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Violet Jessop e i naufragi da Record

Violet Jessop e i naufragi da Record

Partire dalla natia Argentina, dove i suoi genitori erano emigrati dall’Irlanda in cerca di fortuna e di una nuova vita.

Sicuramente la fortuna bacerà sulla fronte Violet Constance Jessop, la ragazza che sopravvisse a tre (non UNO; bensì TRE) naufragi celebri di altrettante celebri (e inaffondabili) Navi.

Mettetevi il giubbotto di salvataggio e state vicino ad una scialuppa (è il caso) e seguitemi: scopriamo la vita di Violet, detta “Miss Unsinkable", detta "Signorina Inaffondabile".

 

DALL’ARGENTINA ALL’OLYMPIC (SINO AL NAUFRAGIO N°1) E VIA SU UN ALTRO TRANSATLANTICO

Come già preannunciato, Violet nasce in Argentina, nella città di Bahia Blanca, il 2 ottobre 1887. I suoi genitori, William e Katherine, sono emigrati in terra Australe qualche anni prima dalla natia Irlanda, per trovare un nuovo futuro. Sono gli anni della grande diaspora degli Irlandesi, a causa delle carestie e della totale mancanza di lavoro.

Violet è la prima di nove figli dei coniugi Jessop. Vive e cresce nella pampa. Da piccola si ammala di tubercolosi ma –in barba all’orrenda malattia che ha mandato al Creatore tanti suoi coetanei- Violet guarisce. Se questo non è un piccolo segno della fortuna che la accompagnerà durante la sua vita, poco ci manca.

Quando la ragazza entra nell’adolescenza, suo padre viene a mancare. Orfana di padre –e senza il supporto economico del genitore, allevatore di pecore- Violet, assieme alla madre e a 5 tra i suoi fratelli minori, tornano nel vecchio Continente, trasferendosi in Inghilterra.

Entra a studiare in un convento ma poco dopo è costretta ad abbandonarlo: le condizioni di salute della madre peggiorano e Violet è costretta a cercare un’occupazione. Capita così che nel 1908 trovi un ingaggio presso la Royal Mail Line (la principale compagnia di navigazione britannica all’epoca. Il nome completo è Royal Mail Steam Packet Company) e poi presso la White Star Line.

Se quest’ultimo nome vi risuona molto più facilmente, in parte dovete ringraziare James Cameron, Leonardo Di Caprio e Kate Winslet. Presto capirete il perché.

Tornando a Violet, l’anno è il 1911 e la ragazza, con il ruolo di cameriere di bordo, prepara le valigie e si imbarca su uno dei gioielli prodotti dalla White Star. La nave, anzi il transatlantico, si chiama Olympic e per Miss Jessop sarà l’inizio –nel bene e nel male- della sua innegabile fortuna.

L’Olympic, per chi non si ricordasse, è una delle “tre sorelle” della White Star: le altre due sorelle si chiamano, rispettivamente, Titanic e Britannic. Violet rimarrà in servizio sul transatlantico sino al 20 settembre 1911, quando l’Olympic verrà speronato a dritta (se guardi la nave dalla prua, è il lato destro dell’imbarcazione) da un vecchio rimorchiatore Hawke, che faceva parte della Royal Navy.

L’Olympic dovette essere abbandonato da equipaggio e civili e così Ms. Jessop si ritrovò momentaneamente a terra. Ma non restò con le mani in mano per molto tempo: le arrivò una nuova proposta di lavoro su una delle navi gemelle dell’Olympic.

Una nave che condivise i bacini della White Star con l’ammaccata (e in fase di riparazione) Olympic.

Il nome? Titanic.

 

IL TITANIC, LA FORTUNA TI SORRIDE DUE VOLTE E…ANCHE TRE.

E pensare che Violet sul Titanic non ci voleva andare. Le rotte che il Titanic avrebbe dovuto seguire, nel Nord dell’Atlantico, erano difficile a causa delle condizioni meteo avverse. La clientela, inoltre, era esigente, parecchio esigente. Ultimo fattore (ma non per importanza) il rapporto ore di lavoro / compenso economico: turni da 17 ore circa per 3 sterline e 10 scellini…al mese, non una paga da pascià, tutt’altro.

Tuttavia, Violet accettò, convinta dagli amici e arrivò in quel di Southampton, laddove il Titanic attendeva di partire per il suo viaggio inaugurale, alle 6 del mattino del 10 aprile 1912.

Il Capitano del Titanic, Edward Smith, era una vecchia conoscenza di Violet, almeno per nomea. Infatti, alla guida dell’Olympic speronato c’era proprio lui. Quando il Destino ci si mette.

Non c’è bisogno, credo, che vi racconti che succede al Titanic: l’iceberg visto in ritardo (o non visto), la collisione, la falla e migliaia di morti. Pochi (considerando il numero degli imbarcati alla partenza) sopravvissero. Tra quei pochi c’è lei, Miss Violet Jessop. E siamo a quota due.

Ma non è finita lì, non sarebbe completa la storia.

Tornata in madrepatria dopo essere arrivata a New York (lì vennero sbarcati i sopravvissuti della Nave “Inaffondabile”), Violet venne assunta nuovamente, sempre come cameriera di bordo, su un altro transatlantico.

Vi ho parlato poco fa delle “tre sorelle”? esatto: Violet verrà assunta dalla White Star per far parte dell’equipaggio del Britannic.

Va detto che il Britannic ha una storia strettamente legata alle sue sorelle, l’Olympic e il Titanic. Soprattutto con la seconda: infatti, il primo nome scelto per il Britannic fu “Gigantic”. All’indomani della colata a picco del Titanic, la White Star intervenne in maniera tempestiva sulla quasi ultimata sorella. Vennero rinforzate le paratie, aggiunti più compartimenti stagni e migliorato il sistema di carrucole per calare le scialuppe in mare. Quello che era capitato al Titanic – tra le tante cose – era frutto di un sistema di carrucole difettose e bloccate, che non permisero agilmente la discesa delle scialuppe in mare. Peccato che proprio il numero delle scialuppe –nettamente inferiore in proporzione al numero di passeggeri del Titanic- restò invariato. Come a dire che dalla Storia non si impara nulla se non si vuol imparare.

Dal 1914, anno in cui Gavrilo Princip aveva sparato –uccidendolo- all’erede al trono dell’Impero Austro-Ungarico, Francesco Ferdinando e dato il via alla Prima Guerra Mondiale, l’imbarcazione era stata requisita dalla Royal Navy e convertito in nave ospedale.

Resterà in servizio effettivo per due anni, prima di arrivare al 21 novembre del 1916. Si trovava in navigazione in quel del Mar Egeo, uno dei teatri di guerra più intensi di quel conflitto. Il 21 novembre lo scafo urtò una mina tedesca al largo dell’isola di Ceo. Lo squarcio che si creò, nella zona caldaie, fece affondare la nave in pochi minuti, prima la prua e poi la poppa. Il fatto che le eliche fossero ancora in movimento uccisero 30 persone.

1070 furono i sopravvissuti e –indovinate? - Violet Jessop fu una dei fortunati. In cinque anni, "Miss Unsinkable", (La Signora Inaffondabile) sopravvivrà a due naufragi e mezzo (di fatto l’Olympic non affondò anche se subì danni tali da dover essere trainata verso i cantieri della White Star). Se poi contiamo anche la tubercolosi che ebbe da bambina (e dalla quale guarì), non possiamo non pensare che la Dea Bendata avesse stampato un grosso bacio sulla fronte della ragazza.

Violet, forse per amor del mare forse per necessità, resterà in servizio sulle navi per altri 40 anni, prima di andare in pensione.

Ma prima, nel 1934, scrisse le sue memorie, legate alle incredibili vicende che la videro protagonista. Nel 1998 le memorie furono ritrovare e pubblicate in un libro, intitolato “Titanic Survivor: The Newly Discovered Memoirs of Violet Jessop, Who Survived Both the Titanic and Britannic Disasters”. Titolo effettivamente un po’ lungo ma senz’altro esplicativo.

Miss Violet Jessop, ormai 83enne, morirà (alcune fonti parlano di un’infezione causata da un virus, altri di un’insufficienza cardiaca) nel 1971.

Altro che Lupo di Mare, Violet è entrata –volente o nolente- nel Guinness dei Primati.

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