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Il Cairo - La Piana di Giza, tra Leggende e Realtà

Attraversare il labirinto di automobili, carretti, cammelli, tir (e qualsiasi altro mezzo di locomozione l’uomo o gli Dei abbiano creato) de Il Cairo è un’impresa davvero titanica, ma la prossima meta vale tutto questo: vi sto portando verso la zona di Giza, sulla sponda opposta del Nilo, in visita ai simboli monumentali e millenari dell’Egitto: le Tre Piramidi Maggiori e l’enigmatica Sfinge.

Per arrivare a Giza da Il Cairo, bisogna attraversare uno dei numerosi ponti sul Nilo che passano pe l’Isola di Gezirat. Quest’ultima è davvero particolare: insegne luminose e cartelloni pubblicitari che potresti vedere dalla Luna, tanto sono grandi. Ho visto e vissuto gli Stati Uniti e i loro cartelloni pubblicitari ma credetemi quelli egiziani sono davvero immensi. Gezirat brilla di luci psichedeliche, grattacieli modernissimi e di colori, a differenza de Il Cairo, in cui predomina il monocromatico marroncino sabbia del deserto anche sulle facciate delle abitazioni. Gezirat è una sorta di enclave anglo-francese, dove sia gli abitanti sia i frequentatori sono ricercati, appartenenti ad un’ulite ricca: non a caso trovi gli Hotel più prestigiosi (e più cari), come se avessero creato una piccola Las Vegas vista piramidi.

Attraversata e lasciata dietro di me Gezirat, arrivo in vista della piana di Giza. Quaggiù, in un periodo compreso (secondo la Storia) tra il XXVI e il XXV secolo Avanti Cristo, gli antichi Egizi edificarono le Piramidi più importanti: Cheope (la più grande e conosciuta), Chefren e Micerino (rispettivamente, la seconda e la terza per grandezza), oltre che la statua della sfinge, essere mitologico con testa umana e corpo leonino.

La Storia ci informa del fatto che coloro che lavorarono per anni all’edificazione delle grandi Piramidi non erano schiavi, come pensato in un primo momento, bensì lavoratori salariati e specializzati. Un gotha di manovali e architetti a disposizione del Faraone, visto che le Piramidi sono dei monumenti funerari nonché tombe dei reali padroni dell’Egitto.

Le Tre Piramidi, viste dall’alto, hanno una precisa disposizione, che riporta ad una costellazione: la Cintura di Orione, visibile perfettamente nei cieli egiziani all’epoca della realizzazione. Su questo argomento se n’è discusso per decenni: il libro del 1994 “Il Mistero di Orione”, scritto da Robert Bauval, portò alla luce questa teoria. Va detto che Bauval, coadiuvato da altri autori come Graham Hancock e Adrian Gilbert, trovò la quadratura del cerchio (cioè, la precisa disposizione delle stelle della costellazione di Orione con le Piramidi) attraverso le ricostruzioni realizzate dagli astronomi e legate al 10.000 A.C., ben prima della datazione al Carbonio-14. Aggiungo il fatto che le Piramidi abbiano degli angoli di 45° praticamente perfetti (scarto di mezzo millimetro circa), difficilmente realizzabili con le tecnologie presenti all’epoca (almeno, quelle a noi note e conosciute) e siano posizionate in corrispondenza delle linee energetiche positive, legate al campo magnetico terrestre. Incredibile, no?

Da qui in poi voglio portarvi in un territorio inesplorato, tra ipotesi, ricostruzioni suggestive e teorie (alcune ben lontane da quelle canoniche): se le Piramidi sono posizionate seguendo lo schema stellare del 10.000 A.C., la datazione storica data dagli archeologi dovrebbe essere rivista. Anche perché, a rafforzare la teoria della costruzione antecedente alla data “storica” vi è la Sfinge.

Avete notato che il volto del monumento è nettamente più piccolo, sproporzionato e più recente rispetto al corpo? Alcune teorie valutano il fatto che la Sfinge potesse avere un volto primigenio ben diverso: a causa dell’erosione di diversi agenti atmosferici (e non solo, come scopriremo a breve…), il volto venne ribattuto, dandogli le sembianze a noi conosciute. Ma perché solo il volo venne ricostruito? Coloro che decisero il “restyling”, lo fecero per cambiare totalmente i lineamenti originari? Oppure lo fecero dopo che un immane agente esterno si abbatté sull’Egitto circa 10.000 anni prima della nascita di Cristo? Qualcosa che tutti i testi sacri delle diverse religioni (dall’Induismo all’Antico Testamento, dai Sumeri ai Cinesi) nominano e citano come “Grande Diluvio” o “Diluvio Universale”?

Questa teoria spiegherebbe l’erosione fortissima del corpo della Sfinge, che presenta quei segni tipici dovuti ad una grande quantità di acqua, oltre che la ricostruzione della testa. Sempre che la testa non avesse un aspetto, diciamo, “alieno” per i nostri canoni umani.

Già: le Piramidi posizionate come le Stelle della Cintura di Orione e la Sfinge meta umana sarebbero –altra teoria- un segnale di un contatto extraterrestre, avvenuto per l’appunto decine di migliaia di anni orsono, tra i locali e viaggiatori provenienti proprio dalle stelle di Orione. E la Sfinge avrebbe avuto le sembianze dei visitatori, probabilmente simili alle…. Divinità Egizie, animali antropomorfi. Se tutto questo vi sembra incredibilmente strano, posso dirvi che da decenni queste teorie crescono, si moltiplicano, si scontrano e si fondono, in una continua evoluzione.

Un’altra teoria è legata al fatto che la Sfinge sia “sola”: legata strettamente al più famoso veggente del Novecento, Edgar Cayce, si dice che in origine due fossero le creature Meta umane scolpite, una di fronte l’altra. È possibile che una seconda Sfinge, magari con l’aspetto “Originale” sia ancora sepolta nella Piana di Giza? A queste teorie, non sostenute (secondo la Storia) dai fatti comprovati, si è opposto con fermezza Zahi Hawass, il più famoso ed esperto egittologo. Ovviamente, nessuno ha il permesso di effettuare scavi nella Piana: le autorità egiziane sono piuttosto ferme su questo punto. Fatto sta che la Sfinge, che sia singola o con una compagna sepolta nelle millenarie sabbie del Sahara, desta ancora molta curiosità e nasconde ancora molti misteri.

Sapevate che sotto una delle sue zampe, nel 1977 è stato trovato un tunnel? Secondo le visioni di Cayce e secondo alcune teorie, attraverso il passaggio si giungerebbe ad una sala, realizzata assieme alla Sfinge, dove sarebbero custodite tutte le risposte alle nostre domande, oltre che molte domande in più.

Proprio mentre vago con la mia campagna di viaggio nei pressi delle Piramidi, ammirando la loro magnificenza, scopro che una delle leggende che pensavo fossero tali è una realtà effettiva. Vengo avvicinato da un baldo quarantenne. Si rivolge a me - in Egitto le trattative sono gestite esclusivamente dagli uomini- indicando Bianca e mi chiede se sia…in vendita. Esattamente, avete letto bene: non solo, il nostro Playboy mi propone come contropartita 10.000 sterline egiziane come base di partenza per la trattativa e due delle sue mogli. Questo mi fa capire che abbia un harem abbastanza nutrito oltre che Bianca, per via del suo aspetto nordico/caucasico, attiri gli sguardi e le attenzioni di molti, dai giovanissimi sino ad arrivare ai più anziani abitanti della Terra dei Faraoni.

Declino cortesemente l’offerta e proseguiamo alla ricerca di nuovi isteri, cercando risposte alle innumerevoli domande che l’Egitto fa nascere spontaneamente.

Il nostro tour nella splendida Piana è terminato (vi consiglio caldamente di vedere con i vostri occhi questa meraviglia. Non è casa la Piramide di Cheope è l’unica delle 7 meraviglie del mondo antico giunta integra sino ai giorni nostri) ma sta per iniziarne un altro: seguitemi, vi porterò alla scoperta del cibo, una vera Delizia in grado di soddisfare ogni tipi di palato.

 

 

لنكتشف نكهات مصر (Andiamo a scoprire i sapori dell’Egitto)

 

 

 

 

 

 

 

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