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J-AX: ‘’Reale’’: la recensione

J-AX: ‘’Reale’’: la recensione

Alessandro Aleotti, in arte J-Ax, è uno di quegli artisti che o ami o odi: l’artista milanese, sin dai tempi degli Articolo 31, ha sempre diviso pubblico e critica a metà. C’è chi lo definisce un genio, chi un mito, chi un totale incapace, chi un ‘’sucker’’ – nel gergo hip hop assume il significato di allocco/individuo poco credibile – chi un venduto o altri epiteti non particolarmente signorili. Fatto sta che, nonostante tutto e checché se ne dica, l’Aleotti ha superato abbondantemente i vent’anni di carriera – il suo primo disco con gli Articolo ‘’Messa di Vespiri’’ uscì nel 1993 – sfornando di volta in volta pezzi e album di successo, migliorando sempre più, dal punto di vista qualitativo, di volta in volta sapendosi innovare senza snaturarsi, nonostante il successo – tantissimo e difficile da gestire – che in moltissimi gli hanno rinfacciato.  Il suo nuovo album intitolato ‘’Reale’’ è uscito il 24 gennaio e rappresenta il disco della piena maturità artistica e personale dell’ex Articolo 31, nonché un grosso schiaffo morale a tutti coloro i quali lo aspettavano al varco dopo l’esperienza con Fedez. Dal nuovo progetto di J-Ax traspare un grande lavoro dietro, una grande preparazione e una scelta accurata di ogni singolo elemento presente al suo interno: troviamo produttori di grande valore quali Roofio – ex membro del coloratissimo duo dei Two Fingerz – e penne come quelle di Raige – membro dello storico gruppo hip hop dei One Mic – e Daniele Lazzarin in arte Danti, che tramuta in hit qualunque pezzo in cui mette mano. 

18 tracce, lanciate dal primo singolo ufficiale intitolato’’ La mia hit’’ e realizzato in collaborazione con Max Pezzali, protagonista di un ritornello da maestro che entra in testa sin dal primo ascolto, il tutto accompagnato da un video estremamente ironico, simpatico e dinamico. All’interno di ‘’Reale’’ si trovano collaborazioni di primo piano e tutte capaci di esprimersi al meglio, persino quelle su cui c’era stupore e diffidenza. Nota di merito per Chadia Rodriguez artefice di una performance egregia nel brano Pericoloso, nel quale dimostra che – quando vuole – è pienamente in grado di esprimersi su livelli alti e di tutto rispetto.  J-Ax è, nonostante i vari featuring, il mattatore del suo album: ottime interpretazioni, scrittura comunicativa, profonda, matura, sperimentazioni a livello tecnico inaspettate ma graditissime e tanta voglia di dimostrare a sé stesso in primis di essere un indiscusso numero uno. I concetti non mancano, persino molto delicati e tristemente attuali come quello del femminicidio, tematica affrontata nel brano Beretta che vede ‘’lo zio d’Italia’’ unire le forze con il gruppo salentino dei Boomdabash. Tra i brani più riusciti dell’intero progetto si trovano Siamesi in compagnia dell’elegante Paola Turci, Cuore a lato con l’illustre partecipazione di Enrico Ruggeri con il quale J-Ax dà vita a un pezzo denso di significato, emozionante e in grado di fare riflettere, la bellissima Sarò scemo che ricorda il miglior Rino Gaetano, da cui emerge il lato più sensibile e fragile dell’ex frontman degli  Articolo 31.  L’artista non veste panni non suoi, non ‘’gioca’’ in un ruolo che non gli si addice, non si spaccia per ciò che non è e questa totale ammissione di debolezza rispetto ai classici e noiosi individui duri e sprezzanti presenti in abbondanza nel filone della musica rap diventa, in realtà, il punto di forza e il pregio dell’album. Ogni traccia rappresenta una storia, uno stato d’animo, un punto di vista, una opinione ben ponderata e pesata, un’occasione di confronto e su cui soffermarsi. Ogni traccia è una potenziale hit, grazie a una spiccata musicalità e a melodie interessanti, come quelle presenti in Per sempre nell’83 con Il Pagante, gruppo musicale elettronico in attività dal 2010, insieme a cui Alessandro Aleotti piglia bonariamente in giro la borghesia spocchiosa milanese degli anni Ottanta.  ‘’Reale’’ entra di diritto tra i dischi meglio usciti del 2020, pur essendo ancora agli inizi di questo nuovo anno, grazie  a un lavoro certosino dietro e all’incisivo contributo di tutti i coloro che ne hanno preso parte – tra i non citati Annalisa, Luca Di Stefano, Sergio Sylvestre, Il Cile (con cui J-Ax realizza una canzone spensierata su un tappeto ritmico che rimanda al genere della Mazurca) e Jake La Furia (noto esponente dei Club Dogo, che affianca lo zio Ax nel pezzo più ‘’hip hop’’ e punchliner del disco) – sposando appieno la causa del ‘’sempreverde’’ Jax, in forma come non mai in questo suo sesto album solista.

Disco più che consigliato, energico, spiritoso, carico di brio, intelligente ma grazie al cielo non serio: provare per credere, è tutto reale!

 

Mattia Lasio

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