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Le discipline attraverso i campioni. La pesistica per Filippo Soma.

Le discipline attraverso i campioni. La pesistica per Filippo Soma.

Una tradizione che affonda le radici nel cuore della Sardegna. Un’ eredità da portare con il peso del confronto con il passato. Filippo Soma è il nuovo riferimento della pesistica sarda. Bronzo agli ultimi campionati italiani assoluti, allenatore della società “Pesistica Nuorese”, che forma tra i migliori atleti del panorama sardo, nonostante la sua giovane età, compirà 28 anni a fine Novembre. Abbiamo incontrato Filippo Soma in occasione di un seminario ad Assemini, tenuto nella palestra “Bearded Skull”.

 

Soma, lei rappresenta la nuova generazione di una stirpe che affonda fino agli anni ‘60, quelli di Sebastiano Mannironi.

 

“Sicuramente mi lusinga il paragone, nonostante ci siano stati anche altri atleti e allenatori importanti dopo i Mannironi come i fratelli Corbu e Martino Masu che è stato anche il mio maestro. Sono contento di essere stato io a riportare in alto il nome di Nuoro nella pesistica italiana, anche perché era da quando facevo solamente l’atleta che Nuoro non saliva sul podio e riportare qualcuno lassù anche come allenatore mi rende orgoglioso del mio lavoro e di quello che il territorio ci può offrire a livello di atleti”.

 

Nel corso degli anni tanti ottimi piazzamenti, l'ultimo nel 2019 con il bronzo ai campionati assoluti italiani. Da dove è partito per arrivare fin qui?

 

“Fui portato in palestra da mio padre che anche lui era un pesista quando era giovane () a 8/9 anni. () Le prime istruzioni su come sapersi muovere diciamo me le ha date mio padre quando avevo 9 anni e poi mi ha portato in palestra da Tino Masu quando avevo 11 anni. Tanti sacrifici finalmente ripagati”.

 

Quali cambiamenti sono avvenuti nella disciplina della pesistica nel corso degli ultimi anni?

 

"A livello nazionale i risultati sono cresciuti tantissimo, anche perché la federazione ha offerto molta formazione quindi gli allenatori si sono potuti informare ancora meglio inserendo molta scienza a livello di allenamento mentre prima, quando ho iniziato io diciamo, ancora si trovavano dei vecchi allenatori che utilizzavano vecchi programmi che utilizzavano loro stessi come atleti oppure andavano a spizzichi e bocconi su vecchie programmazioni già fatte da qualcun altro o (ancora) andavano alla ricerca del programma magico che gli poteva portare a far raggiungere all’atleta un certo risultato. Adesso invece ci troviamo in una condizione dove gli allenatori sono formati e sanno pianificare un lavoro per ogni atleta, per ogni soggetto e questo si vede dai risultati. Quando io vincevo il campionato italiano esordienti pesando più di ottanta chili, sollevando settanta chili in strappo e cento di slancio adesso questi sono chili che molto spesso a livello giovanile non ti portano neanche a qualificarti per la categoria più bassa. Questa è la vera differenza”.

 

E in ambito internazionale?

 

(La tecnologia e l’istruzione nel campo) “Ha portato dei risultati eccezionali che sono cresciuti a un livello allucinante. In campo internazionale ancora di più perché la lotta al doping che la federazione (italiana) ha portato avanti dal 2005 a questa parte sta facendo la differenza anche in Europa, visto che il presidente della federazione nazionale è anche il presidente della federazione europea. () I risultati si vedono perché adesso l’Italia vince molto di più rispetto a prima. Adesso in Europa gareggiano ad armi pari e vince il più tecnico, vince il più bravo a saper gestire l’atleta, il più bravo a saper programmare l’atleta”.

 

Quali siano le tipologie di persone più adatte a questo sport?

 

“Secondo me la pesistica è uno sport adatto a tutti perché laddove non abbiamo un atleta che spicca in forza, forza fisica vera e propria, possiamo avere un atleta molto mobile o molto intelligente fisicamente che

apprende il gesto tecnico meglio di un altro che magari è più forte. Un ragazzo poco forte può essere molto tecnico e magari avere lo stesso risultato di un ragazzo che è poco tecnico ma molto forte. Poi quello che fa la differenza è la costanza perché alla fine l’atleta costante può anche battere il fenomeno se non è costante. L’atleta perfetto è quello che ha capacità fisiche sia a livello di forza che di coordinazione sia quelle mentali che gli danno la possibilità di essere costante e di voler arrivare all’obiettivo. () Prima l’atleta giusto lo si trovava mettendogli un bilanciere con quaranta chili davanti e dicendogli di sollevarlo. Questo avveniva per un ragazzino di sedici anni che poteva essere già maturo così come poteva avvenire per un ragazzino di tredici. Immaginati l’idea che si poteva avere di un pesista. Un pesista adesso non è più l’uomo che solleva un bilanciere con due palle di ferro del circo. Non è più soltanto l’uomo forte ma anche l’uomo tecnico, l’uomo veloce e anche bello da vedere, non un fenomeno da baraccone come si può pensare”.

 

Come risponderebbe ai detrattori della disciplina che reputano la pesistica uno sport pericoloso e lesivo?

 

“E’ una leggenda metropolitana perché studi neanche troppo recenti confermano che tutta l’attività con i sovraccarichi ha un grosso impatto sull’aumento della densità ossea e inoltre non ci sono mai stati studi scientifici sul fatto che possa renderti basso, una delle leggende metropolitane più famose. Se lo facciamo come fitness sappiamo bene che qualsiasi sport può far bene anzi fa bene, l’attività fa bene sempre. Se andiamo a vedere dal punto di vista agonistico ci sono dei traumi che sono comunque molto inferiori ad altri sport che vengono spesso indicati agli atleti. Nel calcio abbiamo dei traumi al ginocchio differenti da quelli della pesistica, ad esempio. Crociati e menischi nel calcio vengono stressati molto di più, hanno molti più infortuni. Nel pesista, essendo uno sport simmetrico fondamentalmente, abbiamo dei problemi solo al tendine rotuleo, delle infiammazioni. E’ difficile avere dei traumi importanti dove abbiamo un distacco di una determinata parte, dove abbiamo un trauma serio, non essendoci un contatto con un altro avversario come nel calcio, come nel rugby, come in uno sport da combattimento. Può capitare che ci siano dei traumi come in qualsiasi altro sport a livello agonistico. Tutto quello che viene fatto con coscienza può fare solo bene e la pesistica aiuta la parte ossea a rinforzarsi quanto la parte muscolare, quindi meglio di questo credo che non ce ne sia. () I traumi che possiamo avere sono sempre da sovraccarico. E’ difficile che un bilanciere ci cada addosso, è proprio fatalità che accada questo”.

 

Quali sono i punti di forza del sollevamento pesi?

 

“Indicherei sicuramente il miglioramento della coordinazione, della propercezione, dello sviluppo delle capacità motorie perché sollevare un bilanciere con le tecniche di strappo e slancio non è soltanto prendere un bilanciere e portarlo sopra la testa ma è imparare una serie di movimenti che formano due gesti complessi che vanno costruiti nel tempo. Insieme a questo bisogna aggiungere anche l’aumento della forza, perché ricordiamo che la pesistica è fatta anche di forza, e quella dell’esplosività. Tutto questo fa della pesistica uno sport adatto alla preparazione fisica per qualsiasi altro sport. Quindi una persona, o un bambino, o un ragazzo, che inizia con la pesistica, anche se non si sofferma sull’attività agonistica ne rimane fermo sullo sport della pesistica, avrà comunque le porte aperte per essere superiore a qualsiasi altro atleta che non ha mai fatto nessun tipo di attività specifica”.

 

Prossimi impegni da atleta o allenatore?

 

“Per me personalmente come atleta adesso sto ragionando sul se gareggiare nei prossimi campionati italiani assoluti a Giugno. Per quanto riguarda la squadra gli vedremo impegnati nella qualificazione juniores a breve nell’under 17. Nel mese di Marzo gareggeranno i più piccoli e dopo sarà l’ora per i grandicelli a Maggio per la qualificazione ai campionati italiani assoluti, per tutti quelli che hanno preso il medagliere nelle competizioni precedenti”.

 

Andrea Sanna

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