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Praga, la Città Magica -  Praha magické město 01
Praga, la Città Magica -  Praha magické město

Praga, la Città Magica -  Praha magické město

Girando per Praga dopo il tramonto, ho l’occasione per poter visitare (e potervi raccontare) alcuni dei particolari più magici della città. Pronti per la Magia?

La Città delle Cento Torri, assieme a Torino e Lione, forma il cosiddetto Triangolo della Magia Bianca, tre città dove le energie positive scorrono come un fiume sotterraneo. (Torino ha una duplice faccia: la città del Toro è anche uno dei tre vertici che compongono il Triangolo della Magia Nera, assieme a Londra e San Francisco).

La prima tappa, quasi obbligatoria visto l’alone mistico che lo circonda, è a Josefov, il quartiere ebraico. Lì si trova una lapide di un personaggio davvero speciale, legato a doppio filo con una creatura mitica. Sto parlando di Rabbi Judah Loew e del “suo” Golem.

Fine del XVI secolo, sul trono c’era Rodolfo II e la situazione per i numerosi ebrei che vivevano a Josefov non era delle più rosee, anzi. Continue aggressioni, deportazioni, soprusi (la Storia purtroppo è sempre ciclica, lo sapete) portarono il buon Rabbi –così racconta la leggenda – a plasmare una creatura usando il fango della Moldava, il fiume che passa attraverso la Capitale. Usando le tecniche che avrebbero –secondo la Kabbalah – creato lo stesso Adamo, Rabbi Loew incise sulla fronte del Golem il termine תמא (“Emet”, ossia verità in ebraico). Il Golem, anzi i Golem (sembra che il Rabbino ne creò diversi) servivano come difesa. Tuttavia, uno di loro, cresciuto a dismisura, diventò autonomo, non rispettando più i comandi del Rabbino. Per fermarlo, Rabbi Loew, aiutato dal genero, cancellò una lettera dalla fronte, tramutando la parola da “verità” a “morte”. L’argillosa creatura smise di vivere. Che sia una leggenda o che abbia un fondo di verità non c’è dato saperlo, però vale la pena ricordarvi che qui la Magia si respira, è intessuta nelle radici della città.

Continuando ad aggirarmi nella notte Praghese, sono tante le leggende e i misteri che questa città custodisce. Passeggio lungo la Moldava e mi avvicino al Ponte Carlo, dove un tempo era incastonata una spada. Non una spada qualunque, ma la spada di san Venceslao, protettore della città. Si dice che il Santo stesso sarebbe disceso sulla Terra e l’avrebbe impugnata per difendere Praga in caso di pericolo. Peccato che l’arma sia stata rubata –sempre secondo la leggenda- da alcuni bambini e tutt’ora risulti dispersa o introvabile. Speriamo che nessuno attacchi la città o San Venceslao si troverebbe disarmato. Sempre sul Ponte c’è la statua di San Giovanni Nepomuceno: vissuto nel 1300, era confessore della moglie di Re Venceslao IV. Rifiutatosi di raccontare al sovrano i segreti di confessione della reale consorte, venne ucciso, buttato giù proprio dal Ponte. In quello sventurato punto, c’è una Croce d’oro a ricordare il fatto: secondo i Praghesi, chi la tocca esprimendo un desiderio, vedrà quest’ultimo avverarsi.

Le acque scure della Moldava sarebbero la casa dei Vodnik, folletti che salvano le anime di coloro che annegano nel fiume, racchiudendole all’interno di ampolle di vetro. Riconoscerli dovrebbe essere abbastanza facile: vestono solitamente di verde o rosso, hanno un cappello a tuba e una marsina (conosciuta anche come Frac) bagnata nel lembo sinistro, una delle due “code”. Casomai vi capitaste di incontrare un individuo simile nei pressi del fiume, potreste avere davanti a voi un vero e proprio Vodnik.

Continuando il mio tour notturno, percorro la Karlovo Namesti sino a fermarmi davanti ai civici 40 – 41. Qui sembra abitasse il Dottor Faust. Proprio quel Faust che viene descritto da Wagner, l’uomo che vendette l’anima al diavolo in cambio dell’eterna giovinezza. Di sicuro c’è il fatto che il tetto della casa presenta un buco e che Faust venne portato via dal diavolo proprio bucando il tetto. Un alchimista e mago tra i più famosi, Edward Kelley, visse in quella casa. Abitazione che pare sia infestata e maledetta: uno studente che vi prese dimora scomparve. Per sempre.  Meglio non pernottare per la notte qui.

Sempre più “stregato” da Praga, passeggio verso Josefov e verso la “sinagoga Vecchia – Nuova”. Anche questo edifico è ricco di misticismo e leggende: si dice che sia stata costruita con alcune pietre del mitico Tempio di Gerusalemme, portate sino a Praga dagli angeli in volo.

Praga è magica, mistica, unica. Ora mi sto spostando verso la Città Vecchia, mi imbatto in alcune strade che mi pare di aver già visto. Le guardo attentamente, così come guardo gli edifici, prima di imbattermi nel Negozio di Bacchette. Esatto, proprio quel negozio di bacchette dove un maghetto con gli occhiali e una cicatrice sulla fronte visita. Praga venne scelta, sia per via delle splendide location sia per la sua energia magica positiva, come ispirazione prima e come set poi per “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, oltre che come “architettura” per tutti i film della saga. Del resto, quale migliore città se non uno dei vertici del Triangolo della Magia Bianca? Qui l’energia scorre, la senti, la vivi, proprio passando per le strade: è una sensazione particolare e assolutamente gradevole.

 Vi parlavo d’ispirazione poco fa non a caso: la “Pietra Filosofale” che dà il titolo al primo volume della fortunata serie, è il punto di massimo successo di ogni alchimista, e qui a Praga, nel corso dei secoli, diversi alchimisti (Come Edward Kelley) diedero anima e corpo per riuscire a creare questo catalizzatore di magia, capace di risanare le ferite, donare la vita eterna e trasformare ogni metallo in oro purissimo.

 

L’alba sta sorgendo: è ora che vi porti con me a scoprire un gustosissimo lato della città, i suoi piatti tipici.

 


Dobrá Chuť k Jídlu (Buon Appetito)

 

 

 

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