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Lutto nel mondo del cinema: arrivederci, Spartacus

Lutto nel mondo del cinema: arrivederci, Spartacus

A 103 anni muore la leggenda Kirk Douglas

 

A poco più di due mesi dal suo 103esimo compleanno, scompare uno degli ultimi divi dell’Età d’Oro di Hollywood.

Impossibile dimenticare i suoi occhi blu, il fascino d’uomo d’altri tempi, le sue battaglie contro le ingiustizie dell’umanità ma soprattutto il suo immenso talento che l’ha reso protagonista di tante pellicole che hanno fatto la storia del cinema.

Un divo ma soprattutto un grande uomo, come scrive il figlio Michael dando l’annuncio della sua scomparsa: “Per il mondo era una leggenda, un attore dell’età d’oro dei film e un umanitario il cui impegno per la giustizia e le cause erano un’ispirazione per tutti. Ma per me e i miei fratelli Joel e Peter era soltanto Papà.”

 

Quasi un centinaio di film, tra accreditati e non; tre nomination agli Oscar; la statuetta onoraria nel 1996 prima di ritirarsi da quel mondo che amava tanto nel 2004.

La storia di Kirk Douglas è quella di chi, mosso da passione, si costruisce da solo il proprio successo senza mollare mai. Neanche dopo l’incidente in elicottero degli anni Novanta che tutti temevano potesse essergli fatale.

Al contrario, come i tanti personaggi iconici che ha interpretato, Kirk si è rialzato, mostrando di essere ancora più forte di prima.

Dopo aver lavorato come bidello alla St. Lawrence University ed essersi trasferito a New York grazie a una borsa di studio, Kirk lavora in radio e in teatro con il sogno di far parte di quel mondo che qualche anno più tardi lo avrebbe consacrato come uno dei più grandi talenti del cinema americano e mondiale.

Arriva a Hollywood con il suo nome di battesimo, Issur Danielowitch Demsky e diventa semplicemente Kirk Douglas, l’eroe senza tempo che ha visto cambiare l’industria cinematografica davanti a sé senza mai sbagliare un colpo.

Troppi i titoli per cui ricordarlo: dallo Spartacus della Roma Imperiale all’ Ulisse della Grecia omerica; da Van Gogh al giornalista protagonista di Asso nella manica; da Due settimane in un’altra città a Lo strano amore di Martha Ivers al western Sfida all’Ok Corral fino al suo ultimo film Illusion.

 

Da sempre animato da spirito anticonformista, Douglas ha il coraggio di fondare nel 1955 la Byrna Productions, la sua compagnia cinematografica indipendente che lo trasforma nel primo attore dello star-system a prendere il controllo della sua carriera, puntando su artisti che poi diventeranno dei veri e propri pilastri come Stanley Kubrick.

“Cosa mi tiene in vita? Amare e difendere il prossimo.” Kirk nella sua lunghissima vita non si è risparmiato, ha sempre aiutato chi, come lui ha dovuto iniziare da zero nonostante le difficoltà, portando avanti la convinzione che tutti gli uomini sono uguali. Il 16 g4nnaio 1981 riceve una prestigiosa onorificenza civile statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà, dal presidente Jimmy Carter.

A 91 anni, attraverso i mezzi di comunicazione e il suo blog Myspace, riesce, insieme alla moglie Anne Buydens,  a dare il via a una campagna finalizzata a indurre gli Stati Uniti d’America a chiedere perdono per la schiavitù delle persone deportate dall’Africa fra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo e per le ingiustizie che gli afroamericani continuarono a subire anche dopo l’abolizione del regime schiavista.

 

Ha perfettamente ragione, Michael, suo figlio, famoso attore.  Per il mondo Kirk Douglas è stato una leggenda, un’ispirazione per tutti.

Di una cosa siamo sicuri: nessuno potrà mai sostituirlo o eguagliarlo e Hollywood non sarà la stessa senza di lui.

 

Roberta Lai

 

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