno in cui Valentino nasce – si classifica terzo nel Campionato Mondiale 250 in sella ad una Morbidelli.

Quando si dice il Destino

Passano pochi anni, per l’esattezza undici, e il giovanissimo Valentino fa il suo esordio in una competizione ufficiale. Non è in sella ad una due ruote ma seduto sopra le quattro sfreccianti ruote di un Go-Kart.

Tuttavia, la spesa di manutenzione ed acquisto di un Go-Kart sono ingenti per la famiglia Rossi. Così, di comune accordo con il padre Graziano, Valentino si sposta verso le minimoto. Inutile sottolineare quanto la scelta si rivelerà la più azzeccata in assoluto.

Valentino comincia a vincere gare e campionati di minimoto a ripetizione tant’è che nel 1993 –tre anni dopo- Rossi esordisce in sella ad una moto vera, una Cagiva 125. La pista è quella di Magione, in Umbria.

Nel 1994 diventa Campione italiano della Sport Production, il preludio al primo anno d’oro della sua carriera: il 1995. Proprio in quell’anno Valentino conquista il titolo nazionale della classe 125, arrivando terzo al Campionato Europeo della stessa categoria.

Arriva il 1996 ed un folletto simpatico e colorato, dalla parlata identificativa, fa il suo esordio nel Campionato Mondiale classe 125.

LA CABALA DEL SECONDO ANNO, LE VITTORIE CHE CONTANO, IL NEMICO MAX

Occorre fare una piccola precisazione, che terremo a mente per tutta la durata della carriera di Valentino. Il primo anno, l’esordio in una classe, è sempre un anno in cui Valentino vince dei Gran Premi. Il secondo anno è quello della conquista. Come se il primo anno gli servisse per “prendere le misure” e comprendere come bruciare in velocità ed arguzia i suoi rivali.

Uno su tutti, il romanissimo Max Biaggi. Tra il giovane e caciarone Valentino ed il tenebroso e serioso Biaggi l’antipatia è immediata. “Colpa” delle innumerevoli vittorie di Rossi, molto spesso ai danni dello stesso Biaggi. In più, vi è l’aspetto ludico: Valentino festeggia ogni vittoria creando dei sipari comici, travestendosi da Robin Hood, portando in moto Polli, Superman…

Nel 1998 passa alla Classe intermedia. Il primo anno, come da copione, è di ambientamento. Nel 1999 Rossi si trova in cima al mondo della 250. Passaggio quasi obbligato per la stagione successiva: la Classe Regina, la 500.

Nel 2001, al secondo anno di permanenza nella Classe 500, Valentino conquista l’Olimpo.

A 22 anni e 10 mesi, è il quarto più giovane campione mondiale della storia, dopo Freddie Spencer (il più "verde" in assoluto, con 21 anni, 7 mesi e 14 giorni), Mike Hailwood e John Surtees. Nessuno di loro, però, può vantare il record di vittorie inanellate da Rossi prima dei 23 anni: ben 37.

Per rendere l’idea: il più “vicino” al record è Loris Capirossi, che conquistò quindici successi prima di compiere i 23 anni.

I CAMBI DI CASACCA, LE POLEMICHE, SETE GIBERNAU E “THE DOCTOR”.

Il 12 ottobre 2003 Valentino conquista il suo quinto titolo mondiale, il terzo consecutivo nella classe maggiore. Lo stesso identico giorno, un altro uomo dei record, il pilota tedesco Michael Schumacher, conquista – a bordo della Ferrari – il suo sesto titolo mondiale, mentre la scuderia di Maranello si aggiudica il quinto mondiale “costruttori”.  Niente male, per il BelPaese.

Nel 2004, Valentino spiazza tutti passando alla Yamaha. Grandi polemiche, dubbi sulle sue possibilità, critiche… chi più ne ha, più ne metta. Valentino, nonostante Biaggi e Sete Gibernau, si lascia tutto alle spalle –è il caso di dirlo, vista la sua velocità. NdA – e conquista il Mondiale con una giornata di anticipo. Di fatto, riuscendo a settare moto, affiatamento con il team e dinamiche in corsa, gara dopo gara.

L’inarrestabile Rossi diventa realmente “The Doctor” (Uno dei suoi soprannomi. NdA) il 31 Maggio 2005, quando la Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino gli conferisce la Laurea Honoris Causa in “Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni”.

Campionato 2005.  Vincendo a luglio il GP di Germania- Rossi eguaglia il record di Mike Hailwood, portando a casa la vittoria n° 76. Due vittorie dopo, ovvero a Sepang (Malesia), Rossi arriva a quota 78 e –soprattutto- si porta a casa un altro titolo Mondiale.

Rossi si presenta sul podio con una bandiera che riporta il messaggio "Hailwood: 76 - Rossi: 76 - I'm sorry Mike".

Nel 2006 Valentino non riuscirà a conquistare la vetta del podio ma dovrà “accontentarsi” del secondo posto. Il titolo iridato verrà vinto dall’americano Nicky Hayden.

Anche il 2007 si rivela ostico per il Dottor Rossi. A fine campionato arriverà terzo, preceduto da Casey Stoner, altro biker USA e dallo spagnolo Dani Pedrosa.

Torna a vincere e lottare per il mondiale nel 2008: a maggio a Le Mans ottiene la 90ma vittoria in carriera, raggiungendo lo spagnolo Angel Nieto: davanti a loro, solo Giacomo Agostini con 122 gare vinte. Alla fine di agosto eguaglia Agostini con 68 vittorie nelle Classi Maggiori.  Il 28 settembre 2008 a Motegi (Giappone) Valentino Rossi vince e si laurea campione del mondo per l'ottava volta in carriera.

Nel giugno del 2009 ad Assen, in Olanda, raggiunge la considerevole quota di 100 vittorie in carriera, 40 con la Yamaha.  A ottobre conquista il nono Campionato Mondiale con una gara di anticipo, a Sepang (Malesia).

Il 2010, ultimo anno in Yamaha, prima di passare all'italiana Ducati vede Valentino Rossi sempre tra i protagonisti: un incidente lo tiene lontano poche settimane dalle gare, tempo sufficiente per allontanarsi dalla vetta della classifica, che verrà vinta alla fine del campionato dallo spagnolo Jorge Lorenzo, suo giovane compagno di scuderia.

GLI ANNI DUEMILADIECI, LA DUCATI, IL SIC E NUOVI RIVALI

Il 23 ottobre del 2011, Rossi si trova –suo malgrado – coinvolto, assieme a Colin Edwards, nell’incidente che porterà alla morte di Marco Simoncelli, “Il Sic”, grandissimo amico di Valentino e suo erede. La tragica coincidenza lascia Valentino davvero distrutto. Il Campionato continuerà ma i risultati non arriveranno: zero vittorie durante la stagione. Il rapporto con la Ducati è altalenante e le due realtà non trovano i giusti meccanismi: a fine Campionato, Valentino tornerà dai giapponesi della Yamaha.

Gli ultimi anni vedranno Rossi afflitto da innumerevoli infortuni, dai quali si riprenderà in tempo record, grazie ad una grande dose di determinazione. Circondato da una nuova ondata di grandissimi Campioni –da Stoner a Dovizioso, da Pedrosa a Jorge Lorenzo- Rossi si è sempre fatto rispettare, combattendo su ogni centimetro, su ogni “staccata”.

Valentino Rossi, l’Enfant Prodige delle due ruote italiane, compie 40 anni. Quarant’anni in piena velocità, con la voglia e la volontà di conquistare nuovi podi.

Sempre di più nella leggenda per chi – già da ora – è la Leggenda.

Speriamo caldamente di sentire Guido Meda urlare a pieni polmoni: “Rossi C’è!”

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