Home » Canali » La Finestra sul Mondo » Cronache Cagliari Primavera - Inter-Cagliari 3-3
Cronache Cagliari Primavera - Inter-Cagliari 3-3

Cronache Cagliari Primavera - Inter-Cagliari 3-3

Sassuolo, la nuova Istanbul: il Cagliari si fa riacciuffare dall’Inter e abbandona il sogno scudetto

Le tinte sono rossoblù e non rossonere ma lo spettacolo è sembrato lo stesso della finale di Champions League di Istanbul 2005. L’incubo cagliaritano è andato in scena oggi allo stadio Ricci di Sassuolo, nella semifinale play-off del campionato di Primavera 1 contro l’Inter. Al termine dei centoventi minuti, infatti, sono stati i nerazzurri a strappare il pass per la qualificazione alla finale di martedì contro la Roma, in un match che i giovani rossoblù hanno condotto, per larga parte, con un vantaggio di tre reti.

L’incontro è cominciato in equilibrio, con le due squadre che tessevano le proprie trame in maniera cauta, rispettando il valore dell’avversario. I rossoblù però sono riusciti ad essere più cinici e alla prima vera occasione sono passati in vantaggio.

Tutto nasce da un azione di Delpupo al 13, che con un guizzo riesce ad arrivare lanciato al limite dell’area e viene steso dall’uscita di Rovida, che viene solo ammonito tra le proteste, giustificate, della panchina sarda per una sanzione più severa, vista la pericolosità dell’azione. Sul pallone si presenta Desogus che calcia una punizione velenosa sul palo dello stesso Rovida il quale, con un po’ di complicità, guarda il pallone insaccarsi nell’angolino basso.

La reazione dei nerazzurri è rabbiosa ma non ordinata e, nonostante una pressione costante, le azioni dei ragazzi di Chivu si rivelano poco incisive. L’unica volta in cui D’Aniello viene chiamato in causa è al 23’, quando devia in angolo un colpo di testa preciso sugli sviluppi di calcio piazzato. I lombardi, feriti nell’orgoglio, fanno la partita mentre gli isolani attendono per ripartire in modo letale con il loro trio d’attacco rapidissimo.

Proprio grazie alla freccia del settore destro, Zito Luvumbo, i rossoblù si guadagnano un rigore al 41’, a causa dell’intervento in ritardo di Carboni sul numero 37, bravo a spostare la palla con un guizzo un attimo prima dell’intervento avversario. Sul dischetto si presenta lo stesso angolano che con un sinistro chirurgico spiazza Rovida per il raddoppio sardo.

I nerazzurri vorrebbero accorciare le distanze prima della pausa ma nell’unico minuto di recupero concesso dall’arbitro è ancora il Cagliari a colpire. Azione sulla sinistra tutta qualità, con Secci che serve in profondità Cavuoti, il quale è bravissimo nel suggerire di prima per Desogus che con un piattone deciso batte l’estremo difensore avversario per il 3 a 0 sardo, che chiude anche la prima frazione.

Il secondo tempo vede, naturalmente, una squadra milanese tutta in avanti alla ricerca del goal che potrebbe riaprire la gara e un Cagliari che mantiene l’assetto da attesa e ripartenza per chiudere i giochi. Dopo appena tre minuti dal ritorno in campo è Fabbian che spreca un’ottima opportunità da dentro l’area di rigore avversaria sparando alto. Subito dopo però i rossoblù si fanno sentire con Obert che svetta sul secondo palo da angolo e trova la grande opposizione di Rovida a dirgli di no. Al 55’ Fabbian fa capire che non è giornata e spreca un’occasione, forse ancora più semplice di quella precedente, mandando alto un tiro sbilenco di Jurgens capitato tra i suoi piedi a un metro dalla porta. Un minuto dopo è il Cagliari però a divorarsi il goal del K.O. con Luvumbo che, lanciato a rete da uno straordinario Delpupo, spara alto a tu per tu con il portiere avversario.

L’errore costerà caro nelle somme della gara e il primo segnale lo dà Abiuso, che al 77’ accorcia le distanze per gli uomini di Chivu, raccogliendo la respinta approssimativa di D’Aniello sul tiro di Casadei e insaccando a zero metri dalla linea.

Il goal da fiducia e vigore ai nerazzurri che imbastiscono un vero e proprio assedio alla porta di D’Aniello che salva il risultato all’84’ sul colpo di testa pericolosissimo di Owusu. La gara si trascina sul 3 a 1 fino al 90’ quando Abiuso butta benzina sulla fiammella della speranza trovando la sua doppietta personale grazie ad un colpo di testa preciso sul secondo palo su cross dalla trequarti.

I ragazzi di Agostini vanno in totale confusione e al 93’ l’Inter mette in parità la gara grazie a Sangalli, che al centro dell’area mette dentro in modo maldestro l’ottima torre del compagno sul secondo palo. La rimonta è completata e il morale dei rossoblù è sottoterra quando il direttore di gara decreta la fine dei tempi regolamentari e l’imminente inizio dei supplementari per decidere il vincitore. Nel giro di tre minuti i sardi sono passati da un vantaggio di due goal a dover giocare un supplementare che, in caso di parità, premierebbe gli avversari per miglior piazzamento in classifica.

Nel corso dei supplementari si evince che le forze di entrambe le squadre si sono dissipate nella battaglia dei novanta minuti e l’unica vera occasione della prima frazione la ha Iliev, che direttamente da calcio di punizione colpisce la traversa in modo violento, facendo tremare le speranze degli isolani. L’unica vera occasione per i ragazzi di Agostini si presenta al 113’ quando Palomba raccoglie al limite dell’area piccola il tiro sbilenco di Vinciguerra ma con il sinistro manda sull’esterno del palo. Negli ultimi minuti i nerazzurri sono bravi a non farsi assediare e facendo valere lo strapotere fisico riescono a tenere indenni il risultato, fino al triplice fischio che decreta la fine del match.

Il Cagliari esce sicuramente rammaricato da quest’incontro, che sembrava indirizzato verso una giusta conclusione alla stagione incredibile svolta ma che purtroppo sancisce la fine nella maniera più amara possibile. Come il miglior Icaro, dopo aver praticamente abbracciato la finale scudetto, i ragazzi precipitano nello sconforto di essere stati riacciuffati a soli due giri d’orologio dal termine, annebbiati da una stanchezza fisica evidente.

Questo infausto verdetto non va comunque ad infangare una stagione a dir poco strepitosa fatta dai giovani di Agostini, che hanno dimostrato che la forza del gruppo vale sempre più quella di una squadra di tenori che suonano per conto loro. Non una raccolta di figurine, ma una squadra di giovani uomini che nella sua interezza si è messa a disposizione del gruppo con sacrificio ed abnegazione. Non sono esistite seconde linee nel corso della stagione perché tutti coloro che sono stati chiamati in causa hanno sempre messo tutto per il bene della squadra, senza teatrini e sceneggiate.

Questo è il punto dalla quale bisogna ripartire nella prossima stagione, dopo essersi goduti il meritato riposo per il grande lavoro svolto durante tutto l’anno. Quanti di questi ragazzi potranno essere parte della rifondazione della prima squadra non c’è dato saperlo. Ciò di cui siamo sicuri è che Agostini ha dato tutti gli strumenti a questi giovani per capire che se si vuole giocare nel Cagliari è necessario dare tutto per quella maglia, e solo per quella.

Andrea Sanna

 

Lascia un Commento

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Per evitare spam automatico ti invitiamo a compilare il form correttamente.