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Vigor Bovolenta - Il Gigante Sotto Rete

Vigor Bovolenta - Il Gigante Sotto la Rete

Un Gigante dentro e fuori il campo, anzi IL Gigante.

Pilastro della più forte Nazionale Italiana di Pallavolo. 

Un guerriero con un cuore sensibile, tanto da tradirlo ad appena 37 anni.

 

Indossate le ginocchiere, fate un po’ di riscaldamento e preparatevi a schiacciare sottorete.

Benvenuti nella vita di “Bovo”, l’indimenticabile Vigor Bovolenta.

 

GLI ESORDI NEL POLESINE E GLI ANNI D’ORO: DA RAVENNA ALLA CONQUISTA DEL MONDO

Vigor nasce a Contarina (piccolo comune del Veneto esistente sino al 1° gennaio 1995, anno in cui fu unito al vicino comune di Donada per formare l’odierna città di Porto Viro. NdA). Il 30 maggio del 1974. L’amore per la pallavolo si fa sentire presto e Vigor, complice l’altezza già interessante sin da giovanissimo, esordisce con i dilettanti della Polesella, squadra dell’omonimo comune veneto. Nel 1990 viene acquistato da Il Messaggero Ravenna, squadra dell’omonima ex capitale dell’Impero Goto.

Vigor indosserà per ben sette anni la maglia giallorossa di Ravenna, trascinando la squadra alla conquista di incredibili successi. Essendo un centrale, il suo ruolo è tosto: coprire una “porzione” del campo (centrale, sotto la rete), coadiuvare e raddoppiare in fase difensiva sia alla sua destra che alla sua sinistra. In più, un buon centrale deve avere uno stacco in elevazione da fermo consistente. Beh, Vigor ha tutto questo e anche di più: è alto 202 cm di muscoli e scatto felino: praticamente, un “muro” umano. Con Ravenna, Vigor vince subito uno Scudetto ed una Coppa Italia nella stagione 1990/91.

Non paghi, i ravennati conquistano tre Champions League di fila: 1991/92, 1992/93 e 1993/94, oltre che un Campionato Mondiale per club (1991), due Supercoppe Europee (1992 e 1993) e una Coppa delle Coppe (una delle massime competizioni europee) nel 1996/97, ultima stagione in cui Vigor vestirà la maglia della società romagnola.

Contemporaneamente ai successi con il Club, Vigor inizia ad inanellare titoli vestendo la maglia azzurra della Nazionale. Il suo contributo è eccezionale, considerando che –in quegli anni- l’ItalVolley può vantare la migliore formazione di sempre. Oltre al Gigante Bovolenta, in campo ci sono mostri sacri come Andrea Sartoretti, Samuele Papi, Andrea Zorzi. In panchina c’è un argentino destinato a scrivere a lettere d’oro il suo nome negli annali del Volley: Julio Velasco. Durante i sette anni ravennati (1990/97), Vigor e la “Generazione di fenomeni” conquisteranno una Coppa del Mondo (Giappone 1995), i Campionati Europei di Grecia ’95, un Argento alle Olimpiadi di Atlanta 1996, due World League (Rio de Janeiro 1995 e Mosca 1997) ed un Bronzo agli Europei dei Paesi Bassi (sempre nel 1997).

Bovolenta, dopo Ravenna, cambierà tre team in tre anni: dal 1997/98 al 1999/00 sarà il centrale di 4 Torri Ferrara, Roma Volley e Palermo. Questo girare dal centro nord al sud d’Italia non gli impedirà di conquistare altre due World League con la maglia azzurra: alla bacheca delle medaglie, Vigor appende due ori (Mar de la Plata 1999 e Rotterdam 2000).

Nel primo anno del nuovo Millennio, il Gigante del Polesine arriva a Modena. Con la maglia gialloblù, Bovolenta conquisterà il secondo scudetto della sua carriera. Sempre nello stesso anno, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferisce il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Nel 2002 Vigor convola a nozze con la compagna storica, Federica, da cui avrà quattro figli: nel 2004 Alessandro, nel 2008 Arianna e nel gennaio 2011 le gemelle Aurora e Angelica. Ma non finirà qui, come scopriremo a breve.

Tornando a Vigor il Conquistatore, dopo tre anni a Modena si sposta a Piacenza, alla Copra, dove resterà cinque anni, raggiungendo tre finali scudetto e vincendo una Top Teams Cup (l’attuale Coppa CEV. NdA).

Da Piacenza, il “Bovo” si sposterà per due anni a Perugia, prima di accasarsi, nel 2010, a Forlì

Arriva una data fatale, il 24 marzo 2012.

Vigor è in campo contro la Lube, match di campionato B2. Dopo aver effettuato una battuta, il Gigante buono si accascia al suolo. Viene immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale di Macerata. Il suo grande, immenso cuore ha un problema. Un problema che sembrava essere passato e risolto ben 12 anni prima.

Correva l’anno 2000. Durante una visita di controllo, i medici riscontrano in Bovolenta un’extrasistole che lo costringe a 4 mesi di stop dall’attività agonistica. Dopo quei quattro mesi di immobilità, Vigor viene nuovamente controllato: sembra che tutto sia tornato sotto controllo.

Purtroppo, tra “sembra” ed “è” la differenza è abissale.

Vigor, dopo aver lottato per qualche ora in quel dell’Ospedale di Macerata, non ce la fa.

È un colpo pesante, pesantissimo per tutti coloro che lo hanno conosciuto e che hanno apprezzato la sua forza e la sua gentilezza.

Passano quindici giorni dalla sua scomparsa ed il destino – incredibile come il fato agisca per vie misteriose – porta una sorpresa in dono: sua moglie Federica scopre di aspettare il quinto figliolo. Il bimbo, nato sette mesi dopo la scomparsa di Bovo, si chiamerà Andrea.

Il 12 agosto, nanche cinque mesi dopo la scomparsa del Bovo, l’ItalVolley guidata dal CT Berruto e da Samuele Papi (uno che con Vigor ha condiviso successi e muri sottorete. NdA) si gioca la possibilità di vincere la Medaglia di Bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012.

L’avversario è la Bulgaria ma gli azzurri hanno un uomo in più in campo.

Ce l’hanno nei pensieri, nel cuore. È con loro ogni volta che murano sottorete, che schiacciano, che salvano una palla.

La partita finisce 1 – 3 per l’Italia. Sul podio, i compagni del “Bovo” gli dedicano il trofeo, portando sul podio la sua maglia, quel numero 16 che tante volte abbiamo visto alzarsi sino in Cielo.

 

Vigor è stato un esempio, fuori e dentro il campo, di correttezza, professionalità e cuore.

Ciao, Gigante.

 

Dedico con tutto il cuore quest’articolo a Federica, Alessandro, Arianna, Aurora, Angelica e Andrea Bovolenta.

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